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I pacifisti europei scelgono la guerra: il Parlamento Ue approva il piano di riarmo e respinge la pace

Alberto Sordi nel film “Finché c’è guerra c’è speranza”

Bruxelles – Ora è tutto chiaro: l’Unione Europea ha imboccato con decisione la strada del riarmo, mettendo in secondo piano ogni prospettiva di pace. Mentre a Gedda si discute per porre fine al conflitto in Ucraina, il Parlamento europeo ha dato il via libera a una risoluzione che avalla il piano “ReArm Europe” – un massiccio investimento da 800 miliardi di euro per l’industria bellica – e ha adottato una posizione nettamente ostile alle trattative diplomatiche.

La risoluzione, approvata con 480 voti favorevoli su 677, ha visto il sostegno di Forza Italia, Fratelli d’Italia e di una parte del Partito Democratico (con 10 eurodeputati a favore e 11 astenuti). Contrari Lega e Movimento 5 Stelle, mentre 67 deputati hanno scelto l’astensione. L’aspetto più controverso, tuttavia, riguarda il documento sull’Ucraina, che critica apertamente gli Stati Uniti per un presunto “cambio di posizione” nei confronti della Russia e chiede un incremento significativo del supporto militare a Kiev, oltre a nuove sanzioni contro Mosca.

La mossa appare come un vero e proprio boicottaggio delle iniziative di pace, proprio mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sembra disposto ad accettare una tregua e il mondo attende la risposta di Vladimir Putin. La linea dura adottata dal Parlamento Ue spinge invece Kiev a rifiutare il negoziato promosso da Donald Trump, ribadendo una posizione di scontro che allontana ogni possibilità di soluzione diplomatica.

Anche questa seconda risoluzione è passata con un’ampia maggioranza: 442 voti favorevoli, 98 contrari e 126 astensioni. Fratelli d’Italia ha optato per l’astensione, mentre Forza Italia e Partito Democratico hanno votato compattamente a favore, con l’eccezione di Nicola Zingaretti, contrario, e di Strada e Tarquinio, che si sono astenuti. Restano fermi sul “No” Lega e Movimento 5 Stelle.

La votazione ha rappresentato anche un duro colpo per la segretaria del PD, Elly Schlein, che si era opposta al riarmo ma è stata sconfessata dall’intero gruppo dei suoi eurodeputati: nessuno ha seguito la sua indicazione di voto. Un esito che apre una frattura senza precedenti nel partito, mettendo in discussione la sua leadership. Dopo una tale sconfessione, sarà difficile per Schlein mantenere la guida del PD, il cui gruppo europeo ha scelto compatto la strada del riarmo e della prosecuzione del conflitto.

Un ultimo dettaglio, gli Usa intendono diminuire la loro presenza militare in Europa, che dovrà provvedere con maggiori investimenti nella difesa, comperando le armi dagli Usa. Come nel film di Alberto Sordi: Finché c’è guerra c’è speranza.

(rdn)

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