L’approvazione della Legge regionale sul suicidio medicalmente assistito da parte della Regione Toscana è un segnale forte per tutto il paese.
Perché ha ricevuto ampi consensi – 27 sì e 13 no – rispecchiando in questo la volontà popolare che è largamente favorevole alla nuova pratica sociale dell’assistenza al suicidio, e perché propone norme avanzate: in linea con quanto stabilito dalla Corte costituzionale ma senza inutili restrizioni vessatorie. Mi riferisco all’aver previsto che al richiedente siano dati farmaci e mezzi per chiudere la propria esistenza. Consentire l’assistenza al suicidio senza fornirne i mezzi è un gioco macabro che cerca di bloccare la pratica ricorrendo a note ambiguità come quella del lanciare il sasso e nascondere la mano. La normativa toscana è invece lineare e trasparente: è arrivata prima non solo in ordine di tempo ma è prima anche come modello per altre Regioni e a livello nazionale.
Si è arrivati al risultato per tante ragioni, ma preminente è il contributo dato dai Comitati Etici per l’Etica Clinica che con impegno e competenza negli ultimi anni hanno svolto senza clamore e con grande efficacia un servizio di massimo rilievo sul territorio, acquisendo le competenze richieste per la nuova pratica sociale e promuovendo nelle aziende sanitarie l’adozione di procedure che hanno consentito di gestire più casi in via amministrativa (senza ricorso ai giudici). Questo tesoro di etica e di esperienza si offre ora come modello esemplare al paese.
La Consulta di Bioetica Onlus si complimenta con la Regione Toscana per l’azione, soprattutto col presidente Giani che l’ha fortemente voluta, e rileva che il passo mostra come la buona politica è in grado di dare risposte adeguate alle esigenze delle persone, riavvicinando le istituzioni alla volontà popolare.
Né si può dimenticare che a sostegno della proposta di legge, la benemerita Associazione Coscioni aveva raccolto oltre 10.000 firme.
GRAZIE Regione Toscana! L’auspicio è che si continui con decisione e speditezza sulla strada imboccata, perché anche su altre tematiche – dall’aborto allo stato vegetativo permanente, dalla fecondazione assistita e gravidanza per altri all’eguaglianza di genere – l’etica del paese ha bisogno di essere rinnovata e svecchiata, e le istituzioni devono fare la loro parte.
Maurizio Mori – Presidente Consulta di Bioetica Onlus
Mariella Immacolato – Comitato Direttivo e Sezione di Pisa e Livorno Consulta di Bioetica Onlus


