Sabato pomeriggio alle 17:30 nella sala della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore, sarà ricordato il professor Mario Agnoli, di origini cadorine, attraverso la presentazione del suo libro “Alle radici di un sogno”. Seguirà l’inserimento del suo nominativo nel libro dell’onore dell’Ente deliberato lo scorso dicembre, nel quale sono celebrate “le persone, gli enti e le associazioni che con il loro operato hanno dato lustro al Cadore o hanno contribuito alla conoscenza e allo sviluppo della Magnifica Comunità e dei valori che essa rappresenta, nonché coloro che con la loro attività hanno collaborato concretamente per la realizzazione delle attività istituzionali volte a rendere concreti i valori condivisi di unità e di adesione ai principi statutari della natura e del ruolo dell’Ente”.
Mario Agnoli (Valle di Cadore 1924-Urbino 2017), diciottenne nel tragico periodo dell’occupazione nazi-fascista del Cadore, vede la ricca biblioteca di famiglia incendiata, subisce il diniego del governo al padre Luigi di esercitare l’attività economica bancaria con la sua condanna al confino nell’isola-penitenziario di Ventotene. Mario, catturato, imprigionato, condannato alla fucilazione, viene invece deportato verso i campi di concentramento, ma riesce a fuggire insieme ad un amico, dopo aver tolto delle assi di legno al pavimento del vagone, calandosi sulle rotaie (nonostante la presenza delle S.S. sul tetto del treno). Fugge a piedi, inseguito dai nazisti e dai loro cani, per i territori tedeschi e austriaci, privo di cibo e di assistenza, finché riesce a raggiungere Agordo, dove nel frattempo la famiglia si era trasferita, e dove vivrà nascosto in una legnaia per sei mesi. Con l’avvento della Repubblica si laurea e da inizio alla attività di Segretario comunale presso il Comune di Pistoia, ma la sua vita familiare con Marina Zampolini sua moglie e con la famiglia di lei si è svolta nella città di Urbino. Per le persecuzioni subite, e per l’impegno dimostrato nell’ambito delle istituzioni, nel 1989 riceve la decorazione di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.



