HomeCronaca/PoliticaCentri antiviolenza, proroga sui requisiti divide maggioranza e opposizione in Veneto

Centri antiviolenza, proroga sui requisiti divide maggioranza e opposizione in Veneto

Manuela Lanzarin, assessore regionale alla Sanità
Vanessa Camani – Capogruppo Pd in Consiglio regionale del Veneto

Venezia, 10 settembre 2025 –  L’approvazione di una nuova proroga per i requisiti minimi dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio ha scatenato un acceso dibattito politico in Veneto. Se da un lato l’assessore alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin esulta, definendolo un “risultato positivo” che garantisce la continuità dei servizi e posiziona la regione in prima linea nella lotta contro la violenza di genere, dall’altro le consigliere regionali del Partito Democratico, Vanessa Camani e Chiara Luisetto, si dicono “sconcertate”, accusando la giunta di aver tradito le promesse fatte.

La misura, che estende di 12 mesi il periodo transitorio dell’Intesa del 2022, è stata accolta con favore dalla giunta regionale. “Questa proroga conferma il mantenimento di tutte le strutture esistenti in Veneto”, ha dichiarato l’assessore Lanzarin, sottolineando come le strutture esistenti abbiano acquisito “massima competenza e professionalità”. Per Lanzarin, l’obiettivo ora è arrivare in tempi rapidi a una nuova intesa definitiva. L’assessore ha anche evidenziato l’approvazione del nuovo Piano strategico triennale, che si pone in continuità con il precedente, come ulteriore segnale dell’impegno della Regione. “Il Veneto continua a essere in prima linea nella lotta contro la violenza di genere”, ha ribadito, promettendo un impegno costante “finché ogni donna non potrà contare su un sistema di sostegno efficace, capillare e sicuro”.

Di tutt’altro avviso l’opposizione. Camani e Luisetto (Pd) hanno puntato il dito contro la decisione, definendo il risultato “sconcertante”. Secondo le consigliere, la proroga dimostra l’inefficienza e la mancanza di progressi concreti da parte della Regione. “Di fatto, sono trascorsi inutilmente ben 18 mesi”, hanno affermato in una nota congiunta, “nel corso dei quali avevamo sollecitato di affrontare alla radice i problemi”. Le esponenti dem sostengono che, nonostante le promesse, tutto rimane invariato, un segno preoccupante per un fenomeno in “costante escalation” come la violenza di genere.

La dicotomia tra la visione ottimistica della giunta e le critiche dell’opposizione evidenzia le diverse prospettive sulla gestione di un tema cruciale come il sostegno alle donne vittime di violenza. La proroga, vista da una parte come una soluzione per la continuità, viene dall’altra considerata un sintomo di immobilismo e inefficacia.

 

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