Cortina d’Ampezzo, 1 settembre 2025 – Un dipinto rimasto sconosciuto per decenni, attribuito a Giorgio Morandi e intitolato “Alberi e Montagne”, è riemerso dal passato e ha trovato la sua ribalta all’Hotel de la Poste di Cortina d’Ampezzo. Un’indagine avvincente, quasi un giallo d’arte, che ha unito ricerca scientifica e un pizzico di fortuna, svelando un lato inedito del celebre maestro bolognese.
La storia di questa riscoperta, presentata al pubblico ad agosto, ruota attorno a un’opera su tavola del 1920. Per molto tempo, la sua esistenza era nota solo grazie a un contratto del 1919 che commissionava 33 opere a Morandi. Tuttavia, l’assenza di dipinti con soggetti montani nel catalogo dell’epoca aveva reso l’identificazione di “Alberi e Montagne” una vera sfida.
Il primo passo verso l’autenticazione è stato compiuto dal perito grafologo Giuseppe Ranoldi, che ha certificato l’opera attraverso un’attenta analisi della firma. “Copiare una firma può sembrare facile, ma l’imitazione perfetta è un’altra storia”, ha spiegato Ranoldi, sottolineando la complessità del suo lavoro. L’opera si distingue anche per la tecnica: Morandi usava raramente gli oli su tavola, e questo dipinto si colloca in un ristretto e prezioso gruppo di lavori realizzati tra il 1920 e il 1924.
La riscoperta è il frutto della collaborazione tra diversi esperti, tra cui la Dr.ssa Maria Martina Corso del CRS Centro Ricerche e Studi di Vicenza, l’Arch. Domenico Caterino, il Dr. Vicente Camero e il Dr. Vincenzo Corso.
L’indagine ha riservato una doppia sorpresa. La prima, frutto del lavoro del Dr. Vincenzo Corso, riguarda il paesaggio raffigurato: non si tratta di un luogo generico, ma di Ortisei, con l’imponente sagoma del Sassolungo sullo sfondo. Questa identificazione ha confermato le voci, tramandate nelle memorie del collezionista e già sindaco di Cortina Rimoldi, sui soggiorni di Morandi tra le Dolomiti, spesso in compagnia di Sironi, Campigli e De Chirico.
La seconda e più affascinante rivelazione è arrivata dal retro del dipinto. Qui sono state scoperte annotazioni grafiche, un’operazione matematica e un segno simile alla lettera “C”. Inizialmente ritenuti marginali, questi elementi hanno trovato una sorprendente spiegazione grazie a una mostra su Morandi tenutasi a Milano. Era lì esposto un mirino di cartone che il pittore usava per le sue composizioni, e sul quale erano visibili annotazioni matematiche simili a quelle ritrovate sul dipinto.
L’indagine ha svelato che quei segni non erano semplici appunti, ma la prova di un metodo di lavoro ben preciso. Quei numeri e la “C”, interpretata come la curvatura della spirale aurea, suggeriscono che Morandi utilizzasse consapevolmente il rapporto aureo per costruire l’armonia delle sue composizioni, svelando un livello di ricerca finora insospettato.
Tutti i dettagli di questa affascinante indagine sono racchiusi nel volume “Giorgio Morandi. Paesaggio alberi e montagne. Iconologia e iconografia”, curato da Ernesto Paleani. Grazie al suo lavoro, un’opera dimenticata ha riacquistato il suo valore, offrendo un’immagine inedita di Morandi, lontana dalle sue nature morte e vicina alla maestosità delle Dolomiti.
La presentazione del dipinto a Cortina non è stata solo un evento culturale, ma un momento di celebrazione. Per l’occasione, l’Hotel de la Poste ha inaugurato una stanza dedicata a Morandi, a testimonianza del profondo legame tra il maestro e il territorio.
Come ha dichiarato Gherardo Manaigo, direttore dell’hotel, durante l’evento: “L’Hotel de la Poste, dal 1804, è un crocevia di artisti, viaggiatori e personalità. Ospitare la rivelazione di un’opera così speciale significa aggiungere un nuovo capitolo a una storia che continua a vivere nel presente”.
“Alberi e Montagne” non è solo un quadro da ammirare per la sua bellezza, ma un’opera che invita a essere guardata su entrambi i lati: quello frontale, che incanta con il suo paesaggio, e quello nascosto, che svela i segreti di un maestro e la sua straordinaria storia.
