
Le stanze panoramiche in montagna, previste dalle “Modifiche alla Legge regionale numero 11 del 14 giugno 2013, “Sviluppo e sostenibilità del Turismo Veneto”, il cui testo viene discusso oggi in Consiglio regionale, rappresentano proprio l’esatto contrario di uno sviluppo sostenibile in alta quota. “Ovvero la montagna usa e getta – sottolinea il consigliere regionale Arturo Lorenzoni – Con questa nuova norma, giustamente osteggiata dal CAI e dalle associazioni ambientaliste, viene autorizzato un turismo di lusso che niente ha a che vedere coi valori fondanti le Terre Alte quali la lentezza e, soprattutto, il rispetto dell’ambiente circostante. In ultima analisi, rischia di passare il concetto che l’uomo è padrone della montagna stessa e che lì può farci quel che meglio crede, senza alcun riguardo”. Nello specifico, l’amministrazione regionale intende autorizzare la costruzione, sopra i 1.600 metri, di strutture per due persone, dove per passare una notte bisognerà sborsare centinaia di euro (la legge permette l’edificazione di due stanze panoramiche per ogni Comune). “Ciò che più mi colpisce – aggiunge Lorenzoni – è che sarà possibile realizzare soltanto stanze panoramiche a due letti. Personalmente, la interpreto così: uno va lassù con il proprio partner e ci passa la notte assieme. Stop. Ma la montagna è di tutti, non solo di chi ha i soldi per queste esagerazioni che peraltro sono fuori luogo”. Niente gruppi di amici o altro, saranno ammesse unicamente le coppie. “Siamo messi male – conclude – se queste sono le politiche progettate per salvare le nostre Terre Alte”.
“La decisione di rinviare al 20 febbraio la discussione sul progetto di legge della Giunta riguardante il via libera agli alberghi in alta quota, è molto eloquente. Uno stop motivato dall’assenza, probabilmente strategica, dell’assessore Caner. Di sicuro, il mal di pancia all’interno del centrodestra è ormai innegabile”.
Questa la presa di posizione del gruppo dei consiglieri regionali del Pd Veneto, che arriva per voce di Andrea Zanoni.
“È la prima volta che assisto ad un dissenso così marcato su un progetto di legge della giunta regionale. La contrarietà a viso aperto del leghista Favero, è infatti solo la punta dell’iceberg di un malessere ampio tra le fila della maggioranza. Evidentemente il lavoro di sensibilizzazione e riflessione sulle conseguenze del provvedimento svolto dalle associazioni ambientaliste, e le oltre 1.600 sottoscrizioni da me raccolte per dire no agli alberghi panoramici, hanno fatto breccia e hanno convinto non pochi consiglieri a rivedere le loro posizioni”.



