«Un uomo di scienza e di fede, dalla cultura sconfinata, quasi enciclopedica, e dalla sconfinata passione. Oggi se ne va un abitante e uno studioso autentico della montagna, che dalla montagna ha saputo apprendere, imparare, elevarsi». Così il presidente della Provincia di Belluno in una nota di cordoglio per la scomparsa di don Sergio Sacco Sonador, sacerdote, insegnante, linguista, autore di decine e decine di libri sul Bellunese, fondatore dell’Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali, promotore di iniziative culturali, ideatore tra le altre cose della “Scuola di formazione sociale e politica”, e vincitore del Premio Pelmo d’Oro per la cultura alpina non più tardi di due mesi fa.
«Mi ha colpito la lucidità con cui, nella cerimonia del Pelmo d’Oro, ha descritto l’importanza della montagna nella sua formazione umana e professionale. Montagna che gli aveva tolto un fratello nel 2009, ma che – parole sue – non può essere vista come buona o cattiva a seconda dei casi, perché fa parte del nostro orizzonte quotidiano. Ci mancherà la sua levatura culturale, la sua capacità di indirizzare alla ricerca e appassionare alla cultura, la multiformità dei suoi interessi. Il Bellunese oggi è un po’ più povero, ma sapremo fare tesoro delle tante eredità – libri, riviste, lezioni… – che don Sergio ci ha lasciato. Ai suoi familiari, e a tutti coloro che hanno potuto apprezzarne le doti umane, un pensiero d’affetto da parte mia e del consiglio provinciale».



