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Trasporto pubblico locale. Il documento presentato oggi dal presidente Padrin all’assemblea dei sindaci

Roberto Padrin, presidente della Provincia

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE – assemblea dei sindaci 19 ottobre 2023

Premessa 1
Il trasporto pubblico locale è in crisi in tutta Italia, con differenze nella quantità e
nella dimensione dei disservizi. In provincia di Verona, tanto per fare un esempio,
stanno saltando mediamente 200 corse al giorno. Anche a Padova il problema è
molto simile.
Le cause sono riconducibili a due punti in particolare: la carenza di autisti,
diventata cronica a livello nazionale; e il calo degli utenti, reso evidente dopo il
Covid (di fatto, non sono mai tornati i livelli pre-pandemia). La conseguenza è che
le aziende di trasporto pubblico locale hanno minori introiti da tariffa e una
dotazione di personale inferiore a quanto sarebbe necessario per coprire tutte le
corse.
Succede a Belluno, ma succede in gran parte del territorio nazionale. Non vuole
essere una giustificazione, ma per analizzare fino in fondo il tema, è necessario
allargare lo sguardo. Perché se il problema è solo bellunese, la soluzione può
essere trovata a livello locale. Ma se il problema non è bellunese, la soluzione
deve essere cercata fuori da Belluno. Quello che emerge è che l’intero comparto
del trasporto pubblico oggi è in crisi.

Premessa 2
Le funzioni amministrative in materia di trasporto pubblico locale sono in capo
all’Ente di Governo, e ricadono all’interno di un bacino territoriale ottimale definito
con normativa regionale. Per la provincia di Belluno il bacino corrisponde al
territorio provinciale e l’Ente di Governo è composto dalla Provincia e da tutti i
Comuni che hanno un servizio urbano (quindi Auronzo, Cortina, Pieve di Cadore,
Belluno, Feltre, Borgo Valbelluna). Il servizio tpl è affidato a Dolomitibus spa che si
è aggiudicata la gara a doppio oggetto.
Va sottolineato che a livello regionale è in corso una revisione generale degli Enti
di Governo che verranno trasformati in agenzie: oltre alle Provincie e ai Comuni
sarà presente la Regione Veneto. L’Ente di Governo della Provincia di Belluno
soprattutto per carenze di personale ha sempre svolto solo le funzioni essenziali
non essendo costituito l’ufficio unico dell’Ente di Governo che poteva consentire
una gestione complessiva dei servizi urbani dei Comuni ed extraurbano della
Provincia.

Cronistoria
Può essere utile guardare da dove parte il sistema di trasporto pubblico locale che
ereditiamo oggi. Quanto meno con uno sguardo all’indietro di pochi anni.
La gara per l’affidamento del servizio è partita nel 2016, poi a seguito dei ricorsi, è
ripartita nel 2018 concludendosi con l’aggiudicazione nel 2021. La gara è quindi
stata impostata in un periodo sostanzialmente stabile, nel quale l’inflazione era
praticamente nulla e non vi erano problemi congiunturali.
Con il Covid, la successiva guerra in Ucraina e gli elevati rincari energetici, gli
scenari anche per il tpl sono completamente mutati e prima della sottoscrizione del
contratto ci si è resi conto che erano evidenti dei rincari derivanti da un aumento
dell’inflazione con necessità di una messa a punto delle condizioni contrattuali.
Pertanto con delibera del 14 dicembre 2021 e con quella successiva del 7 luglio
2022 l’Ente di Governo (delibera 1) approva gli indirizzi per la gestione della
pandemia sul contratto di servizio e per la stipula e avvio del servizio e dà atto del
carattere di forza maggiore del Covid in termini di maggiori costi e minori ricavi e
della dinamica inflattiva per situazioni contingenti specifiche che incidono sui costi
del servizio tpl. Dato atto delle difficoltà (tra cui la carenza di personale), viene
deciso di fissare incontri periodici per concordare le misure per il
MANTENIMENTO DELL’EQUILIBRIO ECONOMICO FINANZIARIO DEL
CONTRATTO, fermo restando che maggiori risorse dipendono comunque dai limiti
degli stanziamenti statali e regionali; se i fondi non garantiscono il mantenimento
dell’equilibrio del contratto, le parti sono costrette a concordare le azioni da
intraprendere quali incremento tariffe o riduzione del servizio.
A settembre 2022 viene sottoscritto il contratto di esercizio tra Ente di Governo e
Dolomitibus, a seguito dell’aggiudicazione della gara: il Pef (piano economico
finanziario) fissa a 7.294.871 i chilometri da effettuare nel programma di esercizio
annuale. Il 1° gennaio 2023 entra in vigore contratto di esercizio (durata 9 anni,
rinnovabili). L’8 febbraio 2023 Dolomitibus presenta la proposta di modifica
tariffaria. Il 20 marzo 2023 Dolomitibus trasmette Pef aggiornato che tiene conto
che tiene conto dell’ inflazione e del calo della domanda (post Covid si stima una
riduzione di circa il 20%) nonché degli effetti delle due proposte di incremento
corrispettivo e manovra tariffaria.
Stante l’obbligo contrattuale di mantenere l’equilibrio finanziario del contratto e la
sua corretta remunerazione il 20 giugno 2023 l’Ente di Governo recepisce le
richieste di Dolomitibus relative all’adeguamento delle tariffe.
Durante gli ultimi mesi, come previsto dagli indirizzi dell’Ente di Governo, è stato
attivato un tavolo tecnico Ente di Governo-Dolomitibus, che si è riunito due volte
durante l’estate e si riunirà a breve per verificare l’andamento dell’equilibrio
contrattuale anche a seguito di maggiori risorse messe a disposizione dalla
Regione Veneto.

Analisi situazione attuale
Ad agosto 2023 Dolomitibus ha assicurato 23.600 corse, con un margine di
disservizi e di ritardi trascurabile.
Il problema è deflagrato solamente a settembre, con l’avvio dell’orario invernale
che con il servizio scolastico aggiunge diverse corse. Significa evidentemente che
il personale oggi a disposizione consente senza problemi di effettuare circa 23.600
corse/mese, ma non molto di più.
Da contratto, Dolomitibus deve fare avere all’Ente di Governo relazione con
consuntivo dei km effettuati il mese precedente. Siamo ancora in attesa della
relazione di settembre 2023, ma abbiamo già qualche dato utile.
Rispetto al servizio extraurbano, nel settembre 2023 Dolomitibus ha effettuato
453.426 km, con una riduzione rispetto a settembre 2022 del -1,82%. Va
evidenziato però che alcune zone sono state maggiormente colpite.
Nei giorni feriali, a settembre, le corse non erogate a livello di servizio extraurbano
sono state in media di 34 su 1.570 corse/giorno (area Bellunese 19 saltate in
media su 438; area Feltrino 6 saltate in media su 478; area Agordino 5 saltate in
media su 366; area Cadore 4 saltate in media su 288).

Cause delle criticità
La carenza di autisti viene indicata come la criticità principale. In effetti,
Dolomitibus ha perso una sessantina di autisti negli ultimi tre anni. Inutile indagare
le cause dell’emorragia, senza guardare la “concorrenza” delle grandi aziende e la
caduta di appeal di un mestiere che molti non vogliono più fare. La carenza di
autisti però va inserita in una carenza complessiva di manodopera a livello
nazionale, che investe diversi settori.
C’è poi da ragionare sull’organizzazione dei turni di lavoro e sui livelli di salario
(che competono al management di Dolomitibus). Agire sui salari non è semplice, in
quanto incide sul mantenimento dell’equilibrio finanziario. Ad oggi le aziende di
trasporto pubblico locale non hanno la certezza del perimetro di risorse a
disposizione, di conseguenza non riescono a impegnare risorse certe su eventuali
contratti integrativi in grado di aumentare le buste paga.

Cosa si può fare?
Non esistono soluzioni rapide. Bisogna ragionare su azioni tampone per
l’immediato e misure di medio-lungo periodo. In ogni caso, se il problema è esteso
a tutto il Veneto e a tutta l’Italia, le soluzioni non possono essere ricercate a
Belluno. Belluno ha solo anticipato i problemi delle altre aziende di trasporto del
Veneto proprio per le sue caratteristiche peculiari di territorio montano.
Cosa può fare la Provincia, nell’immediato, nel suo ruolo all’interno dell’Ente di
Governo (quindi in maniera condivisa con i Comuni che hanno un servizio urbano)
nella consapevolezza che avviare un contenzioso con Dolomitibus significa far
saltare l’intero servizio di trasporto (Dolomitibus gestisce il 98% del tpl della
provincia)?
1. Continuare a monitorare la situazione, come sta già facendo: la Provincia ha
scritto a Dolomitibus chiedendo conto del servizio effettuato e quali misure
sono state poste in essere o sono in programma per garantire il rispetto del
contratto di servizio. Per il mantenimento dell’equilibrio di esercizio – previsto
dalla normativa vigente – bisogna o adeguare i corrispettivi chilometrici e le
tariffe per coprire l’inflazione (tariffe già adeguate quest’anno, con aumento
medio del 18%), oppure ridurre/razionalizzare il servizio.
2. Continuare il lavoro di squadra con la Regione Veneto per avere certezze
del perimetro di risorse assegnate al tpl, anche oltre il 5% sul totale del tpl
effettuato come incremento del corrispettivo chilometrico.
3. Lavorare per incrementare il corrispettivo chilometrico attraverso fondi
statali, così da garantire maggiori risorse.
4. Lavorare insieme all’azienda e non contro per razionalizzare il servizio
riducendo le corse a bassissima domanda (con pochi utenti) e favorendo
nuove forme di servizio come i servizi flessibili e a chiamata in alcune zone a
domanda debole, tipologie di servizi già previsti dal contratto che
garantiscono una accessibilità capillare per utenti e turisti con introduzione
progressiva di mezzi di ridotte dimensioni.
5. Lavorare per l’ottimizzazione dei rapporti informativi tra gestore, Provincia e
Comuni affidatari con la condivisione dei dati aziendali tramite interfacce
interattive sia per dati storici sia per quelli in tempo reale.