Siamo alle solite come ogni anno, nonostante le promesse, ci si dimentica di pagare i supplenti brevi per colpa della burocrazia. In molti tra questi docenti e Ata stanno lavorando da settembre-ottobre fino a oggi senza percepire nulla. Un esercito di proletari di Stato. Se fossero disoccupati prenderebbero regolarmente la NASPI. Siamo a dicembre, il Natale è alle porte e ad oggi non è prevista ancora nessun pagamento neanche una emissione speciale.
“Ogni anno questi lavoratori vedono qualche soldino solo a gennaio. E percepire a gennaio stipendi dell’anno precedente si ha come conseguenza una tassazione separata senza detrazioni d’imposta. Conseguenza? Una perdita economica fino a 200 euro. Oltre al danno la beffa”, dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief, ricordando come negli ex uffici provinciali di tutta Italia arrivino insegnanti e Ata in lacrime perché non riescono ad arrivare a fine mese, solo perché la paga è in netto e insopportabile ritardo, figuriamoci se poi riescono ad assicurare attività sportive, ricreative ai loro figli. Per non palare del salario accessorio ancor oggi negato, si tratta di un assegno mensile da 50 euro a 187 euro che gli altri colleghi percepiscono sotto forma di retribuzione professionale docente o contributo individuale accessorio, peraltro riconosciuto dai tribunali del lavoro”.
Come si fa ancora al MEF e al MIM a a dimenticare di rendere disponibili i fondi che servono a pagare un nutrito numero di persone che ogni giorno si adoperano per far funzionare le scuole? S’interroga il sindacato Anief e lo fa da diversi anni in questo periodo perché, quando il tempo dall’inizio del lavoro passa, anche tre-quattro mesi, l’assenza di stipendio diventa intollerabile. “Si dice che a chi lavora spetta un congruo stipendio – precisa Pacifico – in realtà gli stipendi non sono adeguati al costo della vita italiano e lontanissimi da quelli europei, inoltre non rispettano i principi delle norme comunitarie sulla parità di trattamento; perciò, il ritardo equivale ad una mancanza reale di sostentamento. Pensiamo a tutti ma soprattutto al personale che proviene dal sud e oltre alle normali spese di mantenimento deve aggiungere affitti, viaggi. E non esistono dilazioni sui pagamenti anche di bollette, tasse, affitti. La situazione è preoccupante”.
Si avvicina il Natale e tutti desiderano ricongiungersi con i loro affetti. Ma come potrà essere possibile, senza uno stipendio dal mese di settembre. “metteremo a disposizione una specifica diffida con gli interessi di mora – avverte Pacifico – perché il Mef non può procrastinare, ma dovrà ottemperare assolutamente e immediatamente mettendo a disposizione i fondi per pagare il dovuto a questi lavoratori. Intre continueremo a ricorrere per tutti gli altri diritti negati ai precari”.


