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Un anno di sportelli “Diritto alle cure”. Il Comitato feltrino per il diritto alla salute presenta il report di 12 mesi di lavoro

Orianna Zaltron, relatrice del Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica (CoVeSaP)

Il Coordinamento veneto sanità pubblica fa il punto sul Sistema sanitario regionale

Venezia, 27 maggio 2025 – Palazzo Ferro Fini  –  un anno esatto dall’apertura degli Sportelli “Diritto alle Cure”, il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica (CoVeSaP) torna a far sentire la propria voce con una conferenza stampa presso la sede del Consiglio regionale del Veneto. L’iniziativa segna un momento di riflessione e bilancio sullo stato del servizio sanitario pubblico nella regione, ponendo nuovamente al centro dell’attenzione il problema annoso delle liste d’attesa.

Liste d’attesa: una piaga mai guarita

Già due anni fa CoVeSaP aveva lanciato l’allarme con un questionario che evidenziava dati preoccupanti: il 75% delle persone che avevano tentato di prenotare una prestazione sanitaria erano state inserite in liste d’attesa, spesso con ritardi fino a oltre tre mesi rispetto ai tempi prescritti dal medico. Il 25% dei pazienti, scoraggiato, aveva poi rinunciato alle cure o si era rivolto a strutture private.

A fronte di questo quadro, la risposta della Regione Veneto è stata giudicata insufficiente. Invece di investire nel rafforzamento della sanità pubblica, si è preferito destinare risorse al privato, trattando le liste d’attesa come un’emergenza temporanea. Inoltre, l’applicazione del Decreto-Legge 73/2024 — che prevedeva l’istituzione di una piattaforma nazionale per il monitoraggio — è stata disattesa da diverse regioni, tra cui il Veneto, a causa della mancanza di dati puntuali.

Il lavoro degli Sportelli “Diritto alle Cure”

Dal 29 maggio 2024, oltre 200 volontari si sono attivati in più di 50 sportelli dislocati in tutte le province venete. Questi sportelli hanno accolto cittadini in difficoltà, fornendo assistenza e accompagnamento nei percorsi di accesso alle cure. Uno dei problemi maggiormente riscontrati è il cosiddetto “pre-appuntamento” o “galleggiamento”: una pratica che prolunga l’attesa senza fornire una data certa, costringendo molti a rivolgersi al privato o, peggio, a rinunciare alla cura.

Le criticità non riguardano solo le prime visite, ma anche e soprattutto le visite di controllo, fondamentali per i pazienti cronici. Queste, non essendo coperte dal Piano di Governo delle Liste d’Attesa, rischiano di essere trattate come secondarie, sebbene abbiano un impatto vitale sulla salute di molti cittadini.

Un sistema ancora da migliorare

Dai dati raccolti emerge un disallineamento tra le statistiche ufficiali e le testimonianze dirette dei cittadini. Il sistema di raccolta dati, sviluppato dal Comitato Alto Vicentino ispirandosi al modello del Coordinamento Salute di Lodi, ha permesso una documentazione anonima ma precisa delle criticità. Ogni AULSS veneta mostra risposte diverse e non sempre adeguate rispetto agli obblighi normativi.

Malgrado le difficoltà, gli sportelli hanno avuto anche una funzione educativa e di sensibilizzazione: molte persone hanno finalmente conosciuto i propri diritti e ottenuto l’accesso a cure che sembravano irraggiungibili. Tuttavia, restano ancora fasce di popolazione escluse, a causa dell’età, della distanza geografica o della mancata conoscenza degli sportelli stessi.

L’esperienza feltrina: un esempio di partecipazione locale

Anche il Comitato Feltrino per il Diritto alla Salute – “Giù le mani dalla Sanità pubblica” – ha annunciato un evento a Feltre, in prosecuzione della conferenza veneziana. L’incontro sarà l’occasione per illustrare la situazione dell’AULSS1 Dolomiti e presentare i risultati delle istanze raccolte presso lo Sportello “Diritto alle Cure” di Feltre (via Monte Cima 1, contatto WhatsApp 388 6390112).

Conclusioni

Per CoVeSaP, l’obiettivo primario resta uno solo: garantire che ogni cittadino possa ricevere cure adeguate all’interno del servizio sanitario pubblico, unico strumento capace di garantire equità e universalità. Il lavoro degli Sportelli continuerà, con la convinzione che solo attraverso l’ascolto, l’organizzazione collettiva e la pressione costante sulle istituzioni si possa realmente migliorare il sistema sanitario veneto.