Belluno, 6 giugno 2025 – A una settimana dalla discussione in Consiglio comunale sulla petizione popolare per la riaccensione notturna dell’illuminazione pubblica, il laboratorio politico SiAmo Belluno interviene per commentare a bocce ferme quanto accaduto a Palazzo Rosso.
«La risposta del sindaco De Pellegrin ci soddisfa solo a metà – dichiara il portavoce Biagio Giannone, ex assessore ai lavori pubblici dal 2017 al 2022 – perché, se da un lato si promette la riaccensione degli impianti, dall’altro si rinvia tutto all’inizio del 2026. Questo significa un’altra estate, un altro autunno e un altro inverno con la città al buio».
Secondo Giannone, la questione non è solo tecnica ma anche profondamente politica: «È inaccettabile che una richiesta popolare, sostenuta da oltre 700 firme raccolte pubblicamente in piazza e regolarmente depositate in Comune, sia stata trattata come una manovra strumentale. Ancora più grave è il fatto che un consigliere abbia messo in dubbio la validità delle firme, insinuazione infondata e facilmente smentibile».
SiAmo Belluno denuncia anche i tentativi, emersi durante la seduta, di scaricare le responsabilità sulla precedente amministrazione. «È un atteggiamento che svilisce le richieste legittime dei cittadini. I dati parlano chiaro: nel maggio 2022, al momento della decisione di spegnere le luci, il costo medio dell’energia era di 0,23 €/kWh. A novembre 2024 era già sceso a 0,13 €/kWh, e a maggio 2025 era arrivato a 0,09 €/kWh. Oggi, con tasse locali aumentate e un avanzo di amministrazione robusto, è ingiustificabile continuare a tenere la città al buio».
Nessuna pretesa di esclusività sull’iniziativa, assicura Giannone: «Qualcuno ci ha accusati di aver “rubato” la battaglia sulla sicurezza. Ma se si è arrivati a una petizione popolare, è evidente che la situazione si era bloccata. Consideriamo quindi questo un risultato collettivo, e ci auguriamo che maggioranza, opposizione e realtà civiche continuino a vigilare insieme sulla questione».
Infine, un appello diretto al Comune: «I cittadini chiedono luce ora. Se all’inizio del 2026 Belluno sarà ancora al buio, siamo pronti a tornare in piazza con nuovi gazebo. Non ci interessa a chi verrà attribuito il merito, ma solo che la città torni ad essere illuminata e sicura».


