
Continua senza sosta la raccolta firme del Comitato per la difesa del Torrente Vanoi e delle Acque Dolci, che ha già raggiunto le tremila firme.
“Ma la notizia che ci rende davvero felici – fa sapere Michele Facen, per il Comitato – è che il Comune di Fonzaso e quello di Cesiomaggiore hanno risposto positivamente al nostro appello di apporre sul proprio albo pretorio la nostra petizione contro la diga, ribattendo in modo inequivocabile a chi crede che la nostra sia solo una posizione ideologica. Infatti il nostro non è solo un no senza se e senza ma alla diga, ma è soprattutto una richiesta di applicazione delle alternative che ci sono a questa mega opera. Alternative già studiate e collaudate da Veneto Agricoltura ma non estese in modo coerente in pianura: le tanto citate Afi (aree forestali di infiltrazione), le ricariche delle falde con piccoli bacini, la depurazione delle acque reflue ad uso agricolo… Tutte soluzioni innovative e meno costose ma che richiedono più impegno perché possano essere realizzate. Già, perché se nel Bellunese molta acqua viene dispersa per impianti idraulici obsoleti, lo stesso si può dire per la pianura: oltre il 40 per cento dell’acqua viene dispersa secondo un rapporto della cgia di Mestre ed è un dato che con il cambiamento climatico non possiamo più permetterci”.
“La cosa che contestiamo e combattiamo – prosegue la nota del Comitato per la difesa del torrente Vanoi e delle Acque Dolci – è la cecità di voler risolvere il problema dell’acqua per la pianura con una diga che devasterebbe definitivamente l’ultima valle rimasta miracolosamente selvaggia. Oltre a mettere a repentaglio la sicurezza delle popolazioni a valle. Non è per ideologia, ma per buon senso e sensibilità che sempre più persone e istituzioni firmano la nostra petizione, chiedendo a gran voce un approccio totalmente diverso ai cambiamenti climatici. Un’ulteriore prova di ciò è la testimonianza che posso dare dell’incontro a Bassano con la popolazione. I Bassanesi incontrati non hanno dato minimamente degli egoisti a chi abita nelle montagne, ma essi stessi hanno dichiarato a più voce che le falde si stanno abbassando principalmente per una cementificazione selvaggia che non permette ai terreni di far filtrare l’acqua e che, delle AFI sperimentate, ne funziona a pieno regime solo una nell’alto vicentino, perché le altre non sono state manutentate con la dovuta cura.
Per questo, sabato mattina saremo col nostro gazebo al mercato di Bassano a raccogliere firme contro la diga, dopo essere stati giovedì mattina al mercato di Arsiè, dando voce alla corrente che nasce a Canal S.Bovo, sfocia sul Cismon per arrivare sul Brenta senza barriere, totalmente libera. Infine chiuderemo la settimana in Birreria Pedavena dalle 11.00 alle 18.00 dove incontreremo i pedavenesi per la prima volta”.


