Il 29 luglio 2025 i Consultori Familiari celebrano il loro 50° anniversario, un’occasione per riflettere sull’importanza di questi presidi pubblici di salute e diritti, istituiti con la Legge 405 del 1975. Nati con l’obiettivo di offrire un servizio unitario per la “presa in carico” complessiva della salute e del benessere psico-sociale di donne, bambini, giovani e famiglie, i consultori si basano su alcuni principi fondamentali:
Lavoro in equipe: Una collaborazione multidisciplinare tra ginecologi, psicologi, assistenti sociali, ostetriche, educatori e mediatori familiari per affrontare le problematiche in modo integrato.
Offerta attiva di intervento: Il supporto viene offerto in chiave preventiva, intercettando i bisogni precocemente per evitare che si trasformino in problemi gravi.
Accesso diretto e gratuito: La legge garantisce l’accesso ai consultori senza ricetta medica e la gratuità delle prestazioni, rendendoli punti di riferimento essenziali per i soggetti fragili sul territorio.
Lo stato attuale dei Consultori: criticità e prospettive
Nonostante la legge preveda un rapporto di un consultorio ogni 20.000 abitanti per una distribuzione capillare, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) rileva che in Italia la realtà è ben diversa, con un consultorio ogni 35.000 abitanti e una carenza di servizi offerti, spesso confusi con strutture private a vocazione confessionale che non garantiscono la stessa completezza di prestazioni (ad esempio, per l’interruzione di gravidanza).
Anche nella ULSS1 Dolomiti, come evidenziato dal Comitato Feltrino per il diritto alla salute, si riscontrano difficoltà che compromettono l’efficacia dei consultori:
Mancanza di una presa in carico globale: La frammentazione degli interventi impedisce di trattare la complessità delle problematiche individuali e familiari.
Rovesciamento del paradigma iniziale: Si è passati da un modello in cui la donna era soggetto attivo della propria cura a uno in cui diventa oggetto delle prestazioni.
Difficoltà nell’offerta attiva e nella prevenzione: Vengono meno servizi essenziali, con gravi conseguenze sulla prevenzione di problemi come la depressione post-partum, le gravidanze minorili o la gestione della violenza.
Limitazioni nei nuovi servizi e nel sostegno psicologico: I consultori faticano ad aprirsi a nuove esigenze (es. comunità LGBTQIA+) e la maggior parte delle risorse viene impiegata per casi complessi seguiti dall’Autorità Giudiziaria, spesso quando i problemi sono già degenerati.
La visione per il futuro: un appello al potenziamento
Il Comitato Feltrino sottolinea la necessità di riappropriarsi di questi luoghi, affinché i consultori tornino a essere servizi pubblici essenziali per il monitoraggio e la risposta universale ai bisogni e ai diritti di prevenzione, promozione, informazione, consapevolezza e autodeterminazione della popolazione. Questo include una particolare attenzione alla salute femminile, alla sessualità, alla contraccezione, al percorso IVG, al percorso nascita, alle malattie sessualmente trasmissibili, alla menopausa, al supporto per coppie e famiglie, e al disagio relazionale.
La denuncia di Cristina Guarda (Verdi-AVS)
In occasione del 50° anniversario, l’eurodeputata dei Verdi, Cristina Guarda, ha denunciato come gli investimenti nella spesa militare, in particolare l’accordo USA-UE per l’acquisto di equipaggiamento militare statunitense, sottraggano risorse preziose ai servizi pubblici essenziali, come i consultori. “Ogni euro speso in armi è sottratto ai servizi pubblici,” ha dichiarato Guarda, evidenziando il rischio che i servizi essenziali per le donne possano scomparire a favore dell’industria bellica. La Commissione Europea, a suo dire, sembra preferire l’industria militare alle famiglie, e i Verdi si opporranno a riforme che minacciano lo stato sociale europeo.
