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Lucia Olivotto e Claudia Bettiol: no all’impiego dei Fondi di confine o degli extracanoni idrici per le spese di gestione della pista da bob

Palazzo Rosso, sede dell’Amministrazione comunale di Belluno

“I fondi di confine – ed ogni altro fondo destinato allo sviluppo della montagna – restino a disposizione dei bellunesi e non vengano utilizzati per pagare le spese di gestione della pista da bob, opera contestata dal territorio e fortemente voluta da Zaia e Salvini”.

A dirlo, con un ordine del giorno che sarà discusso nel prossimo consiglio Comunale di Belluno previso per martedì 30 luglio alle 15:00, sono i gruppi consiliari del Partito Democratico e Insieme per Belluno.

Nelle scorse settimane la Regione del Veneto ed il Comune di Cortina hanno infatti votato con Delibera di Giunta un Accordo di programma in cui è stato scritto nero su bianco che, per pagare le spese di gestione della pista da bob, si sarebbero utilizzati i fondi di confine, scatenando le reazioni di diversi sindaci della provincia, anche della stessa parte politica della Regione. L’accordo dovrà essere portato all’attenzione del consiglio provinciale anche se il presidente Padrin ha dichiarato che sarà prima convocata una assemblea di tutti i sindaci bellunesi.

Lucia Olivotto, dottore commercialista, consigliere di minoranza del Gruppo Insieme per Belluno bene comune

“Parliamo di 30 milioni di euro in vent’anni che sarebbero sottratti a progetti di sviluppo del territorio montano” dichiara Lucia Olivotto, capogruppo di Insieme per Belluno, che aggiunge: “Zaia e Salvini hanno insistito tanto per volere la pista da bob e ora dicono che a pagarla devono essere i bellunesi; questo ragionamento è inaccettabile. Non si può cedere ai ricatti della regione, neanche a fronte di promesse – peraltro difficili da mantenere – di portare una parte del fondo in spesa corrente. Anche la proposta di Bottacin (utilizzare allo stesso scopi i fondi derivanti dagli extracanoni idrici) sarebbe un affronto al nostro territorio dato che quelle risorse sono già destinate al sociale”.

Claudia Bettiol, avvocato, capogruppo Pd in consiglio comunale di Belluno

Claudia Bettiol, capogruppo a Belluno del Partito Democratico sottolinea: “Il Comune di Belluno, ancorchè non direttamente confinante, ha – o quantomeno dovrebbe avere – un ruolo guida nei processi politici di carattere provinciale. Va anche ricordato che ben due membri della maggioranza siedono in consiglio provinciale e dovranno – prima o poi – ratificare o meno l’accordo di programma proposto dalla Regione del Veneto. Per questo riteniamo che sia doverosa, da parte del Sindaco di Belluno, una presa di posizione forte contro questo tentativo da parte della Regione di sottrarre ulteriori risorse al territorio”.

L’ordine del giorno presentato dai due gruppi consiliari Bellunesi riprende i concetti fondamentali del documento presentato dal gruppo Futura-Centrosinistra Bellunese in Consiglio provinciale che verrà discusso anch’esso il 30 luglio. Negli stessi giorni il medesimo documento è stato depositato – e in qualche caso anche già discusso – in moltissimi consigli comunali della provincia.

Dario Scopel – coordinatore provinciale di Forza Italia

Ieri sera, ad esempio, la mozione è stata discussa a Seren del Grappa su iniziativa della minoranza e ed è stata poi approvata all’unanimità dalla maggioranza guidata da Dario Scopel, coordinatore provinciale di Forza Italia.

“Crediamo ed auspichiamo che anche a Belluno questo tema possa trovare ampie convergenze, ne va della dignità di un territorio che non può accettare supinamente ogni decisione regionale che – in barba ai principi autonomistici tanto decantati – pretende di decidere anche come utilizzare le risorse dei bellunesi senza nemmeno pensare di consultare le parti”, concludono Olivotto e Bettiol.