Belluno, 5 giugno 2024 – Il Comando Provinciale Carabinieri di Belluno ha celebrato stamane il 210° anniversario della fondazione dell’Arma.
A ospitare la cerimonia militare i carabinieri hanno scelto ancora la centralissima piazza del Duomo a Belluno, dinanzi al palazzo dei Rettori, la Basilica Cattedrale di San Martino e Palazzo Rosso.
Alla presenza del prefetto di Belluno, di molti sindaci e delle autorità civili, religiose e militari della provincia, i carabinieri hanno sfilato per le vie cittadine, partendo dal Teatro Comunale, accompagnati dalla “Fedelissima”, marcia d’ordinanza della Benemerita, sino a giungere nel luogo della cerimonia. Tra gli ospiti d’onore di questa edizione un gruppo di giovanissime donne, studentesse di Belluno, che nel nome dell’impegno contro la violenza sulle donne, hanno consegnato il Tricolore poi issato nella piazza.
LA STORIA
Sono trascorsi 210 anni da quando, nel 1814, a Torino, venne costituito un Corpo di militari “per buona condotta e saviezza distinti”, incaricato di “contribuire alla difesa dello Stato in tempo di guerra e di vigilare alla conservazione della pubblica e privata sicurezza” in tempo di pace. L’atto costitutivo dell’Arma tracciava – con straordinaria lungimiranza – l’identità dell’Arma, una forza militare in servizio di polizia, con una duplice missione: la difesa della Patria e la sicurezza dei suoi cittadini. L’Arma, oggi come allora, è impegnata al servizio dei cittadini con un modello organizzativo che si distingue per la vicinanza al cittadino. L’Arma, patrimonio delle comunità, si fonda sulla sua cellula base, la Stazione dei Carabinieri, presente sin nelle più piccole realtà locali quale presidio di legalità e simbolo concreto di prossimità delle Istituzioni.
Sin dalla loro nascita, i carabinieri hanno conservato la peculiarità di essere “soldati in servizio di polizia” e quindi protagonisti della storia d’Italia, di cui è diventata parte integrante quella dell’Arma.
Il 20 maggio 1814, Vittorio Emanuele I, sovrano di Sardegna, per fronteggiare il disordine e le precarie condizioni di sicurezza del regno, dispose che la Segreteria di Guerra approntasse immediatamente un “Progetto di istituzione di un Corpo militare per il mantenimento del buono ordine”. Il progetto prese vita con le Regie Patenti del 13 luglio 1814, istitutive del Corpo dei Carabinieri Reali, già militarmente impegnato nella carica di Grenoble il 6 luglio 1815. Il 12 ottobre del 1822, la competenza dei Carabinieri Reali fu estesa anche alla Sardegna.
Nel 1834, il Carabiniere Giovan Battista Scapaccino, caduto in un’imboscata di riottosi nell’abitato di Les Eschelles, scelse la morte pur di non rinnegare il giuramento di fedeltà prestato al Re, venendo insignito per tale episodio di M.O.V.M, la prima di una storica serie che ha visto protagonisti i militari dell’Arma.
Nel 1848, i Carabinieri si distinsero nell’eroica carica di Pastrengo, con un intervento decisivo per l’esito favorevole della battaglia.
Nel 1861, con la costituzione del Regno d’Italia, il Corpo dei Carabinieri Reali divenne “Arma” del Regio Esercito e anche in quella nuova configurazione, i Carabinieri continuarono ad assolvere contestualmente le funzioni di prima Arma dell’Esercito e di Corpo di Polizia.
Notevole, nella prima guerra mondiale, fu l’impegno dei Reparti dell’Arma, sempre in prima linea.
Tra gli episodi di fulgido eroismo, si ricordano l’assalto del Podgora del 19 luglio 1915, allorché i Carabinieri attaccarono all’arma bianca una posizione saldamente difesa da un avversario preponderante: l’operazione costò 53 caduti, 143 feriti e 10 dispersi. Il 5 giugno 1920, per il contributo offerto alle sorti del primo conflitto Mondiale, la Bandiera dell’Arma venne insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare. Consistente fu anche l’impegno dell’Arma nelle operazioni della campagna d’Africa, in Libia, Somalia, nelle Regioni della Tripolitania e della Cirenaica, dove fu determinante l’apporto degli Zaptiè. Per la valente azione svolta in terra d’Africa dalle Divisioni Carabinieri di Tripolitania e Cirenaica, furono concesse alla Bandiera dell’Arma 2 Croci di guerra al Valor Militare. Seguì la partecipazione alle operazioni belliche del 2° conflitto Mondiale, che vide i Reparti dell’Arma impegnati in delicatissimi momenti bellici sia all’estero che nel territorio nazionale, con mirabili esempi di uomini che hanno sacrificato la loro vita per salvare le popolazioni a loro affidate, come il Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valor militare alla memoria, sempre a tutela e difesa della popolazione e delle istituzioni democratiche.
L’Arma dei Carabinieri, “prima Arma dell’Esercito”, nell’anno 2000 è stata elevata al rango di Forza Armata, con l’effetto, tra gli altri, di esprimere il proprio Comandante Generale fra gli Ufficiali Generali della Benemerita.
In ragione della sua peculiare connotazione di “Forza di polizia ad ordinamento militare”, l’Arma dei Carabinieri ha avuto negli anni un ruolo molto importante nel contesto internazionale, impegnandosi in prima linea in importanti missioni all’estero sotto l’egida delle Nazioni Unite e della NATO, con compiti di Polizia Militare e di Polizia di Stabilità.
Sono passati quasi 170 anni da quel lontano 1855, in cui per la prima volta le uniformi della
Benemerita varcarono i confini nazionali per approdare, con il Corpo di Spedizione sardo in Crimea:
Libano, Somalia, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Iraq, Afghanistan, Gibuti e altri, sono stati poi teatri di operazioni di pace impegnative, in cui la Benemerita, a difesa dei diritti umani, della sicurezza e libertà dei popoli, del patrimonio artistico, culturale e ambientale, in ogni angolo del pianeta, ha visto operare i propri militari in servizi umanitari e di addestramento delle ricostituite polizie locali.
Ma da sempre, in ogni angolo del Paese, anche nelle località più remote, la gente riconosce il lavoro silenzioso dei tanti Carabinieri delle Stazioni, patrimonio delle comunità che operano instancabilmente al servizio dei cittadini e delle Istituzioni, per svolgere una funzione di rassicurazione sociale che è parte integrante della loro missione.
LO SCHIERAMENTO
Pochi minuti prima delle 10 del mattino i Reparti dell’Arma hanno iniziato a sfilare lungo il centro cittadino, sulle note della “Fedelissima”, la marcia d’ordinanza dei Carabinieri. Partiti dal Teatro Comunale e preceduti da un numeroso corteo di autovetture Radiomobili (tra cui le due recentissime Alfa Romeo Tonale, in servizio presso le Aliquota radiomobili del pronto intervento 112 di Belluno e Cortina d’Ampezzo, che hanno implementato la dotazione di Alfa Romeo Giulia e Giulietta dei Carabinieri bellunesi), con in testa il Capitano Alessandro BUI, Comandante della Compagnia di Cortina d’Ampezzo, in Grande Uniforme, hanno sfilato 54 Carabinieri, ripartiti in tre Plotoni, con le diverse uniformi della Benemerita. A chiudere il corteo, una pattuglia ippomontata del Reparto Carabinieri Forestali Biodiversità, con i cavalli Profilo e Tango, due bellissimi Maremmani allevati dal Reparto di Celarda, bardati con le insegne dell’Arma, e, per la prima volta schierate, due e-bike, biciclette utilizzate dai Carabinieri Forestali ma anche, da qualche giorno, dai Carabinieri di Cortina, per il controllo delle piste ciclabili, aree urbane e strade extraurbane.
Alle 10.00 in punto i Reparti hanno fatto ingresso in piazza Duomo: il primo plotone di Carabinieri in Grande Uniforme Storica; il secondo plotone, formato dai Comandanti di Stazione del Comando Provinciale di Belluno; il terzo plotone costituito da militari delle diverse specialità e organizzazioni dell’Arma (Carabinieri Forestali, Carabinieri Rocciatori della Squadra di Soccorso Alpino di Cortina, Carabinieri sciatori, Carabinieri atleti del Centro di Addestramento Alpino di Auronzo di Cadore e Carabinieri delle Missioni Internazionali). A chiudere il 3° plotone, era schierata anche una rappresentanza delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, con tre sorelle del Comitato di Belluno. Le Infermiere Volontarie e la Croce Rossa Italiana sono sempre accanto all’Arma dei Carabinieri nei complessi scenari di crisi internazionale nel mondo, dove la Benemerita conduce operazioni di Polizia Militare e di Polizia di Stabilità, a protezione delle popolazioni, dell’ambiente e del patrimonio culturale.
Ad accogliere il Reparto i labari dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni
Combattentistiche e d’Arma. A perimetro di tutta la piazza, le autovetture Radiomobili schierate, insieme al mezzo del soccorso alpino, una motoslitta impiegata nei servizi di vigilanza piste e un mezzo dell’Associazione Nazionale Carabinieri impiegato in attività di Protezione Civile.
LA CERIMONIA
Dopo la resa degli onori al Gonfalone del Comune di Belluno, decorato di MOVM e Croce al Merito di Guerra, accompagnato dai Gonfaloni decorati delle Città e Comuni della provincia di Belluno, è stato il momento di rendere gli onori al Prefetto, dottore Mariano Savastano, rappresentante territoriale del Governo, e al Comandante Provinciale dell’Arma, Colonnello Enrico Pigozzo, che hanno passato in rassegna lo schieramento. A siglare la prima fase della cerimonia, il sorvolo dell’elicottero del 14° Nucleo Elicotteri di Belluno che, unendosi idealmente al Reparto schierato, ha sorvolato il centro cittadino. Alle spalle dello schieramento, 7 automezzi della componente Radiomobile del servizio di pronto intervento 112.
L’ALZABANDIERA
L’alzabandiera e l’Inno Nazionale sono tra i momenti più importanti di una cerimonia militare. E se l’anno scorso, per sottolineare il momento, a portare il Tricolore era stata nientemeno che la giovanissima Alfiere della Repubblica, Maddalena Da Rozze (oggi tra gli ospiti della giornata), insieme a due bambini della Scuola Elementare Gabelli di Belluno, quest’anno l’onore di consegnare il Vessillo Nazionale è toccato ad un gruppo di giovanissime donne. Arianna (18 anni), Alessia (16) e Zaira (15), tutte studentesse del Liceo “Leonardo da Vinci” di Belluno (presenti con Preside, Insegnanti e i loro compagni delle classi 2^, 3^ e 4^ del liceo di scienze umane), insieme ad Arianna (11 anni) e alle piccolissime Ambra (5 anni) e Agata (3 anni) che a loro si sono volute riunire nel
giorno della festa dei Carabinieri. Sì, perché lo stesso gruppo di ragazze, lo scorso 25 novembre, avevano accettato l’invito dei Carabinieri ad accedere le luci arancioni sulla Caserma di Viale Europa, insieme alle socie del Club Belluno-Feltre di Soroptimist, in adesione alla campagna internazionale “Orange the World”, per la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle Donne.
Emozionatissime ma consapevoli dell’importanza della loro presenza e del messaggio che stavano portando, hanno consegnato il Tricolore nelle mani di un Carabiniere in Grande Uniforme. A ribadire l’importanza della loro presenza è stato, poi, il Comandante Provinciale, che ha sottolineato “Non intendiamo consentire che si spengano i riflettori su un fenomeno che impone grande attenzione e professionalità nell’attività di contrasto, ma anche tanta, tantissima prevenzione e cultura”. E, allora, la scelta di svolgere l’Alzabandiera in questa forma, non appare formale, ma un simbolo efficace che trasforma il messaggio in azione, insieme alla significativa attività svolta dall’Arma in provincia nel particolare settore.
IL DISCORSO DEL COMANDANTE PROVINCIALE
Il Colonnello Enrico Pigozzo ha preso la parola rivolgendo dapprima un saluto alle Autorità e ai cittadini presenti, rimarcando fortemente la “vera e fattiva sinergia tra le forze dell’ordine di questa provincia” che è nota distintiva del loro lavoro fianco a fianco. Ma il suo pensiero è poi andato alle Famiglie dei Carabinieri, cui ha voluto rivolgere, a nome anche di tutti i militari schierati, un sincero grazie: “perché sanno che quel dovere che ci chiama forte, come uno squillo di tromba, è un atto d’amore verso gli altri, grande quanto quello che le nostre famiglie hanno per noi…per il vostro amore infinito che ci sorregge e conforta ogni volta che dobbiamo dire semplicemente “sì” e partire per fare il nostro dovere”. Ricordando poi il nonno Carabiniere, ha voluto ricordare quanto il passare del tempo non cambi i Valori su cui si fonda l’Arma: “può passare il tempo, decine di anni infilati uno dopo l’altro. Cambiano usi, costumi, procedure, ma i Valori restano sempre gli stessi. La bussola
etica che guida un Carabiniere, nella tempesta di un mondo in continuo cambiamento, dove i punti di riferimento sono spesso così effimeri da divenire impercettibili, col rischio di perdere la rotta, ecco, la nostra bussola etica ci conduce sempre alla meta, ci salva dall’oblio, resta la nostra stella polare. E i cardini di quella bussola non possono che essere: coraggio, altruismo, umiltà, perseveranza, dovere e fedeltà”.
Ha poi introdotto un aneddoto, occorsogli qualche tempo addietro, per introdurre forse il tema centrale del suo intervento: la cultura dell’essere che prevale sull’apparire. Un tema su cui ha inteso imprimere grande forza, ricordando ai suoi Carabinieri che “l’Arma dei Carabinieri non è estetica, ma è sostanza! I nostri sono Valori, non mode! Il nostro motto è fedeltà e senso del dovere, non potere, denaro, fama e gloria. Ogni medaglia, ogni nastrino attaccato sulle nostre uniformi non rende più bella la nostra persona, ma è il segno tangibile di quello che abbiamo fatto. Lo spazio vuoto che ancora resta sui nostri petti ci ricorda che dobbiamo ancora lavorare di più e meglio. Questa è l’Arma dei Carabinieri.”. In fine, ha voluto ricordare quanto sia importante investire sui giovani, ricordando la bellezza del servizio in favore della collettività e ha detto chiaramente “è bello servire il Tricolore, nonostante i sacrifici, le difficoltà, anche quando è difficile. Perché la nostra missione e
la fratellanza che ci unisce nel perseguirla, fanno di questa scelta, una consapevole realtà che ci rende orgogliosi”. Nel ricordare poi la scomparsa dell’Appuntato Alessandro D’Alfonso nel corso dell’anno, rivolgendo un abbraccio alla famiglia presente alla cerimonia, ha ricordato le nuove sfide che interesseranno il nostro territorio, già traguardando l’evento olimpico del 2026. Ma tenendo ben presente gli obiettivi del presente: continuare nell’incessante attività di prevenzione sul territorio e supporto alle comunità, impegnandosi fortemente su due fronti importanti, la violenza sulle donne e la fragilità delle fasce più giovani. “Cultura, Coscienza e Consapevolezza, sono le 3 C che dobbiamo perseguire, accanto alle attività di prevenzione generale, sperando che, poi, le azioni repressive,
laddove necessarie, costituiscano l’ultimo passo di un percorso volto a preservare e supportare i nostri giovani, speranza vera di questo territorio e della Nazione. Hanno bisogno di esempi virtuosi e maestri saggi”. Ha poi concluso l’intervento rivolgendosi nuovamente ai suoi Carabinieri “miei cari Carabinieri, ricordiamoci sempre gli sguardi fiduciosi e affettuosi dei nostri onesti concittadini.
Perché il loro sguardo e la loro riconoscenza sono la miglior ricompensa che ciascuno di noi può avere. Le loro attese sono il nostro obiettivo, la loro fiducia è la linfa che sostiene la nostra azione”.
I PREMIATI E LA CONCLUSIONE DELLA CERIMONIA
Emozione tra i Carabinieri, alcuni giovanissimi, altri più esperti e navigati, ma sfilare dinanzi alle Autorità provinciali per ricevere un applauso e un grazie dalla comunità fa sempre un certo effetto.
Tra i premiandi, due Comandanti di Stazione di grande esperienza, il Luogotenente Caltana,
Comandante della Stazione di Pieve di Cadore, e il Luogotenente Dal Mas, Comandante della Stazione di Santa Giustina Bellunese, premiati per la loro elevata professionalità e incondizionata capacità di rispondere alle esigenze del loro territorio, quali Marescialli capaci di interpretare pienamente la figura del Comandante di Stazione. Ma anche giovanissimi Carabinieri che, da poco giunti a Belluno, si sono trovati a intervenire una sera mentre, liberi dal servizio, erano in giro per la città quando si sono accorti che qualcosa non andava e sono intervenuti immediatamente per aiutare la vittima di una aggressione e bloccare l’autore. Al termine delle premiazioni, in cui tutte le massime Autorità della provincia hanno consegnato i riconoscimenti, è toccato anche all’Associazione Nazionale Carabinieri ricevere il plauso della cittadinanza, per l’instancabile attività di aiuto e
supporto alle Istituzioni e Amministrazioni provinciali.
Dopo le premiazioni, resi gli onori ai gonfaloni e al Prefetto di Belluno, i Reparti hanno sfilato in parata per lasciare il luogo della cerimonia, rendendo gli onori al passaggio dinanzi al Palazzo del Governo.
Una foto di gruppo ha sancito il termine di una cerimonia militare in cui lo stile dell’Arma si è ben integrato alla familiarità di una comunità che si è raccolta intorno ai pennacchi rossi e blu per celebrare il 210° compleanno dei Carabinieri.
ATTIVITA’ OPERATIVA
I dati dell’intensa attività operativa dell’Arma in Provincia, come ha ricordato il Comandante
Provinciale, sono “misura parziale del nostro impegno”, ma i numeri dimostrano quanto sia stato significativo l’operato dell’Arma nello scorso anno, a cominciare dai servizi di prevenzione generale che hanno visto impegnati militari delle Stazioni, delle Aliquote Radiomobili e dei Carabinieri di Quartiere in più di 16.500 servizi di prevenzione sul territorio provinciale, incrementando di oltre il 10% quelli dell’anno precedente, nel corso dei quali sono stati controllati oltre 40.000 veicoli e identificate 46.000 persone, nonché verificati circa 15.500 documenti di guida o di identità. Ai servizi di prevenzione generale si sono poi aggiunti oltre 40 servizi “ad alto impatto”, con l’impiego di decine di pattuglie dell’Arma in diversi punti del territorio provinciale per contrastare fenomeni specifici, legati alla prevenzione dei furti, alla sicurezza stradale, all’abuso di alcoolici o al contrasto
allo spaccio di stupefacenti. Tra questi si ricorderà il massivo intervento di uomini e mezzi dell’Arma lo scorso inverno nel feltrino che è riuscito ad infrenare un’ondata di furti in corso, grazie al dispiegamento di posti di controllo in tutta l’area. I servizi di prevenzione sul territorio non sono sempre inoffensivi per i Carabinieri, che purtroppo hanno dovuto far fronte, nell’anno 2023, a ben 25 episodi di resistenza, con conseguenti lesioni patite a causa dell’aggressione di soggetti che, in stato di alterazione psicofisica, si sono scagliati contro i militari durante i controlli.
Questi i risultati conseguiti: nel 2023 gli arresti operati nella provincia sono stati 64, aumentando di circa il 35% il dato dell’anno precedente, e nel primo semestre del 2024 sono stati 25. L’Arma ha poi denunciato a piede libero nel 2023 oltre 1.320 persone all’Autorità Giudiziaria e oltre 500 nel primo semestre del 2024. Nel 2023 sono stati perseguiti oltre 4200 reati complessivamente compiuti nella provincia, che corrispondono a quasi il 77% dei reati complessivamente perseguiti, segno di come la capillarità dell’Arma consenta ai cittadini di avere una immediata risposta alle loro esigenze di sicurezza. Ne è conseguito che circa il 62% degli autori dei reati perseguiti viene identificato dall’Arma, con la richiesta di esame delle posizioni presso la locale Procura della Repubblica.
Particolarmente incisivi sono i dati relativi ai controlli sulla sicurezza stradale del 2023 che hanno visto la contestazione di ben 1.898 sanzioni al codice della strada per un importo di oltre 354.800 euro, violazioni queste principalmente legate al mancato uso della cintura di sicurezza e all’uso del telefonino, ma anche per velocità pericolosa. I controlli nello specifico settore hanno portato a denunciare 24 persone per lesioni gravi o gravissime, sequestrare 91 mezzi e sottoporre a fermo ulteriori 45. Si ricorderanno, in particolare, i servizi specifici eseguiti dall’Arma nei passi montani per infrenare il fenomeno delle “corse automobilistiche” lungo le strade montane, dove, soprattutto nei mesi estivi, si sono registrate le presenze di automobilisti, molto più spesso stranieri, che ad alta
velocità e con sorpassi pericolosi, sono poi incappati nella fitta rete di controlli predisposti dai Carabinieri. Sono stati, poi, oltre 230 gli incidenti stradali su cui sono intervenute le pattuglie dell’Arma per eseguire i rilievi e le operazioni di soccorso.
Intenso è stato il lavoro svolto dalle Centrali Operative provinciali, gestendo il servizio di emergenza 112, hanno risposto ad oltre 78.000 chiamate, molte delle quali per richieste di informazioni o consigli, e oltre 5000 quelle per interventi specifici, di cui quasi 700 per richieste di soccorso. Anche la lotta ai furti e alle truffe è stata affrontata con determinazione, con la conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria rispettivamente di 113 e 174 soggetti.
Sul fronte del contrasto all’uso e traffico di stupefacenti, i Carabinieri hanno deferito all’autorità Giudiziaria 35 persone, per detenzione ai fini di spaccio, di cui 8 in stato di arresto, segnalando inoltre 89 consumatori alla locale Prefettura, di cui 6 minori e 12 stranieri, dato in crescita rispetto al 2022.
Complessivamente il sequestro di sostanze stupefacenti o psicotrope ammonta a quasi 3 kg di hashish, 142 gr e 18 piante di marijuana, 390 gr di cocaina e 100 grammi di altre sostanze. Nel 2023 non si sono registrati decessi per overdose, se pure in molti casi gli assuntori, talora molto giovani, sono stati soccorsi dal 118 a seguito dell’uso di sostanze stupefacenti.
Significativo anche l’impatto dei sequestri di armi e munizionamento sul territorio, spesso connessi al recupero di materiali bellici o da cava, illegalmente detenuti da soggetti sul territorio.
Complessivamente nel 2023 sono stati sequestrati 13 fucili da caccia, 2 pistole, 21 bombe da mortaio, 92 bombe a mano e quasi 4 chilogrammi di esplosivi in genere. Si ricorderà, in particolare, l’operazione condotta dai Carabinieri di Feltre nel marzo 2023, con il sequestro di un ingente quantitativo di esplosivo e detonatori rinvenuto in una abitazione e il conseguente arresto dei due responsabili.
I Carabinieri hanno, poi, affrontato con grande determinazione i cosiddetti “reati di genere”, ampia categoria che comprende tutte quelle forme di violenza fisica o psicologica nei confronti di soggetti “deboli”. I dati 2023 danno un quadro della situazione: sono stati complessivamente 190 i reati perseguiti, di cui 29 le presunte violenze sessuali trattate, 125 i casi di maltrattamenti familiari e 36 quelli di atti persecutori altrimenti definiti “stalking”. 9 le misure cautelari in carcere, 86 le denunce a piede libero, 11 misure degli arresti domiciliari, 17 i divieti di avvicinamento e 14 gli allontanamenti dalla casa familiare, con un incremento di circa il 10% degli indici rispetto all’anno precedente. La
delicata attività di contrasto è stata effettuata anche attraverso le cosiddette audizioni protette che nel 2023 sono state 128. La rete di contrasto al fenomeno si innesta su un Nucleo specializzato di operatori del Nucleo Investigativo provinciale, cui fanno riferimento i referenti areali presenti in ciascuna Stazione dei Carabinieri, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria.
Nell’ambito delle iniziative di prevenzione e supporto al contrasto, va certamente ricordata la realizzazione della 2^ “stanza tutta per sé” realizzata in provincia dall’Arma, presso la compagnia di Feltre, grazie alla preziosa collaborazione del Club di Belluno-Feltre di Soroptimist International.
Parte integrante del dispositivo di vigilanza e sicurezza del territorio è anche il servizio di vigilanza e soccorso sulle piste, svolto dai Carabinieri Sciatori in 8 comprensori sciistici della provincia; nella stagione invernale 2023/2024 sono stati impiegati i Carabinieri sciatori e specializzati nel soccorso piste, per un totale di 955 servizi. Sono stati 1013 gli interventi per soccorso agli infortunati, con un incremento del 17% rispetto alla precedente stagione sciistica.
Sotto l’aspetto preventivo, l’Arma ha fornito il proprio contributo alla sensibilizzazione dei giovani su tematiche quali il bullismo, i pericoli del web e nell’utilizzo dei social network, la sicurezza stradale e sugli stupefacenti, attraverso numerose conferenze tenute nelle scuole primarie e secondarie della provincia nell’ambito dei progetti di educazione alla legalità: 51 gli istituti scolastici coinvolti, circa 3100 studenti partecipanti. Particolarmente proficui si sono rivelati anche gli incontri sul tema delle truffe con la popolazione anziana, in sinergia con AUSER, APPIA-CNA e molte amministrazioni comunali, che hanno visto coinvolti 21 Circoli Anziani, 2 Università per gli Anziani, circa 1000 anziani incontrati e distribuite oltre 1200 brochure informative realizzate dall’Arma con consigli per la sensibilizzazione sul fenomeno delle cosiddette “truffe agli anziani”.
Da segnalare anche i qualificati interventi operati dal militare Negoziatore del Comando Provinciale di Belluno. Si tratta di personale altamente qualificato e specificamente formato per la risoluzione di situazioni di crisi (intenzioni suicidarie, barricamenti domestici da parte di persone in difficoltà, gestione di soggetti psichiatrici o soggetti pericolosi) che, affiancato da un team di supporto di Carabinieri, è capace di operare in modo sinergico sull’intero territorio provinciale. Nel 2023 sono stati 10 i casi di intervento del Negoziatore dei Carabinieri (connessi soprattutto a tentativi di suicidio), tutti conclusisi con successo.
Alcune operazioni, eseguite da giugno 2023 a maggio 2024, vanno ricordate in particolare:
– l’arresto di un soggetto accusato di tentato omicidio a Belluno, da parte di 4 Carabinieri che, liberi dal servizio, avvedendosi di una lite in atto nel centro cittadino, in orario notturno, intervenivano prontamente per soccorrere la vittima e bloccare l’autore del reato;
– le attività antidroga compiute nel territorio di Pieve di Cadore e Calalzo di Cadore, ove a seguito di attività investigativa, la locale Stazione traeva in arresto, in più tempi, due soggetti per detenzione ai fini di spaccio, col sequestro di oltre 550 gr. di hashish e oltre 6500 euro ritenuti provento dell’attività illecita;
– l’attività investigativa condotta a seguito del terribile investimento che, a Santo Stefano di Cadore, ha visto il decesso di un bambino di 2 anni, del padre e della nonna. Le attività investigative immediatamente condotte sul posto hanno consentito dapprima il fermo dell’indiziata di delitto e successivamente, anche attraverso minuziose operazioni di ricostruzione della dinamica dell’evento, l’applicazione delle misure cautelari;
– le attività di contrasto al fenomeno della violenza di genere e l’arresto in Feltre di un uomo ritenuto responsabile di maltrattamenti continuati e aggravati nei confronti della moglie e dei 4 figli minori;
– l’arresto dell’autore di una rapina commessa in danno di un minore in Feltre, con l’identificazione e il deferimento dei complici minorenni, che identificati nonostante il loro rapido allontanamento dall’area, venivano sottoposti a perquisizione che consentiva il recupero di parte della refurtiva;
– l’arresto per estorsione di un minore, nei confronti di un coetaneo, in Pieve di Cadore, per un presunto debito derivante dalla compravendita di stupefacenti;
– il sequestro di stupefacenti da parte dei Carabinieri di Cortina, che ha portato complessivamente al rinvenimento di più dosi di cocaina, ketamina, hashish, funghi allucinogeni e cocaina, consentendo il deferimento del detentore all’Autorità Giudiziaria;
– l’arresto di un soggetto a Belluno e il deferimento a piede libero dei tre complici, individuati dopo un furto con scasso operato in danno di private abitazioni.
I CARABINIERI PREMIATI
Ecco i nomi dei Carabinieri che sono stati premiati durante la cerimonia della Festa dell’Arma dei Carabinieri 2024.
Encomio del Comandante della Legione Carabinieri Veneto, concesso al Car.Sc. Arianna
MANFROI e ai Carabinieri Stefano ANDREATA e Tiziano PISANO’, in servizio alla Stazione
Carabinieri di Cortina d’Ampezzo “Addetti a Stazione Capoluogo, dando prova di spiccata iniziativa ed elevata professionalità, intervenivano in soccorso di un uomo colto da improvviso, grave malore durante una manifestazione sportiva, praticandogli appropriate manovre di rianimazione fino all’arrivo del personale medico, scongiurando così irreparabili conseguenze” Cortina d’Ampezzo, 2 luglio 2023
Encomio del Comandante della Regione Carabinieri Forestali Veneto, concesso al Maresciallo
Maggiore, ora in congedo, Lorenzo PEGREFFI, al Maresciallo Ordinario Michele
SOFFIATTI, all’Appuntato Francesca COLLOI e al Car. Sc. Nicholas BOLZAN, in servizio al
Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Belluno e al Nucleo
Forestale di Puos d’Alpago “Comandante di Nucleo Forestale e addetti al Nucleo Investigativo provinciale, con spiccata capacità organizzativa ed elevata professionalità, conducevano una complessa attività info-investigativa, che consentiva di deferire all’Autorità Giudiziaria un sodalizio criminale dedito al traffico illecito di rifiuti
in molteplici regioni d’Italia e all’emissione di false fatturazioni. L’operazione si concludeva con l’arresto di 14 persone e il deferimento di altre 10, nonché il sequestro preventivo di beni per il valore di circa 5 milioni di euro” Territorio nazionale, novembre 2018-settembre 2021 Elogio concesso ai Carabinieri Marco ARAMU, Jury AMENDOLA, Francesco ARENA e
Giuseppe CALABRO’, in servizio alle Stazioni Carabinieri di Belluno e Longarone “Militari addetti a Stazioni provinciali, mentre si trovavano, liberi dal servizio, nel centro cittadino di
Belluno, si avvedevano di una lite in corso tra due uomini all’esterno di un locale pubblico, che degenerava rapidamente nell’accoltellamento della vittima. Con estrema reattività ed elevata professionalità, intervenivano prontamente per soccorrere il ferito, allertando i soccorsi sanitari, fermare il responsabile e recuperare l’arma da taglio, frattanto occultata dall’aggressore. L’operazione si concludeva con l’arresto dell’uomo, il sequestro dell’arma e la raccolta di fonti di prova che, in sede di processo, consentivano la condanna dell’imputato per il reato di tentato omicidio”.
Belluno, 18 giugno 2023
Elogio di Reparto concesso alla Stazione Carabinieri di Longarone
“Comandante e militari addetti a Stazione distaccata, con corale sforzo, svolgevano prolungate e complesse attività investigative, a seguito del decesso, per intossicazione acuta, di un bambino di pochi anni. All’esito, riuscivano a raccogliere fondamentali elementi di prova a carico del responsabile e a fornire un ampio quanto determinante quadro di elementi di valutazione all’Autorità Giudiziaria per l’esercizio dell’azione penale”.
Longarone, luglio 2022-agosto 2023 Elogio concesso al Lgt. CS Massimo CALTANA, Comandante della Stazione di Pieve di Cadore “Comandante di Stazione distaccata, esperto e affidabile, ha operato con infaticabile, elevatissimo impegno in favore delle sue comunità, che in lui ripongono sincera stima e incondizionata fiducia.
Caratterizzato da un profondo attaccamento all’Istituzione, che traspare anche nella assoluta passione, serenità ed equilibrio con cui interpreta il proprio ruolo, si distingue per la preziosa, paterna cura verso i suoi militari, che in lui riconoscono un saldo punto di riferimento e una guida. Sempre pronto a rispondere efficacemente alle istanze della collettività, ha dimostrato spiccate qualità professionali anche quale esperto Ufficiale di Polizia Giudiziaria, coordinando e conducendo personalmente le più complesse attività, in particolare nel contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti nel suo
territorio”.
Pieve di Cadore, Valle di Cadore, Cibiana di Cadore, Calalzo di Cadore, Perarolo di Cadore, giugno 2023-giugno 2024
Elogio concesso al Lgt. DAL MAS Filippo Ugo, Comandante della Stazione di Santa Giustina
Bellunese “Comandante di Stazione distaccata, dinamico e proattivo, ha operato con costante, elevatissimo impegno in favore delle sue comunità, riscuotendo l’unanime apprezzamento di cittadini e Amministrazioni locali. Caratterizzato da un vivissimo attaccamento all’Istituzione, che riesce a trasfondere, con entusiasmo, ai giovani militari a lui affidati, che ne riconoscono le qualità di Comandante credibile e affidabile, si è distinto per la sua solerte ed efficace risposta istituzionale, sia nelle attività preventive che repressive, seguendo personalmente i più delicati casi di violenza di
genere, emergendo quale Ufficiale di Polizia Giudiziaria pronto, capace e scrupoloso, riscuotendo l’apprezzamento dell’Autorità Giudiziaria”.
Santa Giustina Bellunese, Cesiomaggiore e San Gregorio nelle Alpi, giugno 2023-giugno 2024
Elogio di Reparto concesso all’Aliquota Operativa della Compagnia di Feltre
“Comandante e addetti a Nucleo Operativo, con encomiabile impegno ed elevata professionalità, conducevano complesse attività investigative volte all’identificazione degli autori di una rapina in danno di minori commessa nel centro cittadino di Feltre. All’esito delle indagini, identificavano e deferivano all’Autorità Giudiziaria i quattro responsabili, tutti residenti in altra provincia, recuperando la refurtiva che veniva restituita al legittimo proprietario. L’operazione riscuoteva il plauso della popolazione e delle autorità locali”.
Feltre, settembre-novembre 2023 Elogio di Reparto, quale prima attestazione di merito, concessa al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Belluno e alla Stazione Carabinieri di Santo Stefano di Cadore.
“Addetti a Nucleo Investigativo provinciale e Stazione distaccata, con elevata prontezza e spiccata professionalità, intervenivano in occasione di un gravissimo incidente occorso in Santo Stefano di Cadore, nel quale perdevano la vita tre persone, tra cui un bambino, e altre rimanevano ferite. Con uno sforzo corale, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, raccoglievano indispensabili elementi di prova che consentivano dapprima l’arresto della persona responsabile e, poi, attraverso puntuali attività investigative, la conferma delle misure cautelari applicate.” Santo Stefano di Cadore, 6 luglio 2023
ULTERIORI RICONOSCIMENTI
Per l’impegno profuso dalle Sezioni Provinciali dell’Associazione Nazionale Carabinieri, il
Comandante Provinciale ha inteso consegnare al Presidente della Sezione di Belluno, in
rappresentanza di tutta l’articolazione provinciale. L’attestato è stato consegnato da Monsignor Attilio Zanderigo, parroco della Cattedrale, che lo scorso novembre, nel corso della celebrazione per la patrona dell’Arma, da lui officiata, aveva ricevuto le insegne dell’Associazione dei Carabinieri, in segno di stima e riconoscenza.
Attestato di Merito concesso alle Sezioni Provinciali dell’Associazione Nazionale Carabinieri
“Sempre presenti sul territorio a supporto delle Istituzioni, Amministrazioni provinciali e locali, così come dell’Arma territoriale, per il concorso nei servizi di protezione civile, manifestazioni, eventi e cerimonie militari. Con grande impegno e dedizione, rappresentano la continuità dei Valori e la tradizionale generosità del Carabiniere, che rende onore agli Alamari indossati per anni, anche quando smette il servizio attivo. La preziosa opera svolta dalle Sezioni tutte dell’Associazione Nazionale Carabinieri, riscuote sempre il plauso della cittadinanza e accresce la stima e il prestigio dell’Istituzione nella provincia di Belluno”.
Belluno, giugno 2023-giugno 2024
NON TUTTI SANNO CHE…PILLOLE Di CARABINIERI
Oltre il 75% dei Carabinieri, a livello nazionale, è impiegato nell’Arma territoriale, ovvero in quei Reparti che sono responsabili del controllo del territorio attraverso le diverse articolazioni. Sono 4574 le Stazioni dei Carabinieri diffuse su tutto il territorio nazionale, vera “spina dorsale” che innerva la Penisola, assicurando una capillare presenza sino nelle più piccole comunità. A queste, si affiancano le oltre 65 Tenenze, 531 Compagnie, 15 Gruppi e 103 Comandi Provinciali, nell’ambito di una molecolare quanto complessa ma sinergica struttura di sicurezza che integra l’esperienza maturata dai singoli nella capacità di rispondere, come sistema unitario, ai fabbisogni della popolazione.
L’Arma territoriale è affiancata e supportata dai diversi Reparti Mobili e Speciali dei Carabinieri, che sviluppano specifiche competenze e capacità. Un esempio, nella provincia. è rappresento non solo dal 14° Nucleo Elicotteri di Belluno, ma anche dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Belluno.
L’Arma dei Carabinieri, quale Forza Armata in servizio permanente di Pubblica Sicurezza, a
vocazione territoriale e con proiezione internazionale, partecipa attivamente alle Missioni
Internazionali della Difesa, garantendo assetti di Polizia Militare e di Polizia di Stabilità, con compiti di rinforzo o sostituzione delle forze di polizia di Paesi in crisi così come di ricostruzione degli apparati di sicurezza attraverso attività di mentoring o advising, anche di livello strategico. Sono più di 1000 i Carabinieri impiegati nei diversi quadranti del globo, nell’ambito di missioni della NATO, delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e, in ciascuna di esse, l’Arma offre il suo prezioso contributo quale Forza di Polizia e, al contempo, Forza Armata. L’Arma ha peraltro costituito in Italia, a Vicenza, un Centro di Eccellenza per la Polizia di Stabilità (COESPU) in favore delle Nazioni
Unite, e dirige il Centro NATO per la Polizia di Stabilità (NATO SP COE). Anche militari della
provincia di Belluno concorrono alle operazioni internazionali, venendo impiegati proprio per
l’esperienza che matura un Carabiniere sul territorio e che è capace di trasfondere a colleghi di diversi Paesi, nel corso della missione: uno strumento efficace per migliorare la stabilità dei Paesi ospitanti e, al contempo, di garantire una maggiore sicurezza all’Italia.
Il Negoziatore è una figura molto importante nell’organizzazione territoriale dei Carabinieri, istituita sin dal 2010. È un professionista specializzato nella risoluzione di complesse situazioni di crisi, che vanno dai tentativi di suicidio alle ipotesi più complesse di barricamento di criminali. Il suo intervento è finalizzato a far desistere il soggetto in crisi dai suoi intenti, salvando vite e evitando che la situazione diventi più rischiosa per tutti. Le sue armi migliori sono il dialogo e l’empatia, e ha dovuto superare prove selettive molto dure per acquisire la sua qualifica. Il Negoziatore del Comando Provinciale di Belluno è intervenuto in numerosi casi nel corso dell’anno, tutti connessi a ipotesi di suicidio. Solo 3 nell’ultimo mese. Il suo intervento è stato determinante per convincere le persone, in
un momento di difficoltà, a farsi aiutare, quando tutto sembrava per loro impossibile. Un altro tassello importante dell’essere Carabiniere.
La difesa dell’Ambiente è sempre stata del DNA dell’Arma dei Carabinieri, ma con l’unificazione del 2017 del Corpo Forestale dello Stato, questa capacità si è assolutamente amplificata.
L’integrazione funzionale delle capacità dei colleghi Forestali, ha consentito una capacità di risposta globale ai fenomeni in danno del patrimonio ambientale e paesaggistico, consentendo, peraltro, di “esportare” anche questa peculiarità italiana nel contesto internazionale. Molti sono infatti i progetti di cooperazione internazionale che si sono sviluppati nel tempo, a favore di Parchi, Riserve Naturali e dei Ranger che vi sono impiegati contro il bracconaggio. Per ultimo, a Sabaudia, l’Arma dei Carabinieri ha creato un Centro di Eccellenza Internazionale per l’ambiente e la cura del territorio, avviando una sinergia con le Nazioni Unite. E anche in questo settore, la provincia di Belluno può dirsi presente, anzi, in modo peculiare sul territorio provinciale, sono presenti tutte e tre le componenti
dell’Arma Forestale: il Reparto Carabinieri Biodiversità, il gruppo Carabinieri Forestali e il Reparto Parco Nazionale “Dolomiti Bellunesi”.
Il Reparto Carabinieri Biodiversità di Belluno è preposto alla tutela e salvaguardia di dieci Riserve naturali dello Stato, delle quali otto (Monti del Sole, Piani Eterni, Monte Pavione, Piazza del Diavolo, Schiara Occidentale, Valle Imperina, Valle Scura, Vette Feltrine) all’interno del territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e due, il Vincheto di Celarda e la Riserva Naturale di Monte Faverghera, con all’interno Giardino botanico delle Alpi Orientali (che ospita più di 800 specie floristiche), fuori dal perimetro dello stesso.
La loro gestione impegna tutte le professionalità del Reparto con attività di studio, ricerca e
monitoraggio (raccolta, lavorazione e conservazione di sementi di specie vegetali arbustive e arboree, monitoraggi faunistici, reintroduzione di specie e ripristino di habitat degradati), oltre a interventi di manutenzione e miglioria.
Il Reparto gestisce inoltre il CSE (Centro di Selezione Equestre) di Salet, dove nascono, vengono cresciuti e domati i cavalli di razza maremmana e il Centro Ippico di Nemeggio dove i cavalli ormai addestrati vengono montati dal personale specializzato per svolgere i servizi di controllo del territorio (anche per il Reggimento Carabinieri a Cavallo), di rappresentanza (per i Corazzieri del Quirinale) e di interventi assistiti con gli animali (Ippoterapia), realizzati con il supporto e l’affiancamento di medici e specialisti.
All’interno della Riserva del Vincheto di Celarda sono gestiti dal personale del Reparto sia il Centro territoriale di accoglienza per gli animali (rapaci e ungulati) confiscati dall’Arma che l’impianto di riproduzione e allevamento della trota marmorata, specie a forte rischio di estinzione.
Grandissimo è inoltre l’impegno del Reparto Biodiversità di Belluno nell’attività di divulgazione ambientale ed educazione alla legalità in favore dei cittadini, delle scuole, dei gruppi e delle associazioni, anche con la partecipazione ad attività e eventi di sensibilizzazione tematici come “La natura non va in vacanza” e “WWF Urban Nature”.
Non da ultimo è lo spazio dedicato alla formazione specifica di studenti Universitari che vengono affiancati e seguiti dal personale specializzato nell’attività di ricerca e di studio e nello svolgimento di stage e tirocini.
Il Gruppo Carabinieri Forestale di Belluno si occupa della vigilanza sulle aree rurali e montane del territorio, operando spesso a piedi, anche in zone remote, lontane da centri abitati e strade per vigilare su tutte le norme a tutela del territorio e dell’ambiente, sul rispetto della flora, della fauna e degli ecosistemi tutelati, ma anche sulla corretta gestione dei rifiuti e degli scarichi sui corsi d’acqua, fino all’edilizia, con particolare riguardo ai beni paesaggistici.
In inverno, i militari specializzati del Servizio MeteMont monitorano quotidianamente le condizioni del manto nevoso, anche in alta montagna, emettendo ogni giorno il bollettino di pericolo valanghe.
Il Reparto Parco Nazionale “Dolomiti Bellunesi” è impegnato nel monitoraggio, tutela e vigilanza delle aree protette nazionali. Oltre a garantire il rispetto delle norme generali a tutela del territorio, curano anche il rispetto dei regolamenti del Parco. In stretta collaborazione con l’Ente Parco, sono anche impegnati in molti progetti di monitoraggio floristico e faunistico sulle specie di maggior valore, fornendo sempre migliori conoscenze sulle risorse naturali protette oggetto della tutela. Tutti i Carabinieri Forestali, nei periodi di maggior frequentazione turistica, presidiano i siti ecologicamente più vulnerabili, per difenderli, ma anche per favorirne la conoscenza.
Il Centro di Addestramento Alpino di Auronzo di Cadore è un distaccamento del Comando che ha base a Selva di Val Gardena. Il Distaccamento di Auronzo si occupa di assicurare l’addestramento dei militari dell’Arma nelle diverse specialità che attengono il servizio montano, dallo sviluppo di corsi di sci a quelli per rocciatori, soccorritori e per il servizio Metemont per il monitoraggio del manto nevoso con funzione di prevenzione sulle valanghe. Tra gli istruttori del Centro vi sono atleti nazionali di prim’ordine nelle diverse discipline sportive. I tre militari schierati durante la cerimonia, ad esempio, hanno raggiunto il podio di molte gare internazionali:
– App.Sc. GILLARDUZZI Jessica, è una bobbista (pilota) italiana di Cortina d’Ampezzo. Ha
partecipato a tre Olimpiadi invernali: Salt Lake City, anno 2002; Torino, anno 2006, giungendo 12^ nel bob a due in coppia con Fabiana Mollica; Vancouver, anno 2010. Mondiali Juniores, argento, Germania, anno 2005. Coppa del Mondo e Campionati Europei, Cortina (BL), Bronzo, anno 2007;
– App.Sc. Q.S. SCHRANZHOFER Oswald, atleta azzurro dello sci alpino, specialità discesa
libera, ha partecipato a numerose gare della Coppa del Mondo a partire dal 1992 ed è ancora ricordato perché detiene il record del salto più lungo sulla pista di discesa libera di Kitzbuhel:
87 metri di salto. Ex coach del gruppo sportivo della forestale. Attuale istruttore militare di sci alpino;
– App.Sc. Q.S. DE MATTIA Ernesto, atleta azzurro dello sci alpino, specialità discesa libera.
Discesista puro originario di Cortina d’Ampezzo, De Mattia debuttò in campo internazionale in occasione dei Mondiali Juniores di Zinal 1990; l’anno dopo, nella rassegna iridata giovanile di Geilo/Hemsedal 1991, vinse la medaglia d’argento. In Coppa del Mondo ottenne il primo piazzamento il 23 gennaio 1993 a Veysonnaz, conquistò il miglior risultato il 29 gennaio 1994 a Chamonix e prese per l’ultima volta il via il 17 dicembre successivo a Val-d’Isere. Si ritirò durante quella stessa stagione 1994-1995 e la sua ultima gara fu uno slalom gigante FIS disputato il 13 gennaio a Courmayeur. Medaglia di argento, campionati italiani, discesa libera, anno 1994.
Ex coach del gruppo sportivo della forestale. Attuale istruttore militare di sci alpino.
