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Granchio blu da emergenza a opportunità in tavola. De Carlo: “Tante le realtà venete che hanno trasformato un problema in occasione di sviluppo”

C’è il pastificio di Casalserugo che lo utilizza per i suoi ravioli, la pizzeria di Cavallino-Treporti che lo rende ingrediente re della sua pizza, l’azienda di Mestre che si occupa di lavorarlo e trasformarlo in polpa e sughi, “senza dimenticare i tanti piatti realizzati dagli chef veneti che ho potuto degustare una decina di giorni fa ad Eraclea”: il granchio blu in Veneto finisce nel piatto, e il senatore Luca De Carlo, presidente della IX Commissione – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, cita così alcuni degli esempi che in regione hanno saputo cogliere le opportunità nate da una vera e propria emergenza per il settore ittico nazionale.

“Questa situazione dimostra ancora una volta come i veneti non si fermino davanti a nulla: quella che è una catastrofe per la produzione ittica e per il settore della pesca viene trasformata in occasione di sviluppo e di crescita dalle nostre imprese. Il Veneto non sta mai con le mani in mano e, grazie al lavoro dei pescatori e al sostegno economico e normativo arrivato grazie al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, riesce a valorizzare un terribile predatore delle eccellenze dei nostri mari. Credo che il successo di questi piatti e la continua nascita di realtà che utilizzano il granchio blu in ambito gastronomico sia riuscita a far ricredere anche chi inizialmente aveva sottovalutato la nostra proposta di valorizzare questo prodotto in cucina”, conclude il senatore.