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Il convegno. Nel Bellunese la disparità retributiva di genere a quota 27%

Oggi a Villa Patt di Sedico il convegno “Equamente al lavoro – Azioni per cambiare prospettiva e costruire il futuro” porta la campagna della Regione del Veneto per la parità retributiva ad analizzare numeri e storie del territorio

Belluno, 8 marzo 2024  –  Disparità retributiva di genere a quota 27% nel bellunese e più evidente nei ruoli apicali: il gap tra lavoratori e lavoratrici si attesta all’ 11% tra gli operai, al 20% tra gli impiegati e ben al 32% tra i dirigenti.

E’ questo il dato allarmante che emerge nell’analisi dei dati e che è al centro del convegno che si è svolto questa mattina a Villa Patt di Sedico, che rientra tra le iniziative di Equamente al Lavoro, campagna della Regione del Veneto in collaborazione con Veneto Lavoro per la promozione della parità retributiva. Organizzato grazie al supporto della Consigliera di Parità di Belluno e con il Patrocinio della Provincia di Belluno e del Comune di Belluno, l’incontro rappresenta la quinta tappa di una serie di incontri, uno per provincia del territorio regionale veneto, che sono in programma fino a giugno 2024. Obiettivo delle numerose iniziative la riflessione e, soprattutto, la promozione della parità retributiva tra uomo e donna come previsto dalla Legge Regionale 3 “Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra donne e uomini e il sostegno all’occupazione femminile stabile e di qualità”, approvata dal Consiglio Regionale del Veneto il 15 febbraio 2022.

 

I DATI SUL GAP OCCUPAZIONALE e RETRIBUTIVO a Belluno

Dal 2019 al 2022 la differenza tra il tasso di occupazione maschile e il tasso di occupazione femminile si è ridotta in Veneto passando dal 17,0 punti a 15,9 punti, mentre in Italia è aumentata da 17,8 punti a 18,1 punti. Ma a una parità di crescita del numero di donne occupate non corrisponde una parità di crescita anche della retribuzione: a pesare sul valore del gender pay gap è infatti il fattore “tempo” di lavoro, quindi in primis il part time: se si considerano le assunzioni a tempo indeterminato/determinato nella provincia di Belluno si registra uno squilibrio evidente a sfavore delle donne. Le assunzioni di uomini con orario full time sono in numero maggiore di quelle di donne. Viceversa, le assunzioni di donne con orario part time sono in numero maggiore di quelle di uomini. Questo squilibrio si registra per entrambe le tipologie contrattuali (tempo determinato e tempo indeterminato.) e in entrambi gli anni considerati.

Nel 2022, tra le assunzioni femminili con contratto a tempo indeterminato, il 35% sono part time, mentre tra quelle maschili solo l’11%. Questo dato inevitabilmente influisce sulle retribuzioni: nel 2022 si registra una differenza di genere nella retribuzione media annua del 27% (“Totale”). Tale squilibrio è dovuto solo in parte alla maggior presenza di contratti part time tra le lavoratrici. Infatti, tra le lavoratrici e i lavoratori full time (“Assenza di part time nell’anno”) persiste una differenza del 16% nella retribuzione media annua (5.477 €). La disparità nella retribuzione basata sul genere permane anche stratificando per qualifica ed è più marcata tra lavoratrici e lavoratori qualificati come “dirigenti” (32%). Seguono “impiegati” (20%), “quadri” (16%) e “operai” (11%).

All’incontro è intervenuta con un contributo video Elena Donazzan – Assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Pari opportunità Regione del Veneto, confermando l’impegno della Regione del Veneto sul tema attraverso numerose iniziative.

Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, ha dichiarato: «La parità di genere è tema di stretta attualità e non può prescindere dal raggiungimento della parità sul lavoro e in ambito salariale. Un percorso che parte da una rivoluzione culturale e che ci deve vedere tutti fare la nostra parte, istituzioni in primis. Ringrazio la mia consigliera di Parità Flavia Monego perché in questo compito specifico mette in campo una forza e una determinazione senza pari».

Tra i numerosi interventi in programma particolarmente significativi sono stati quelli di alcune studentesse del Liceo Renier di Belluno che hanno espresso, con grande maturità, la loro personale opinione sul ruolo dell’occupazione delle donne e alcune riflessioni sul peso delle competenze al di là del genere, sull’influenza dei pregiudizi e dell’educazione di genere fin dai primi anni di vita.

Flavia Monego – Consigliera di Parità Provincia di Belluno ha aggiunto: “La figura della Consigliera di Parità è stata istituita in Italia nel 1991: anche sul territorio bellunese sono anni che lavoriamo nella costruzione di una solida rete di relazioni con le istituzioni di diverso livello e settore. In particolare il dialogo e il confronto con le parti sociali hanno portato alla nascita del Protocollo d’Intesa con tutte sigle sindacali per la diffusione della parità di genere nel mondo del lavoro. A livello territoriale, abbiamo attuato con il Prefetto un rete di contrasto alla violenza contro le donne; collaboriamo inoltre con gli istituti scolastici del territorio in diverse attività di sensibiliaazione, così come verso l’opinione pubblica con l’orgnizzazione di convegni, seminari e mostre. Riteniamo infatti che si possa iniziare a parlare di parità retributiva solo se vengono rimossi gli stereotipi di genere: il cambiamento alla base deve essere culturale e di mentalità”.

Sono intervenuti anche: Monia Barazzuol – Veneto Lavoro; Lucia Pellegrini – Presidente CPO Ordine Avvocati Belluno; Ivan Borsato – Avvocato Giuslavorista – Foro di Belluno; Davide Venturi – Direttore Ispettorato Territoriale del Lavoro; Lara Bortot – Presidente Ordine Consulenti del Lavoro Belluno; Denise Casanova – Rappresentante delle OO.SS. CGIL, CISL, UIL; Barbara Barbon – Presidente Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA Treviso-Belluno; Flavio Mares – Delegato al Sociale Confindustria Belluno Dolomiti; Francesca Bona – Socia – amministratore unico Dolomiti Strade; Claudia Scarzanella – Presidente Confartigianato Imprese Belluno; Luigi Rampino – HR Director Unifarco; Michele Dal Farra – Presidente Metàlogos, Progetto PARI “Disruption”; Patrizia Loiola – Forcoop C.O.R.A., Progetto PARI “FemFactor Dolomiti”; Violetta Anesin e Marta Piazza – Dirigente Scolastica e Prof.ssa Istituto “G. Renier” Belluno

I prossimi convegni della campagna saranno a Treviso il 17 aprile, a Verona il 10 maggio e a Venezia il 13 giugno.

 

LA CAMPAGNA DELLA REGIONE VENETO PER LA PARITA’ RETRIBUTIVA

La campagna Equamente al Lavoro consiste in una serie di eventi sul territorio con associazioni di categoria, professionisti, imprese e iniziative nelle scuole realizzati in collaborazione con le Consigliere di Parità provinciali e l’Ispettorato Interregionale del Lavoro Area Nord-Est per promuovere una riflessione sul tema della parità nei luoghi di lavoro, dare risalto alle disparità salariali e alle buone pratiche che contrastano tale fenomeno, coinvolgendo studiosi ed esperti della materia e gli stakeholder del territorio. Parallelamente verrà portata avanti un’attività di sensibilizzazione sull’importanza della parità retributiva rivolta agli studenti delle Scuole secondarie di secondo grado e delle Università del Veneto. Sono previste attività di sensibilizzazione verso aziende, istituzioni e parti sociali, nonché attività di formazione specialistica per la diffusione del sistema. Inoltre Veneto Lavoro, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università degli Studi di Padova, porterà avanti uno studio per approfondire il tema della parità di genere e, in particolare, il divario occupazionale e