
Roma, 6 maggio 2025 – Un passo importante e potenzialmente decisivo è stato compiuto oggi pomeriggio a Palazzo Madama in tema di gestione della fauna selvatica. La IX Commissione permanente del Senato – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare – ha approvato la risoluzione presentata dal senatore Luca De Carlo (Fratelli d’Italia), presidente della stessa Commissione, che sostiene la proposta di modifica della direttiva europea sullo status di protezione del lupo.
Un voto atteso e carico di implicazioni, che apre ufficialmente al possibile ridimensionamento delle tutele attualmente previste per il predatore, ormai sempre più presente non solo nei territori rurali ma anche in aree periurbane. “È un primo passo, ma fondamentale,” ha dichiarato De Carlo al termine della seduta, evidenziando come la questione non riguardi più soltanto allevatori e agricoltori, ma anche la sicurezza pubblica.
Il senatore ha annunciato di aver già firmato e inviato una lettera al Presidente del Senato, Ignazio La Russa, per comunicare l’esito positivo della votazione, chiedendo la trasmissione della risoluzione all’Unione Europea, al Parlamento e al Governo. “Oggi si gira pagina – ha sottolineato – e si inizia a scrivere un nuovo capitolo nella storia della soluzione del problema-lupo.”
Il documento ha incassato un ampio consenso in Commissione, andando oltre i confini della maggioranza di centrodestra: il Partito Democratico si è astenuto, mentre il Movimento 5 Stelle ha votato contro. Segnali politici che confermano come il tema, delicato e divisivo, attraversi trasversalmente gli schieramenti.
L’obiettivo, adesso, è spingere le Regioni ad abbandonare ogni titubanza nella gestione del fenomeno. “Le genti di montagna, gli allevatori, gli agricoltori vanno supportati con fatti concreti,” ha ribadito De Carlo. Le parole, a suo dire, non bastano più.
Inizia così una fase nuova che potrebbe avere impatti significativi sull’approccio dell’Italia alla gestione del lupo, tra esigenze di tutela ambientale e necessità di convivenza sostenibile con le attività umane.



