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Ottant’anni dopo, Medicina ricorda il partigiano Giulio Pedretti: cerimonia al Parco Città di Bologna a Belluno

Belluno, 14 aprile 2025 – Una mattina di memoria e riconoscenza si è svolta oggi al Parco Città di Bologna, dove si è tenuta una toccante cerimonia in onore di Giulio Pedretti, partigiano di Medicina, a ottant’anni dalla sua morte. Il suo nome campeggia sulla lapide dedicata ai caduti della Resistenza, un simbolo di sacrificio e libertà che ha riunito autorità, cittadini e associazioni in un momento di profonda riflessione.

Presenti alla commemorazione il sindaco di Medicina Matteo Montanari, l’assessore alla cultura Enrico Caprara e il presidente dell’ANPI di Medicina Vanes Tamburini. Insieme a loro, una nutrita rappresentanza del Comune di Belluno, con il vicesindaco Paolo Gamba, il presidente del Consiglio comunale Luciano Bassi, l’assessore al turismo Paolo Luciani e l’assessore alle politiche giovanili Roberta Olivotto. A rendere omaggio anche il presidente dell’ANPI di Belluno, Gino Sperandio, accompagnato da diversi cittadini.

“Quest’anno ricorrono gli ottanta anni dal sacrificio di Giulio Pedretti, partigiano medicinese catturato dai tedeschi il 4 dicembre 1944 a Lamen di Feltre, per poi essere deportato ed ucciso nel campo di Mauthausen – ha ricordato il sindaco Montanari –. Il suo nome figura sulla lapide all’ingresso del Parco Città di Bologna, ed è da qui che nasce la volontà di essere oggi a Belluno, per un tributo che vuole onorare non solo Pedretti, ma anche tutti i 24 cittadini di Medicina che parteciparono alla lotta partigiana nel Bellunese.”

La delegazione di Medicina è stata ricevuta in precedenza anche a Palazzo Rosso dal sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa. “È stato un piacere accogliere la delegazione di Medicina e ricordare insieme la figura di un loro concittadino. L’incontro di oggi assume un significato ancora più profondo perché ci avviciniamo al 25 aprile, occasione fondamentale per rinnovare il legame con quei principi di libertà e democrazia conquistati grazie al coraggio di tanti, come Giulio Pedretti.”

Un evento sobrio ma denso di significato, che ha unito territori e generazioni nel segno della memoria e dell’impegno civile.