
Belluno, 3 aprile 2025 – “L’economia bellunese si basa fortemente sull’export. E quindi i dazi, anche se al 20%, rischiano di fare parecchio male alla nostra provincia”.
Così Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno, commenta l’annuncio ufficiale di Donald Trump riguardante i nuovi dazi sulle merci europee importate negli Stati Uniti. “Siamo preoccupati, perché nel Bellunese il valore dell’export è pari al 60% dell’attività produttiva locale e se calano le esportazioni, che erano in crescita vertiginosa, i prodotti si riverseranno sul mercato nazionale, che è in fase di stallo. C’è un calo dei consumi, infatti, che lo porta ad essere fermo. Per quanto riguarda l’agricoltura il timore è soprattutto per il latte, dato che Lattebusche è il più grosso produttore veneto di Grana Padano, con oltre il 50% del prodotto che viene impiegato in formaggio. Inevitabili, quindi, le ripercussioni sul comparto, se verrà a mancare uno sbocco per le esportazioni. Ma tutta la nostra produzione in generale può subire ricadute negative, perché le guerre, che siano commerciali o di altro tipo, non portano mai a nulla. Ci auguriamo che continuino le trattative tra Ue e Stati Uniti, per trovare un accordo, ma nel frattempo dovremo individuare strategie per salvaguardare le nostre produzioni”.
Secondo Enzo Guarnieri, vicepresidente di Confagricoltura Belluno e presidente provinciale dei viticoltori, le ricadute potrebbero esserci, anche se indirettamente, sul settore vitivinicolo. “Innanzitutto potrebbero esserci reazioni a catena, con la possibilità che si creino problemi di vendita per la filiera e che ci siano anche ripercussioni sui prezzi. Inoltre molti produttori della provincia di Treviso hanno investito nel Bellunese, sia nel Prosecco che in altre produzioni importanti. Per loro potrebbero esserci effetti negativi diretti e tangibili”.
