Prosegue la collana di sangue di femminicidi del secolo scorso ricostruiti, attraverso gli atti processuali dell’Archivio di Stato di Venezia, da Roberto De Nart. Uscirà per l’estate, infatti, l’ultimo suo lavoro dal titolo “Assassinio sulla riva destra del Brenta”. Una vicenda accaduta nel 1926 dove l’omicida è un bellunese dalle molteplici identità, un camaleonte che vive di espedienti.
Questo libro è il sesto dei casi trattati dal giornalista bellunese, iniziati nel 2018 con “I soldi della contessa, la scomoda vicenda dell’uccisione a guerra finita di Marta Kusch a Pedavena nel 1945. Seguito nel 2019 da “Il delitto Cimetta” un caso giuridicamente complesso con 4 processi e altrettanti ricorsi in Cassazione, dove la vittima è la titolare del Caffè Vittoria di Belluno, uccisa a Venezia nel 1947 e affondata in una valigia nella laguna. Nel 2020 “Il delitto di Busto Arsizio” che racconta la tragica vicenda della giovane Silvia Da Pont di Cesiomaggiore, narcotizzata e fatta morire lentamente da Carlo Candiani nel 1951. Un caso che mancava nella letteratura criminale e di cui scrissero le grandi firme del Corriere della Sera da Dino Buzzati a Egisto Corradi a Mario Cervi. Nel 2023 esce “L’inquietante morte di Lea Luzzatto” sull’uccisione della giovane professoressa. Il fatto accadde a Belluno in via Feltre nel 1946. Seguì un processo zoppicante, che non riuscì ad assicurare alla giustizia il colpevole. Sempre nel 2023, a 90 anni dai fatti, la pubblicazione de “L’omicidio di Emma Canton”, la sfortunata 22enne di S. Antonio Tortal, incinta di due mesi, vittima del suo ex fidanzato. Questa volta l’assassino sarà condannato all’ergastolo dopo delle indagini esemplari e un processo lampo.


