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Tempi massimi di guida nell’autotrasporto e regolarità della strumentazione: cosa dice la Polizia stradale

Fanno sempre scalpore le notizie relative ad incidenti stradali provocati da conducenti di “veicoli pesanti” che a causa della stanchezza perdono il loro controllo, coinvolgendo numerosi utenti della strada che spesso subiscono conseguenze gravissime. Per arginare il problema, anche in relazione all’obiettivo di tutti gli stati dell’Unione di ridurre drasticamente il numero degli incidenti e delle vittime della strada, già da anni si stanno utilizzando strumenti e metodi di controllo dei tempi di guida per i conducenti di veicoli di peso complessivo superiore a 3,5 t. Con i medesimi si registra, oltre alla velocità raggiunta in ogni momento dal mezzo, il tempo in cui il  conducente si trova al volante, ovviamente allo scopo di verificare che il medesimo rispetti: i tempi massimi di guida giornaliera, 9 ore; i minimi di riposo giornaliero, da 9 a 11 ore; le pause durante la giornata lavorativa, 45 minuti dopo ogni periodo di guida di 4 ore e 30 minuti, ecc. Fra i compiti della Polizia Stradale, coinvolta in prima persona nei servizi di controllo del settore nell’ambito del protocollo di intesa siglato dai Ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture e Trasporti,  in relazione al quale si segnalano gli oltre 400 controlli mirati effettuati nell’ultimo mese dagli uomini della Polizia Stradale di Belluno, Feltre e Valle di Cadore, vi è anche quello di controllare l’efficienza e l’assenza di manomissioni degli strumenti di registrazione  dei tempi di guida. E’ proprio nel corso di uno di questi controlli, effettuato il giorno 10 giugno, che è stata accertata la circolazione, da parte di un’autotrasportatore veneto, con il cronotachigrafo guasto già da qualche giorno, circostanza che ha fatto scattare la sospensione della patente di guida da 15 giorni a 3 mesi (deciderà il Prefetto), oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria da 779,00 a 3.119,00 Euro. Analoga sanzione è stata applicata anche ad un conducente polacco perchè circolava con un complesso veicolare formato da furgone più rimorchio senza aver installato l’apparecchio cronotachigrafo.
In proposito si ricorda che l’obbligo dell’uso dello strumento di controllo dei tempi scatta, per i veicoli destinati al trasporto di merci, quando il peso complessivo del veicolo (cioè quello massimo indicato sulla carta di circolazione e comprensivo del peso a vuoto sommato alla portata) supera le 3,5 t., nel caso di veicolo più rimorchio dovrà essere sommato il peso dei due mezzi.

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