Museo Valentino Del Fabbro – Rassegna attrezzi e oggetti del passato. Sabato 28 settembre, alle 20.30, nella sala della Parrocchia di Cavarzano (Belluno) la presentazione del documentario realizzato da Belluno Ciak (ingresso libero).
Entrare nel “Museo Valentino Del Fabbro – Rassegna attrezzi e oggetti del passato” di Belluno è come fare un viaggio nel tempo tra vecchi mestieri e tipici ambienti rurali.
Grazie ai racconti appassionati del suo ideatore e fondatore Fioretto Bortot, si può conoscere la vita di un tempo nei nostri paesi di montagna, una vita faticosa ma sicuramente genuina e autentica.
Nato a Sospirolo nel 1940, Fioretto Bortot si è trasferito a Belluno nel 1947, prima nel quartiere di Borgo Prà e poi a Cavarzano. Ha lavorato come aiuto cuoco all’ospedale di Belluno e, prima ancora, come falegname, facendo della sua manualità un’arte, integrandola con la conoscenza degli strumenti da lavoro e seguendone poi l’evoluzione nel tempo.
Ottiene in concessione dal Comune di Belluno una vecchia stalla, situata in via Sperti n. 61, dietro alla Casa di Riposo “Gaggia Lante” di Cavarzano, e proprio in quello stabile, nel 1989, inaugura il Museo “Valentino Del Fabbro – Rassegna attrezzi e oggetti del passato”.
La stampa locale, all’epoca, diede il giusto risalto all’iniziativa e, negli anni a seguire, il Museo venne visitato con interesse da scolaresche e privati.
Inizialmente vi espone circa 1.500 oggetti riconducibili a varie tipologie di lavori.
Fioretto racconta di aver raccolto molti degli attrezzi agricoli negli anni successivi al disastro del Vajont, perché in molti dovettero abbandonare le campagne, e di conseguenza gli arnesi da lavoro, per essere assunti nelle fabbriche o nell’edilizia.
Ad oggi il Museo conta più di 3.000 oggetti, sistemati e messi in esposizione con cura, per
suggerire saperi e abilità antiche: sono ad esempio gli strumenti per la fienagione, quelli del fabbro e dello scalpellino, gli oggetti di uso domestico utilizzati nella cucina rurale ed altri vari arnesi del periodo tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del XX secolo.
L’Associazione culturale Belluno Ciak A.P.S. ha conosciuto Fioretto Bortot nel 2011 quando,
entusiasta, ha permesso di girare una scena del film “Le Senza Volto” all’interno del “suo”
suggestivo museo. Da quel momento è iniziata una bella collaborazione, che continua anche oggi ogni qualvolta servano oggetti di epoche passate per allestire le scene di qualche film o documentario.
“Recentemente, parlandoci – dice Franco Fontana presidente della Belluno Ciak – mi ha molto colpito la preoccupazione di Fioretto che teme “…quando non ci sarà più…” che tutti gli oggetti raccolti con passione e cura, nel ricordo dei nostri antenati e dei loro lavori il più delle volte molto faticosi, vadano dispersi. Ho condiviso questo timore con i miei collaboratori e abbiamo deciso, insieme, di fare un regalo non solo a Fioretto, ma a tutta la cittadinanza, realizzando un documentario proprio nel “suo” museo e con lui in persona”.
Il filmato, patrocinato da Provincia e Comune di Belluno e al quale ha dato un contributo la Banca Prealpi, sempre attenta a sostenere il volontariato, verrà presentato al pubblico sabato 28 settembre, alle 20.30, nella sala della Parrocchia di Cavarzano (ingresso libero).
Sarà poi messo a disposizione delle scuole primarie o secondarie interessate, divenendo così un utile strumento didattico per una lezione sulla ricerca del passato, sugli antichi mestieri e volendo anche su come sono cambiati i lavori di oggi rispetto a quelli di ieri.
Il documentario sarà disponibile anche su supporto informatico, per estimatori, in produzione limitata.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Associazione culturale Belluno Ciak a.p.s.,
inviando una mail all’indirizzo: info@bellunociak.it


