Statistiche web
13.9 C
Belluno
giovedì, Aprile 30, 2026
HomeCronaca/PoliticaOlimpiadi 2026, scuole e trasporti nel caos. Beppiani: che fine ha fatto...

Olimpiadi 2026, scuole e trasporti nel caos. Beppiani: che fine ha fatto il dossier di candidatura?

Simonetta
Beppiani, responsabile sport-olimpiadi del PD Belluno
Dolomiti

Belluno, 4 aprile 2025 – Dove sono finite le promesse delle Olimpiadi 2026? È la domanda che rimbalza da giorni tra le valli bellunesi, mentre il nodo trasporti torna al centro del dibattito pubblico. La proposta avanzata da Dolomitibus – quella di chiudere gli istituti superiori di tutta la provincia per facilitare la logistica durante i Giochi – ha provocato un vero e proprio terremoto politico.

“Com’è possibile – attacca Simonetta Beppiani, responsabile Sport-Olimpiadi del Partito Democratico Belluno Dolomiti – che in tutto questo tempo l’unica soluzione avvallata, a quanto pare anche in Regione, sia quella di togliere un servizio ai cittadini in favore di atleti e turisti?” Una domanda che affonda il coltello in una ferita aperta: il diritto allo studio e la qualità dei servizi per le aree montane, già storicamente penalizzate.

Secondo il PD locale, questa proposta rappresenta un tradimento delle linee guida del dossier di candidatura olimpica, che prometteva uno “sviluppo sostenibile con benefici duraturi per la comunità”. Nel documento, si parlava chiaramente di un potenziamento del trasporto pubblico, soprattutto per i nati dopo il 2010, con l’obiettivo di garantire loro mezzi sostenibili. Ma, al momento, la realtà racconta un’altra storia.

“Qual è il messaggio che passa agli abitanti della montagna – incalza ancora Beppiani – se si propone di sopprimere un servizio essenziale come quello scolastico per far fronte alla logistica di un mega evento che, in fin dei conti, non porta alcun valore concreto alla provincia di Belluno?”

Il PD Belluno Dolomiti non si oppone ai Giochi in sé, ma sottolinea come l’evento sia accettabile solo se realizzato nel rispetto degli impegni presi: “Ben vengano le Olimpiadi, ma solo con le finalità e modalità descritte nel dossier di candidatura. Quello che vediamo oggi è ben altro: nessun recupero dell’esistente, nessuna sostenibilità reale, nessun potenziamento dei servizi.”

In definitiva, sembra che il documento olimpico, una volta simbolo di speranza e rilancio, sia ormai diventato carta straccia. E le comunità montane, ancora una volta, rischiano di essere le grandi escluse.