Feltre, 22 aprile 2025 – In occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna, che si celebra ogni anno il 22 aprile, si riaccendono i riflettori anche in provincia di Belluno sul tema della medicina di genere. Un argomento tutt’altro che secondario per il Comitato Feltrino per il Diritto alla Salute – Giù le mani dalla sanità bellunese, che approfitta delle iniziative sanitarie in programma per richiamare l’attenzione su un approccio medico più equo e consapevole.
“È fondamentale – sottolineano dal Comitato – che anche nel Bellunese si promuova una medicina che tenga conto delle differenze biologiche, culturali e sociali tra uomo e donna. Questo è il modello innovativo promosso da anni a livello nazionale, ma che fatica ancora a trovare piena applicazione sul territorio”.
Non si tratta solo di giustizia sociale: le differenze ormonali, immunitarie e ambientali influenzano direttamente l’insorgenza delle patologie e la risposta ai trattamenti. Ad esempio, le donne presentano un rischio maggiore per malattie autoimmuni come lupus, sclerosi multipla e artrite reumatoide, ma anche disturbi legati all’osteoporosi e alla salute mentale, come ansia e depressione, spesso aggravati da fattori ambientali e culturali.
“Ci sono poi ambiti esclusivamente femminili – ricordano dal Comitato – come fertilità, gravidanza e allattamento, che necessitano di particolare attenzione medica. Anche l’uso di semplici farmaci può risultare critico in questi casi e richiede conoscenze mirate”.
Un esempio emblematico è quello dell’endometriosi, patologia cronica e spesso invalidante che, solo da quest’anno, vedrà una parziale copertura da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, per molte pazienti restano a carico proprio farmaci, esami e sostegno psicologico.
Anche il Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (CoVeSap), che raccoglie i comitati territoriali tra cui quello feltrino, ha dedicato uno spazio specifico alla salute mentale femminile nel recente dossier “Il diritto alla cura per la salute mentale in Veneto”, presentato il 5 aprile scorso. I dati confermano una maggiore incidenza di disturbi depressivi, ansia e disturbi alimentari nelle donne tra i 10 e i 54 anni rispetto agli uomini.
Per questo motivo il Comitato chiede un rinnovato impegno nei confronti della medicina di genere, partendo proprio dalla riqualificazione dei Consultori familiari. “Luoghi – si legge nella nota – nati per accogliere, prevenire e curare, che devono tornare ad essere presìdi fondamentali per l’educazione alla salute, rispettando la dignità e l’unicità di ogni individuo”.
Un appello che vuole andare oltre le celebrazioni simboliche della Giornata nazionale e puntare a un cambiamento strutturale, capace di garantire attenzione, risorse e risposte concrete alle donne durante tutto l’anno.


