Dopo la realizzazione dell’inutile Pedemontana veneta, la strada più costosa d’Europa, come ebbe a definirla Laura Puppato, già senatrice Pd e consigliera regionale, un’opera che produce ulteriore debito a carico dei cittadini veneti, la Regione si accorge – meglio tardi che mai – dell’opportunità di avere una superstrada, ovviamente a pagamento, lungo la Treviso mare. Così affida lo studio dei flussi di traffico a Veneto strade per la realizzazione della Via del mare che si collegherà con l’autostrada A4 per servire le spiagge del litorale di Jesolo.

“La nuova superstrada a pedaggio si sovrapporrà per alcuni tratti, al tracciato esistente della SR 89 oltre ad interconnettersi con la SS 14 “Triestina” e con altre vie provinciali e comunali della zona. Essendo il Veneto la prima regione italiana per la presenza di turisti, resta prioritario il potenziamento della viabilità di accesso alle aree a vocazione turistica che saranno interessate dalla nuova opera, quali il litorale veneziano, i Comuni di Jesolo e Cavallino Treporti”. Lo fa sapere la vicepresidente della Regione del Veneto e assessore alle Infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti, a seguito del provvedimento con il quale la giunta veneta ha approvato lo schema di accordo di programma tra la Regione e la società in house Veneto strade per la redazione di uno Studio sulle percorrenze attuali del traffico lungo la Strada Regionale 89 “Treviso Mare” e la viabilità interconnessa in vista della realizzazione della Via del Mare, tra il nuovo casello di Meolo, lungo la A4, e il Comune di Jesolo, fino alla rotatoria “Frova”.
“Secondo quanto previsto dall’accordo – ha precisato la vicepresidente –, Veneto Strade eseguirà una campagna di indagini e rilievo di traffico lungo la SR 89 e la viabilità di accesso al litorale jesolano redigendo una relazione delle attività realizzate corredata dalla relativa documentazione tecnica (cartografie, supporti digitali, …) a fronte di un finanziamento da parte della Regione di 63 mila euro. Lo studio consentirà di evidenzierà le criticità eventuali e future che potrebbero derivare dal nuovo assetto viabilistico sia in termini di aumento del traffico, dove sarà realizzata la nuova infrastruttura, sia come decremento dello stesso, dal momento che le strade interconnesse non avrebbero più un ingresso diretto all’arteria stradale”.


