HomePrima PaginaTedros, ovvero la sovranità sanitaria mondiale * di Filiberto Dal...

Tedros, ovvero la sovranità sanitaria mondiale * di Filiberto Dal Molin

L’uomo di Addis Abeba, Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha detto che “la prossima pandemia non è una questione di se, ma di quando”.

Egli sollecita la ratifica del trattato pandemico poiché, dice, “la disinformazione ha eroso la fiducia tra persone, governi e istituzioni. Per questo motivo gli Stati membri dell’OMS stanno negoziando un nuovo trattato pandemico e modifiche al regolamento sanitario internazionale per rafforzare il quadro giuridico al fine di ottenere una risposta globale alle pandemie”. Invita quindi i membri della Unione interparlamentare a sostenere i negoziati verso una conclusione entro l’Assemblea mondiale della Sanità del maggio 2024.
Aggiunge che “per il bene delle generazioni future non dobbiamo tornare al vecchio ciclo di panico e abbandono che ha reso il nostro mondo vulnerabile”.
Comprendiamo bene la preposizione SE e l’avverbio QUANDO, che rappresentano una autentica minaccia da parte di chi ha l’autorità di gestire le scoperte della guerra batteriologica e virologica e di infettare il pianeta secondo le volontà dei suoi anonimi superiori. Cosi come è già stato fatto nel 2019.

E poiché siamo nell’ambito di una guerra batteriologica l’uomo di Addis Abeba non esprime il minimo dubbio sulla gravità della pandemia e non considera che possa trattarsi di una viremia facilmente dominabile con terapie convenzionali, come quella trascorsa.
Il governo italiano entro il 30 novembre 2023 poteva opporsi alla cessione della sovranità sanitaria richiesta dal direttore generale della OMS a tutte le Nazioni della comunità Europea. Pare che un solo Stato Europeo l’abbia fatto. Gli altri Stati invece non si sono accorti, dopo la gestione del Covid 19 a tutto favore della industria del farmaco, che questo sarebbe un definitivo passo verso la gestione capitalistica della Sanità europea, e forse mondiale, con la cancellazione della Medicina Ippocratica, secondo un progetto impostato nei primi anni del ‘900 da Rockfeller e compagni miliardari. Allora riguardava solo gli Stati Uniti e ora potrebbe riguardare tutti gli Stati politicamente compresi nell’orbita americana.
Quindi se si realizzerà il progetto dell’OMS tutte le decisioni sanitarie riguardanti le scelte terapeutiche fondamentali saranno imposte dalla industria del farmaco: ciò vuol dire quindi che le imposizioni saranno indipendenti da ogni evidenza clinica, come è accaduto nella terapia del Covid, quando sono state escluse le terapie domiciliari (sostenute da luminari della medicina italiana e mondiale) e sono state imposte le vaccinazioni, con la dittatura del green-pass, come l’unica terapia valida e consentita.

Per una decisione così importante non ne parlano i giornali, non ne parlano gli Ordini dei Medici, non ne parlano le TV di Stato, secondo i soliti “ordini dall’alto”, coercitivi ma inespressi e comunque non ufficializzati, di probabile origine americana. Dobbiamo purtroppo ricordare che lo stesso dr Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, per propria iniziativa e senza aver consultato il mondo medico (nell’acquiescenza assoluta di tutti gli Ordini provinciali e di tutti i Comitati etici) ha proposto già nel 2022 di eliminare il codice deontologico dei medici affinché nessuno potesse opporsi agli obblighi vaccinali di Stato, coercitivi poiché in caso di inosservanza veniva negato il green -pass, e cioè le libertà civili, il lavoro e quindi lo stipendio.
I miliardari all’apice della spaventosa piramide che intende governare il mondo hanno deciso di inglobare anche la Sanità nella loro gestione assolutistica ignorando ogni parvenza di democrazia nel loro dominio.

Non è cambiato nulla rispetto a “Li soprani der monno vecchio…” di Giuseppe Gioacchino Belli, di 200 anni fa, se non per quanto riguarda l’estensione della loro influenza.
Mi auguro che di fronte a quel progetto, che temo destinato a realizzarsi, la gente italica, i medici, si-vax e no-vax insieme, con la schiena dritta, sappiano esprimere il dissenso o addirittura la disobbedienza civile.

Dott. Filiberto Dal Molin