Belluno, 5 giugno 2025 – A ospitare la cerimonia militare per la ricorrenza dei 211 anni dalla fondazione, i Carabinieri hanno scelto ancora la centralissima piazza del Duomo a Belluno, dinanzi al palazzo dei Rettori, la Basilica Cattedrale di San Martino e Palazzo Rosso.
Alla presenza del Prefetto di Belluno, di moltissimi Sindaci e delle autorità civili, religiose e militari della provincia, i Carabinieri hanno sfilato per le vie cittadine, partendo dal Teatro Comunale, sino a giungere nel luogo della cerimonia.
LA STORIA
Sono trascorsi 212 anni da quando, nel 1814, a Torino, venne costituito un Corpo di militari “per buona condotta e saviezza distinti”, incaricato di “contribuire alla difesa dello Stato in tempo di guerra e di vigilare alla conservazione della pubblica e privata sicurezza” in tempo di pace. L’atto costitutivo dell’Arma tracciava – con straordinaria lungimiranza – l’identità dell’Arma, una forza militare in servizio di polizia, con una duplice missione: la difesa della Patria e la sicurezza dei suoi cittadini. L’Arma, oggi come allora, è impegnata al servizio dei cittadini con un modello organizzativo che si distingue per la vicinanza al cittadino. L’Arma, patrimonio delle comunità, si fonda sulla sua cellula base, la Stazione dei Carabinieri, presente sin nelle più piccole realtà locali quale presidio di legalità e simbolo concreto di prossimità delle Istituzioni.
Sin dalla loro nascita, i Carabinieri hanno conservato la peculiarità di essere “soldati in servizio di polizia” e quindi protagonisti della storia d’Italia, di cui è diventata parte integrante quella dell’Arma.
Il 20 maggio 1814, Vittorio Emanuele I, sovrano di Sardegna, per fronteggiare il disordine e le precarie condizioni di sicurezza del regno, dispose che la Segreteria di Guerra approntasse immediatamente un “Progetto di istituzione di un Corpo militare per il mantenimento del buono ordine”. Il progetto prese vita con le Regie Patenti del 13 luglio 1814, istitutive del Corpo dei Carabinieri Reali, già militarmente impegnato nella carica di Grenoble il 6 luglio 1815. Il 12 ottobre del 1822, la competenza dei Carabinieri Reali fu estesa anche alla Sardegna.
Nel 1834, il Carabiniere Giovan Battista Scapaccino, caduto in un’imboscata di riottosi nell’abitato di Les Eschelles, scelse la morte pur di non rinnegare il giuramento di fedeltà prestato al Re, venendo insignito per tale episodio di M.O.V.M, la prima di una storica serie che ha visto protagonisti i militari dell’Arma.
Nel 1848, i Carabinieri si distinsero nell’eroica carica di Pastrengo, con un intervento decisivo per l’esito favorevole della battaglia.
Nel 1861, con la costituzione del Regno d’Italia, il Corpo dei Carabinieri Reali divenne “Arma” del Regio Esercito e anche in quella nuova configurazione, i Carabinieri continuarono ad assolvere contestualmente le funzioni di prima Arma dell’Esercito e di Corpo di Polizia.
Notevole, nella prima guerra mondiale, fu l’impegno dei Reparti dell’Arma, sempre in prima linea.
Tra gli episodi di fulgido eroismo, si ricordano l’assalto del Podgora del 19 luglio 1915, allorché i Carabinieri attaccarono all’arma bianca una posizione saldamente difesa da un avversario preponderante: l’operazione costò 53 caduti, 143 feriti e 10 dispersi. Il 5 giugno 1920, per il contributo offerto alle sorti del primo conflitto Mondiale, la Bandiera dell’Arma venne insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare. Consistente fu anche l’impegno dell’Arma nelle operazioni della campagna d’Africa, in Libia, Somalia, nelle Regioni della Tripolitania e della Cirenaica, dove fu determinante l’apporto degli Zaptiè. Per la valente azione svolta in terra d’Africa dalle Divisioni Carabinieri di Tripolitania e Cirenaica, furono concesse alla Bandiera dell’Arma 2 Croci di guerra al Valor Militare. Seguì la partecipazione alle operazioni belliche del 2° conflitto Mondiale, che vide i Reparti dell’Arma impegnati in delicatissimi momenti bellici sia all’estero che nel territorio nazionale, con mirabili esempi che hanno sacrificato la loro vita per salvare le popolazioni a loro affidate, come il Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valor militare alla memoria, sempre a tutela
e difesa della popolazione e delle istituzioni democratiche.
L’Arma dei Carabinieri, “prima Arma dell’Esercito”, nell’anno 2000 è stata elevata al rango di Forza Armata, con l’effetto, tra gli altri, di esprimere il proprio Comandante Generale fra gli Ufficiali Generali della Benemerita.
In ragione della sua peculiare connotazione di “Forza di polizia ad ordinamento militare”, l’Arma dei Carabinieri ha avuto negli anni un ruolo molto importante nel contesto internazionale, impegnandosi in prima linea in importanti missioni all’estero sotto l’egida delle Nazioni Unite e della NATO, con compiti di Polizia Militare e di Polizia di Stabilità.
Sono passati quasi 170 anni da quel lontano 1855, in cui per la prima volta le uniformi della
Benemerita varcarono i confini nazionali per approdare, con il Corpo di Spedizione sardo in Crimea:
Libano, Somalia, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Iraq, Afghanistan, Gibuti e altri, sono stati poi teatri di operazioni di pace impegnative, in cui la Benemerita, a difesa dei diritti umani, della sicurezza e libertà dei popoli, del patrimonio artistico, culturale e ambientale, in ogni angolo del pianeta, ha visto operare i propri militari in servizi umanitari e di addestramento delle ricostituite polizie locali.
Ma da sempre, in ogni angolo del Paese, anche nelle località più remote, la gente riconosce il lavoro silenzioso dei tanti Carabinieri delle Stazioni, patrimonio delle comunità che operano instancabilmente al servizio dei cittadini e delle Istituzioni, per svolgere una funzione di rassicurazione sociale che è parte integrante della loro missione.
LO SCHIERAMENTO
Partiti dal Teatro Comunale e preceduti da un numeroso corteo di autovetture Radiomobili (tra cui le due Alfa Romeo Tonale, in servizio presso le Aliquote Radiomobili del pronto intervento 112 di Belluno e Cortina d’Ampezzo, che hanno implementato la dotazione di Alfa Romeo Giulia e Giulietta dei Carabinieri bellunesi), con in testa il Tenente Francesca TILOCCA, Comandante del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Belluno, in Grande Uniforme, hanno sfilato 54 Carabinieri, ripartiti in tre Plotoni, con le diverse uniformi della Benemerita. A chiudere il corteo, una pattuglia ippomontata del Reparto Carabinieri Forestali Biodiversità, con i cavalli Dauno
e Pepe, due bellissimi Maremmano e Murgese, allevati dal Reparto Forestale di Celarda, bardati con le insegne dell’Arma. Il Reparto di Celarda gestisce il Centro di Selezione Equestre e Reparto a Cavallo, ubicato a Salet di Sedico ove nel solo 2024 sono nati 5 puledri: Quarzo, Queila, Quentin, Quercia, Quintana. In tale Reparto avviene attività di addestramento dei puledri a partire dai 6 mesi di vita (addestramento alla socializzazione e alla capezza) fino ai 3 anni; successivamente inizia l’addestramento vero e proprio alla sella ed alla cavalcatura allo scopo di preparare i cavalli al servizio a cavallo dell’Arma, che si svolge presso il Reparto a Cavallo di Celarda da dove gli esemplari partono per le attività di vigilanza nelle aree naturali (nel 2024 si sono svolte a Corina, Asiago e Caorle) e per
le attività di rappresentanza. Alcuni dei cavalli di Celarda sono selezionati per entrare nelle fila dello storico Reggimento a Cavallo, famoso per l’esecuzione del noto Carosello Storico.
Alle 10.00 in punto i Reparti hanno fatto ingresso in piazza Duomo: il primo plotone di Carabinieri in Grande Uniforme Storica; il secondo plotone, formato dai Comandanti di Stazione del Comando Provinciale di Belluno; il terzo plotone costituito da Carabinieri Forestali del Gruppo di Belluno, del Reparto Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e del Reparto forestale Biodiversità. A unirsi idealmente ai Reparti schierati, è transitato in volo l’elicottero AD412 del 14° Nucleo Elicotteri di Belluno, che ha sorvolato Piazza del Duomo e il centro cittadino. Accanto a Palazzo rosso, invece, uno stand espositivo del Reparto Forestale Biodiversità e due autovetture storiche dell’Arma dei Carabinieri, con la mitica e inconfondibile Giulietta della Radiomobile 112 degli anni ‘80, con militari che
indossano per l’occasione le uniformi dei Carabinieri dell’epoca.
Ad accogliere il Reparto i labari dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni
Combattentistiche e d’Arma. A perimetro di tutta la piazza, le autovetture Radiomobili schierate.
LA CERIMONIA
Dopo la resa degli onori al Gonfalone del Comune di Belluno, decorato di MDVM e Croce al Merito di Guerra, accompagnato dai Gonfaloni decorati delle Città e Comuni della provincia di Belluno, è stato il momento della resa degli onori al Comandante Provinciale di Belluno, colonnello Enrico Pigozzo, che ha raggiunto le autorità presenti sotto il colonnato del magnifico Palazzo dei Rettori, dove 10 Carabinieri in Grande Uniforme Storica erano schierati per il servizio d’onore.
L’ALZABANDIERA
L’Alzabandiera e l’Inno Nazionale sono tra i momenti più importanti di una cerimonia militare. E quest’anno il momento è stato particolarmente toccante. Sulle note della marcia “Principe Eugenio”, l’elegante pattuglia a cavallo dei Carabinieri del Reparto Biodiversità di Belluno, partita alcuni minuti prima dalle rive del Piave, fiume sacro alla Patria, ha portato il Tricolore sino al pennone collocato al centro della piazza del Duomo per l’occasione, mentre lo speaker annunciava “la memoria delle eroiche gesta di chi lungo quel sacro fiume, così come in tante altre località di questa provincia, ha combattuto nel nome del Vessillo Nazionale, è un dovere di tutti coloro che, come noi a breve, si riconoscono e uniscono nel canto degli italiani”. Il Vessillo Nazionale è stato consegnato nelle mani di due Carabinieri in Grande Uniforme che poi, sulle note dell’Inno di Mameli, hanno issato il
Tricolore, accompagnati dal canto di tutti i presenti.
IL DISCORSO DEL COMANDANTE PROVINCIALE
Il Colonnello Enrico Pigozzo ha preso la parola rendendo gli onori ai gonfaloni decorati presenti alla cerimonia e rivolgendo poi un saluto alle Autorità e ai cittadini presenti, ringraziando i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, delle Forze Armate e i Vertici dei servizi di Emergenza e del Soccorso provinciali per la fattiva sinergia che anima il comune servizio in favore della collettività. Ha poi rivolto gli auguri di buon lavoro al Presidente del Tribunale e al Procuratore Capo di Belluno, neo insediatisi nei rispettivi incarichi, rivolgendo loro un ringraziamento per la fiducia e il supporto che forniscono all’Arma nelle attività di contrasto alla criminalità. Nel suo intervento il Comandante Provinciale ha ricordato quanto l’anno trascorso sia stato impegnativo per i Carabinieri, tra le intense attività di prevenzione svolte sul territorio e quelle di preparazione logistica e addestrativa dell’evento
olimpico. Ha poi evidenziato come i mesi a seguire rappresenteranno un percorso ancor più
impegnativo, fino al culmine dell’evento olimpico che “porterà questa bella provincia all’attenzione del mondo. E tutti noi, Istituzioni e cittadini, avremo un’occasione unica per rappresentare l’Italia al meglio. Sono certo che questo sforzo corale sarà motivo di orgoglio per tutti”. Ma a fronte di questo grande obiettivo olimpico, il Colonnello Pigozzo ha sottolineato che l’impegno dell’Arma sarà diretto ad assicurare sempre quella “cura alle nostre comunità che è indispensabile, la continuità di una azione perseverante e meticolosa di prevenzione, che tenga conto della necessità di fronteggiare molti fenomeni: le truffe, soprattutto quelle in danno di persone più fragili come gli anziani, per i quali abbiamo lanciato – grazie al contributo di molti – una imponente campagna di prevenzione, dalle brochure alle conferenze, dai cartelloni sugli autobus agli oltre 1 milione di cartoni del latte, i furti, che contrastiamo con costanti servizi ad alto impatto sulle diverse aree della
provincia, la violenza sulle donne su cui riversiamo grande attenzione, grazie anche alla formazione degli operatori della rete dell’Arma e alla presenza delle colleghe donne oramai presenti nella quasi totalità delle Stazioni, il disagio giovanile che sempre più spesso ci circonda”. Ed è stato proprio il disagio giovanile uno dei due temi su cui ha posto l’accento il Comandante Provinciale, evidenziando la necessità di azioni concrete per prevenire fenomeni come l’uso e abuso di alcool, l’uso di droghe, ma anche la necessità di contrastare “l’isolamento, la sensazione di solitudine, l’assenza di dialogo, che percepiamo affliggere alcuni giovani che hanno bisogno di modelli e maestri, di esempi di possibilità, spegnendo realtà virtuali, dispersive e distruttive. E questi punti di riferimento li cercano
e li vogliono negli adulti, sperando che questi si mettano in ascolto”. E proprio parlando di ascolto, ha ringraziato quei suoi Carabinieri che hanno saputo ascoltare ed aiutare, citando “Vincenzo, operatore della Centrale Operativa, che è stato mezz’ora al telefono del 112 con un ragazzo che stava vivendo un momento di debolezza ed è riuscito a salvarlo” o “Francesco, che il giorno di Natale scorso è stato invece a casa di una nonnina di 90 anni, certo non più giovane, ma che anche lei ha chiamato disperata il 112 dicendo che tutto andava male. Ed è tornata a sorridere quando Francesco si è mangiato il panettone con lei ed è rimasto qualche ora seduto sul suo divano a farsi raccontare le storie di una vita”.
Questi due esempi hanno introdotto l’altro focus dell’intervento del Comandante Provinciale, ricordando ai suoi Carabinieri “senza una base scordatevi le altezze, e quando avrete raggiunto le altezze, ricordatevi che siete partiti da una base”, rimarcando l’importanza del dovere delle piccole cose di ogni giorno, quelle azioni che aiutano le persone che entrano nelle Stazioni con un problema con la certezza che i Carabinieri le potranno aiutare, “l’Arma delle piccole cose di valore non quantificabile è l’Arma della gente. L’Arma che è in grado di rappresentare un punto di riferimento.
Quelle azioni piccole, silenziose, che nella loro autenticità e generosità, sono magari capaci di cambiare la vita di qualcuno, con la nostra capacità di trasformare la dedizione in azione, la professionalità in ascolto, empatia, capacità di aiutare, senza riserve”.
I PREMIATI E LA CONCLUSIONE DELLA CERIMONIA
Emozione tra i Carabinieri, alcuni giovanissimi, altri più esperti e navigati, ma sfilare dinanzi alle Autorità provinciali per ricevere un applauso e il grazie della comunità fa sempre un certo effetto.
Ecco i militari premiati:
– Encomio del Comandante della Legione Carabinieri Calabria, concesso al Maresciallo Capo
Guido PONTURO, Comandante della Stazione di Arabba perché “Addetto a Nucleo Investigativo di Comando Provinciale, in territorio ad alto indice di criminalità organizzata, evidenziando spiccata professionalità, non comune senso del dovere ed elevato intuito investigativo, forniva determinante contributo ad articolata ed efficace indagine, sviluppata in sinergia con il personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, che consentiva di rintracciare e trarre in arresto
un catturando contiguo ad agguerrita consorteria di ‘ndrangheta, responsabile di efferato omicidio commesso per futili motivi”;
– Apprezzamento del Comandante della Legione Carabinieri Veneto, concesso al Lgt. Stefano
VAGNOZZI, ai Brigadieri Gioele GUGLIELMI e Savino BERARDINO, e all’App.Sc. Alfredo
TALO’, comandante e addetti al Nucleo Operativo della compagnia di Feltre, perché
“Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile e militari addetti all’Aliquota Operativa della Compagnia di Feltre, con spiccato acume investigativo ed elevata professionalità, conducevano una complessa attività investigativa che, all’esito, consentiva di disarticolare un sodalizio criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, concludendosi con l’arresto di 9 persone e il sequestro di oltre 7 kg di droghe di diversa tipologia, una cospicua somma di denaro e armi”;
– Apprezzamento del Comandante della Legione Carabinieri Veneto, concesso al Mar.Magg.
Marco DECO’, Comandante della Stazione di Sedico, perché “Comandante della Stazione di
Sedico, coordinava e svolgeva personalmente prolungate indagini che permettevano di
individuare e deferire all’Autorità Giudiziaria tre soggetti resisi responsabili di una truffa ai danni di una anziana signora. I malviventi, fingendosi Carabinieri, richiedevano una ingente somma di denaro alla vittima quale cauzione per un presunto incidente occorso a un familiare”;
– Elogio concesso al VB Giuseppe PEZZELLA e al Car.Sc. Luca CORBETTA, addetti alla
Stazione di Sedico, perché “Militari impegnati in servizio di controllo del territorio, con
tempestività ed elevata professionalità intervenivano presso un’abitazione ove, a seguito della segnalazione di un privato cittadino che udiva delle urla, individuavano con notevole intuito un sottoscala ove era in corso una violenza sessuale ai danni di un’anziana donna. Con prontezza e determinazione riuscivano ad interrompere l’aggressione, contribuendo in modo determinante ad assicurare l’incolumità e le cure della vittima, traendo poi in arresto l’autore del reato che tentava di darsi alla fuga”;
– Elogio concesso al Brigadiere Vincenzo FIORE, addetto alla Centrale Operativa di Belluno,
perché “Operatore della Centrale Operativa di Belluno, dopo aver ricevuto una telefonata al 112 da parte di un giovane che, in evidente stato di difficoltà, manifestava intenzioni suicide, con elevatissima professionalità, grande sensibilità e spiccata empatia, avviando un prolungato dialogo col giovane riusciva dapprima a rasserenarlo e poi a farlo desistere dal suo intento.
Contestualmente, riusciva a coordinare l’intervento della pattuglia della locale Stazione che,
grazie alle sue precise indicazioni, giungeva nell’area isolata ove il giovane si trovava, per
prestargli soccorso. Esempio di spirito di servizio, senso del dovere ed elevate capacità
professionali e umane”;
– Elogio di Reparto concesso al Nucleo Investigativo di Belluno, al Nucleo Operativo della
Compagnia di Cortina e alla Sezione Operativa di Belluno, ritirato dai rispettivi Comandanti di Reparto, perché “A seguito di una truffa perpetrata ad una anziana donna di Cortina d’Ampezzo da un malvivente che, fingendosi un Carabiniere, la induceva a consegnare ad una complice una ingente somma di denaro e numerosi gioielli di famiglia, i Reparti si coordinavano prontamente al fine di raccogliere indispensabili fonti di prova e avviare immediate ricerche in tutta la provincia. Individuato il luogo ove l’autrice del reato si era nascosta, procedevano a meticolosa perquisizione che, all’esito, consentiva il recupero di tutta la refurtiva sottratta che veniva riconsegnata alla legittima proprietaria”;
– Elogio concesso al Car. Anastasia TOMADA e al Car. Andrea DE GASPERI, addetti alle Stazioni di Cortina d’Ampezzo e Arabba, poiché “Militari in servizio di vigilanza e soccorso presso comprensori sciistici dell’area di Cortina d’Ampezzo, con elevata professionalità, spirito di servizio e senso del dovere, intervenivano in occasione di incidenti che coinvolgevano sciatori, prestando il primo soccorso e stabilizzando le vittime, in attesa dell’intervento del personale sanitario. Il pronto intervento e la competenza assicurata, consentivano la messa in sicurezza degli infortunati, riscuotendo la sincera riconoscenza dei malcapitati”;
– Elogio concesso al Lgt. CS Marco TOIGO, addetto all’Ufficio Comando del Comando
Provinciale, perché “Luogotenente di profonda esperienza ed elevatissima professionalità, in
servizio presso l’Ufficio Comando provinciale, saldo punto di riferimento per colleghi e superiori nella risoluzione di complesse attività di pianificazione e gestione del personale, delle operazioni e della logistica a livello provinciale, con infaticabile impegno, elevatissima determinazione e indiscussa capacità, ha fornito un costante, elevatissimo rendimento in servizio, operando sempre con spiccato senso di responsabilità, raro equilibrio, lodevole iniziativa, indiscussa generosità oltre che intimo e profondo attaccamento all’Istituzione. Esempio di dedizione e senso del dovere nel decennale servizio nell’Arma dei Carabinieri”.
Dopo le premiazioni un piccolo “fuori programma” della cerimonia, nel corso del quale è stato il Comandante Provinciale a prendere la parola, per motivare una iniziativa condivisa con la sezione bellunese dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Come capitato in passato, in occasione di cerimonie ufficiali, il Colonnello Pigozzo ha voluto riconoscere il particolare merito verso la collettività di alcuni cittadini, accogliendoli nella “famiglia” dell’Arma quali soci simpatizzanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri. E durante la cerimonia è stato chiamato a ricevere il bavero rosso e blu, il Comandante Antonio Codemo, Comandante della Polizia Locale del Comune di Belluno che, come ha ricordato il Colonnello Pigozzo, “si è speso molto per la collettività e la sua organizzazione e in due anni ha raggiunto grandi risultati. Nella sua costante e determinata azione, caratterizzata da grande professionalità, competenza e pragmatismo, si è speso senza riserve e con grande spirito d’iniziativa non solo per innovare ed efficientare la sua struttura, ma per rendere un migliore servizio alla sua comunità come farebbe un buon Carabiniere”. Un lungo applauso ha accompagnato questo momento, a partire da quello del Primo Cittadino di Belluno.
Una foto di gruppo ha sancito il termine di una cerimonia militare in cui lo stile dell’Arma si è ben integrato alla familiarità di una comunità che si è raccolta intorno ai pennacchi rossi e blu per celebrare il 211° compleanno dei Carabinieri.



