
Dal Pont: «Un nuovo punto di riferimento per cittadini e famiglie»
Agordo, 9 maggio 2025 – È stato inaugurato questa mattina lo Snodo di Agordo, seconda sede operativa del progetto Snodi in Quota – Dolomiti inclusive, dopo quello di Belluno. Un servizio pensato per aiutare le persone a orientarsi tra le tante opportunità e servizi del territorio, offrendo ascolto, accoglienza, consulenze e supporto concreto. L’ufficio si trova in via IV Novembre 1918, 2, presso la sede dell’Unione Montana e sarà operativo ogni martedì, mercoledì e venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.
Cos’è lo Snodo
“Snodi in Quota” è un progetto innovativo promosso dal Comune di Belluno e finanziato dalla Fondazione Cariverona, che nasce per rispondere alle esigenze di cittadini che, pur non rientrando nel target dei servizi sociali tradizionali, vivono situazioni di incertezza, disorientamento o difficoltà nell’accesso alle informazioni e alle opportunità. Concretizzato a dicembre con l’apertura del primo snodo a Belluno, il progetto è rivolto al territorio dell’ambito Ven 01 di cui Belluno è capofila.
Come hanno sottolineato il sindaco di Agordo Roberto Chissalè e il vice presidente del’Unione Montana Agordina, Danilo De Toni presenti all’inaugurazione e Silvia Tormen, presidente dell’assemblea dei sindaci di Asca – l’Azienda speciale del sociale, il progetto Snodi in Quota allarga la rete di prossimità e diventa una delle misure di contrasto allo spopolamento.
Lo Snodo si propone come ponte tra cittadinanza, servizi pubblici, enti del Terzo Settore e stakeholder locali, senza sostituirsi ai servizi esistenti, ma rafforzando la rete e facilitando l’accesso.
Un servizio su misura per la comunità. Presso ogni Snodo, le persone possono:
Ricevere ascolto e orientamento personalizzato;
Essere supportate in modo immediato per bisogni semplici (bonus, pratiche digitali, informazioni utili);
Essere indirizzate verso servizi specialistici in caso di richieste complesse (servizi sociali, centri per l’impiego, supporto legale o sanitario);
Ottenere aiuto nella compilazione di pratiche amministrative, modulistica, accesso a bandi, gestione documentale;
Accedere a informazioni su servizi domiciliari, educativi, lavorativi e altro.
In parallelo, il back office dello Snodo lavora per mappare costantemente i servizi presenti sul territorio, promuovendo iniziative di rete, formazione e divulgazione.
Una rete per le Dolomiti inclusive
Il progetto si fonda su una forte dimensione territoriale e partecipativa: pubbliche amministrazioni, enti del terzo settore e comunità locali collaborano attivamente per modellare lo Snodo come uno spazio vivo, flessibile e integrato. La visione è quella di una piattaforma accessibile, riconoscibile, capace di rispondere con empatia e concretezza ai bisogni emergenti.
«Gli Snodi sono una sperimentazione che fa parte del percorso di costituzione degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS)», spiega l’assessore al sociale del Comune di Belluno, Marco Dal Pont. Si tratta di aggregazioni di Comuni previste dalla Regione per favorire la gestione associata e integrata dei servizi sociali in 46 Comuni della provincia di Belluno che comprendono Agordino, Cadore e Val Belluna. Nascono per garantire una maggiore efficacia, equità e coerenza territoriale nell’erogazione degli interventi di welfare locale. «stiamo lavorando su tutto il territorio delle tre aree in modo uniforme», afferma Dal Pont, «al fine di garantire a tutti le stesse opportunità, erogare servizi e prestazioni in modo omogeneo e con l’obiettivo che i servizi sociali tornino ad essere un servizio di prossimità vicino ai cittadini».
Gli snodi diventano così punti di interconnessione tra risorse, servizi e motori di progettualità condivisa. È un progetto ambizioso e innovativo, pensato per diventare un punto di riferimento informativo e di orientamento per famiglie e cittadini nei 46 Comuni dell’ambito, facilitando l’accesso a opportunità, agevolazioni e iniziative territoriali, contribuendo anche alla riduzione del digital divide soprattutto per la fruizione dei servizi per gli anziani. Dalle prime evidenze che emergono sullo snodo di Belluno c’è una forte richiesta di fare lo SPID e accedere così a tutta una serie di servizi pubblici fruibili solo on line. Gli Snodi saranno strettamente connessi con i Servizi sociali e di supporto, e avranno un ruolo chiave nella mappatura e diffusione delle attività nel territorio.
«Siamo orgogliosi di aprire ufficialmente il secondo dei tre snodi previsti, quello Agordino», afferma Michele Dal Farra, presidente di Metàlogos, la società che ha in carico l’attuazione tecnica del progetto. «Vogliamo sperimentare un processo partecipato attraverso la generazione di Snodi territoriali quali luoghi delle Comunità, dove generare un’ampia gamma di servizi integrati e costituire un’agenda del territorio che registra e coltiva l’accoglienza, le opportunità, le relazioni, l’integrazione con altre politiche per la famiglia, la salute, il lavoro, la cultura, il turismo, l’ambiente. In Agordino con l’Unione Montana, infatti c’è un ulteriore elemento di novità in cui lo Snodo va a braccetto con lo sportello ‘Abitare in Agordino’ con cui condivideremo non solo gli uffici ma faremo iniziative sinergiche».
