
Belluno, 11 novembre 2024 – Si è tenuta stamane al Teatro Comunale di Belluno la cerimonia di conferimento del Premio San Martino 2024. L’onorificenza della Città di Belluno è stata assegnata su decisione dei capigruppo in consiglio comunale al giornalista Dino Bridda.
“Un premio – ha detto il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin nel suo intervento – con il quale la Città di Belluno celebra quei cittadini che, con impegno e passione, si sono distinti in ambito professionale, culturale, del volontariato e artistico, contribuendo così a dare lustro e prestigio alla nostra comunità.
Dino Bridda è senza dubbio uno di questi cittadini esemplari, un uomo le cui azioni e parole hanno lasciato un segno nella nostra storia recente. Uno studioso appassionato della storia locale e non solo, persona che ha dedicato la sua vita a raccontare, promuovere e diffondere le tradizioni, l’identità e la cultura bellunesi. In un mondo in cui tutto corre veloce e le informazioni si susseguono online di minuto in minuto, Bridda si è preso la briga di tornare indietro nel tempo e fermare con testi e racconti, articoli di giornali e interventi, il nostro passato perché non venga dimenticato, ma sempre più valorizzato e tramandato alle future generazioni.
Mi piace anche ricordare che per 16 edizioni è stato il conduttore della cerimonia di consegna del Premio San Martino. Oggi è nuovamente sul palco, seppur con un altro ruolo. Le emozioni di questo cambio ce le racconterà lui stesso.
Bellunese doc, Dino ha incanalato la sua passione per il suo territorio in una carriera di giornalista, scrittore e comunicatore.
Con la sua penna e la sua voce, ha contribuito a diffondere la cultura, l’arte, la storia e le tradizioni di Belluno, pubblicando articoli e reportage su molte testate locali e non solo. Il suo lavoro non è stato solo un esercizio di scrittura, ma un modo per tenere viva la memoria collettiva di cui ne ha sempre sottolineato l’importanza.
Credo di poter affermare che deriva proprio da qui il suo impegno che si può tradurre in una quotidiana pratica che trova la sua ragione di essere nello spirito di servizio. La scelta, cioè, di rapportarsi con gli altri con l’obiettivo dichiarato di collaborare per il benessere di un territorio, di una storia, delle persone. È facile allora capire come il suo impegno abbia intersecato tutta una serie di ambiti: la cultura, il sociale, il volontariato”.
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