Negli ultimi tempi il mercato del lavoro è cambiato profondamente e dunque presenta delle necessità nuove e diverse rispetto al futuro. La pandemia da un lato e la digital innovation dall’altra hanno aperto nuove sfide per il futuro. La risposta da parte delle aziende? L’adattamento, quello spiegato da Charles Darwin che per l’uomo è sempre stata l’unica arma per evolversi e garantirsi un futuro, in ogni ambito.
Questo vale anche nel mondo dell’impresa, che ha bisogno di nuove skills da aggiornare e potenziare per poter essere sempre al passo con i tempi e restare competitivi. E allora quali sono le competenze che le aziende del futuro devono sviluppare? C’è tanto da imparare e grazie a corsi professionalizzanti, come quelli proposti su Adecco.it, ogni nuova sfida può essere superata sempre nel migliore dei modi. Ma vediamo quali sono le skills che non possono mancare per fare impresa da qui al 2025.
Lavoro, cambiamenti e nuove competenze
Cambiamento significa aggiornamento e un continuo mettersi in gioco. È quello che dovranno fare le aziende per non essere tagliate fuori alla luce delle continue trasformazioni che incidono sul mondo del lavoro: dall’intelligenza artificiale, sempre più significativa, alla transizione digitale e alla crescita sostenibile.
È su questo che si gioca la competitività aziendale che avrà bisogno di nuove competenze; per ottenerle sarà necessaria una costante formazione per tutti i lavoratori che avranno bisogno di aggiornare le proprie skills.
Lo ha detto a chiare lettere anche Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea parlando del 2023, anno strategico per l’evoluzione aziendale, proclamato “Anno europeo delle competenze”. Disporre delle competenze adeguate “mette i cittadini in grado di affrontare con successo i cambiamenti del mercato del lavoro e di prendere pienamente parte alla società e alla democrazia”.
Le skills da sviluppare entro il 2025
È ovvio che ci sono alcune skills che maggiormente vanno potenziate per raggiungere gli step poc’anzi spiegati. Alcune competenze, infatti, sono più urgenti di altre ed è su queste che serve lavorare affinché, tra qualche anno, siano la base di partenza del bagaglio culturale di tutti i lavoratori in Europa. Non si tratta solo di skills pratiche ma anche analitiche e di pensiero, di approccio al lavoro e di svolgimento dello stesso.
Il pensiero analitico e la capacità di guardare all’innovazione fanno da bandiera al rinnovamento, trainandosi anche la necessità di un pensiero critico che riesca a mettere in discussione quello che si prefigura davanti, anche nelle difficoltà. E poi, ancora, ci sarà bisogno di un apprendimento attivo e della capacità di elaborare nuove strategie di studio e di acquisizione delle competenze.
Non verrà meno il problem solving ma applicato a problemi sempre più complessi e nello stesso tempo ci sarà bisogno di creatività, originalità e spirito d’Iniziativa. Mantenere la leadership, in alcuni casi, sarà essenziale come anche farsi guidare dall’influenza sociale. Infine, resilienza, gestione dello stress e flessibilità saranno la triade che consentirà di approcciarsi in modo nuovo e diverso al lavoro e ai cambiamenti che arriveranno.



