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Inaugurata la nuova sede del Pd feltrino

Susy Candiago, Luca Balbinot, Giovanni Manildo, Marta Picinotti, Irma Visalli, Yuki d’Emilia, Alessandro Del Bianco

Taglio del nastro per la sede del PD feltrino: «Aprire una sede è atto politico: qui unità e confronto». Presenti i candidati alle regionali e Giovanni Manildo: «Abitare la montagna vuol dire servizi, sanità, infrastrutture, lavoro»

Belluno, 29 settembre 2025 – «Aprire una sede è un atto politico»: con queste parole della Segretaria del circolo Lidia Maoret, ieri mattina, domenica 28 settembre, il Partito Democratico ha ufficialmente inaugurato la nuova sede del circolo di Feltre-Seren-Pedavena in Piazzetta Trento e Trieste a Feltre.

Una cerimonia condotta dalla consigliera comunale di Feltre Carla Cassol, che si è aperta con il commosso ricordo di Edi Fontana, scomparso sabato e salutato dall’applauso e dalle lacrime dei presenti che con lui hanno attraversato tanti anni di vita politica, amministrativa e sociale bellunese.

Tantissimi i tesserati arrivati a Feltre da tutta la provincia, ma forte anche il sostegno delle altre forze del centrosinistra: «Questo spazio non vuole essere solo la sede di un partito, ma vuole essere la casa del centrosinistra che si riunisce e si confronta per costruire un futuro nuovo per questa città e per il Paese», l’impegno giunto dal palco.

Il taglio del nastro della nuova sede, che in passato ha già ospitato il Partito Comunista prima e il PDS poi, è stato l’occasione per presentare anche i candidati del Partito Democratico Belluno Dolomiti ai feltrini: dal palco Susy Candiago, Irma Visalli, Luca Balbinot, Yuki d’Emilia e Alessandro Del Bianco hanno toccato i temi a loro più cari, dalla partecipazione alla mobilità, dai servizi al turismo, dalla sanità alle infrastrutture.

A chiudere, il candidato alla presidenza della Regione Veneto per il centrosinistra, Giovanni Manildo: ambiente, difesa della sanità pubblica come valore, trasporti, lotta allo spopolamento, lavoro, i capisaldi del suo impegno per il territorio montano. «Dopo trent’anni di governo di centrodestra e quindici del presidente Zaia, si respira voglia di cambiamento» ha sottolineato Manildo. «Sono orgoglioso di poter lavorare già da due mesi con una coalizione unita in cui tutti gli attori partecipano con un obiettivo comune. Ci troviamo in un momento di nuova fondazione, e per questo sono decisivi la partecipazione e la concretezza».

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