HomeCronaca/PoliticaManifestazione contro il decreto Sicurezza. Sabato ore 15 al Parco "Città di...

Manifestazione contro il decreto Sicurezza. Sabato ore 15 al Parco “Città di Bologna” di Belluno

A seguito dell’assemblea pubblica del 18 gennaio 2025, dove è stata espressa la netta contrarietà di molti bellunesi al DDL 1660, cosiddettol ‘DDL Sicurezza’, è emersa la necessità di organizzare una manifestazione a Belluno di contrasto a questo disegno politico autoritario ed eversivo. Per questo è nata una vera e propria Rete bellunese, che ha creato congiuntamente un appello a cui tutte le realtà territoriali possono aderire, oltre che aver fissato una data per questa manifestazione: il 22 febbraio, ore 15, a Parco Bologna.

Lo fa sapere in una nota il gruppo Noddlsicurezza_ Belluno presente anche su Instagram

Ecco il testo dell’appello lanciato dalla Rete Bellunese contro il DDL Sicurezza:

“Come in tutta Italia, convergiamo a Belluno per la manifestazione provinciale contro il DDL Sicurezza, approvato alla Camera, in discussione al Senato – che è parte di un disegno del governo Meloni atto a destabilizzare garanzie e principi dei diritti umani. Forte nei numeri in Parlamento, nel Paese sta mostrando le sue fragilità.
Criminalizzare preventivamente ogni forma di dissenso, moltiplicare il numero di reati, introdurre sanzioni penali e tempi di detenzione sproporzionati, rappresenta una logica intimidatoria verso i cittadini, colpendo soprattutto i ceti più deboli e marginalizzati, oltre che un grave attacco al diritto di riunirsi e manifestare, trasformando l’Italia in un paese autoritario. In assenza di risposte valide alla crisi e nello smantellamento del sistema sociale pubblico, il DDL non garantisce sicurezza, ma con i suoi 38 articoli la paura è il suo strumento.

Colpisce con carcere e sanzioni penali il diritto a manifestare pacificamente.
Depotenzia strumenti delle lotte sindacali e dei gruppi ambientalisti e pacifisti, sanzionando in modo sproporzionato i blocchi stradali temporanei, i picchetti e le azioni di resistenza non violenta.
Istituisce ZONE ROSSE permettendo ai commissari di Polizia di vietare l’accesso ad aree in prossimità di strade, ferrovie, aeroporti e altre infrastrutture.
Mina il diritto di riunione per la popolazione detenuta e per i migranti trattenuti nei CPR ed introduce pene dai 4 anni agli 8 di reclusione per chi organizza o partecipa a proteste e resistenza passiva. Rende facoltativo e non più obbligatorio il rinvio della pena per le donne incinte e le madri con figli sotto l’anno di età.
Consente alle Forze di polizia di utilizzare dispositivi di videosorveglianza indossabili nei servizi di mantenimento dell’ordine pubblico, senza poter essere identificati.
Autorizza gli agenti di pubblica sicurezza a portare pistole e bastoni senza licenza, senza divisa, fuori servizio.
Impone alle università e centri di ricerca l’obbligo di collaborare alle richieste dei servizi segreti. L’ampliamento dei poteri di intelligence non viene accompagnato da un rafforzamento dei poteri di controllo del COPASIR, organismo parlamentare che vigila sulle attività dei Servizi.
Le persone costrette a occupare immobili per emergenza abitativa (compresi immobili o terreni privi di titolo giuridico formale), saranno sottoposte a sanzione penale che comporta l’incarcerazione, in assenza di politiche abitative.
Colpisce i produttori di canapa light, che hanno sviluppato un settore agricolo dinamico creando migliaia di posti di lavoro.

SI METTE IN DUBBIO LA COMPATIBILITÀ DEL DDL SICUREZZA CON L’ADESIONE DELL’ITALIA AI TRATTATI E ALLE CONVENZIONI INTERNAZIONALI:
l’analisi effettuata da Relatori ONU e dal commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa chiede al governo italiano di fermare il disegno di legge. Se le norme in bozza di decreto fossero approvate, violerebbero le normative europee che sanciscono i principi fondanti quali il diritto alla libertà e alla sicurezza, la proibizione della detenzione arbitraria, i…