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Palazzo Secco totalizza 1100 visitatori in quattro mesi dall’apertura

Maschere della collezione Gianluigi Secco – Museo di maschere Dolomitiche di Borgo Piave (Belluno)
Palazzo Secco inaugurazione Museo delle Maschere dolomitiche

Belluno, 13 febbraio 2024 – Oggi, martedì grasso, è anche la ricorrenza di 4 mesi di apertura di Palazzo Secco – Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco a Borgo Piave.

Il polo culturale nella città capoluogo è nato esponendo in maniera stabile parte della collezione che Gianni Secco raccolse da fine anni ’80 e che diventò una mostra itinerante dal 1988 al 2019 toccando città d’Italia e d’Europa, Ungheria, Romania, Repubblica Ceca, Croazia.

Un’iniziativa creata dall’associazione Borgo Piave ETC aps che da quasi 3 anni e mezzo promuove e valorizza il quartiere sud del centro storico di Belluno principalmente attraverso eventi, turismo e cultura e da ottobre 2023 anche con questo enorme patrimonio storico culturale ospitato in Riva San Nicolò 66.

Antonio Gheno

“Volendo fare un primo bilancio – dichiara Antonio Gheno presidente Borgo Piave ETC aps – direi che il risultato è molto positivo perché, aprendo solo le domeniche dalle 11 alle 12 e dalle 14.30 alle 16, abbiamo già avuto quasi 1100 visitatori tra l’altro provenienti da diverse parti d’Italia (Milano, Biella, Brescia, Bergamo, Bolzano, Modena, Parma, Firenze, Roma, Napoli) , d’Europa (Spagna, Inghilterra) e America”.

“Con l’arrivo del carnevale – prosegue il presidente Gheno – sono arrivate anche le scuole come le medie “Ricci” accompagnate dall’artista Marta Farina, le scuole elementari di Mur di Cadola con la maestra Carla Reolon, la scuola elementare di Badilet con le maestre Balcon Roberta e Burigo Anna, e vogliamo ringraziare le maestre De Francesch Sara e Troi Enrica per aver fatto nella classe quinta con gli alunni un grande lavoro di approfondimento sui nostri carnevali storici dolomitici per poi spiegarli, vestiti con le maschere storiche che si sono creati in casa (Matazin, Matazera, Ròllate, Gnaga, Zinghenesta, Ber, Serafic, Roncel…), ai loro compagni della classe quarta.

Una sorpresa che non ci aspettavamo e che ci ha reso molto contenti ed orgogliosi nel vedere che un lavoro di allestimento durato per noi mesi e derivante da una lavoro di anni di Gianni Secco ha un seguito anche nelle nuove generazioni che con passione colgono la vera essenza che accompagna le nostre comunità dolomitiche.

Riscontri molto positivi ci sono arrivati anche dai visitatori della mostra che abbiamo allestito sui carnevali storici di ieri (con pannelli di Gianni Secco sui carnevali dal 1913 al 1974) e sulla mostra dei carnevali storici di oggi, con foto di Stefano Dal Molin, Walter Pizzin ed Elisa Senai, che abbiamo prorogato anche per sabato 17 e domenica 18 febbraio dalle 11 alle 12 e dalle 14.30 alle 16; fotografie che si trovano anche nel nuovo numero di Zatèr mag che abbiamo voluto dedicare ai carnevali dolomitici parlando di quelli dell’Agordino, Fornesighe di Zoldo, Comelico e Sappada luoghi dove tutt’ora si fanno queste mascherate nel periodo tra l’epifania e la quaresima.

La nostra volontà, ricambiata dalle realtà del territorio con nel quali abbiamo già avuto modo di confrontarci, è quella di fare o riattivare la rete di collaborazioni che ha già portato ad esempio l’Arca dei Volti a fare un laboratorio di scultura di volti lignei nell’androne di Palazzo Secco a novembre e che adesso ha una mostra, dall’11 al 25 febbraio a Palazzo delle Contesse a Mel di Borgo Valbelluna, che vede anche la presenza di due manichini del nostro museo (non doppioni dei nostri) come ambasciatori che promuovono il museo a Mel.

Palazzo Secco non diventerà un museo statico e polveroso – conclude Gheno – ma già nei prossimi mesi sono previste modifiche e migliorie . E come diceva Gianni Secco: “Andé a véder tosàt, svejeve, moveve! Verzeve al mondo!”.

 

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