Sabato 5 ottobre, la Rete degli Studenti Medi Belluno-Feltre si è unita ad associazioni e comitati a Lamon, per protestare contro il progetto della diga sul torrente Vanoi.
A parlare sul palco Serena De Marchi: “È importantissimo per noi essere qui – ha detto-, per far sentire la voce degli studenti e dei giovani della provincia, a fianco a quella di associazioni e comitati del territorio.
Perché noi siamo il futuro di questa provincia, ed è giusto scendere in piazza e partecipare a iniziative come queste.
A scuola, già dalle elementari, ci insegnano cos’è stato il disastro del Vajont, una diga costruita in un territorio inadatto e pericoloso, e costruita contrariamente al volere dei cittadini delle aree circostanti, e la fine di questa storia la sappiamo tutti.
Siamo stanchi di queste decisioni calate dall’alto sulle nostre teste, quando la popolazione è contraria, decisione prese senza consultarci.
Siamo stanchi che la montagna venga considerata solo come un pozzo di risorse a cui attingere, che possa essere sventrata di tutto, senza considerare chi ci abita e le loro esigenze.
Siamo stanchi che in una provincia in cui già i servizi per i cittadini e gli studenti sono scarsi, si pensi di poter costruire opere enormi e pericolose, e venga posta l’attenzione a progetti che non mirano a migliorare la nostra condizione di vita.
E non lamentatevi poi quando i giovani se ne vanno, perché lo spopolamento è colpa di chi i servizi non ce li dà, è colpa di chi non vuole ascoltare le nostre esigenze, è colpa di chi non vuole darci un futuro qui.
Basta mettere il profitto prima dei giovani, prima del futuro!
A cosa è servita la sensibilizzazione sul disastro del Vajont, se poi davanti ai nostri occhi si sta ripetendo la medesima storia? Noi non staremo in silenzio davanti alla possibile distruzione di un ecosistema e davanti a delle vite, anche di studenti, messe in pericolo solo per il profitto.
Noi vogliamo un futuro qui!” Ha concluso Serena De Marchi, portavoce della Rete degli Studenti Medi Belluno e Feltre.



