
“L’ospitalità a chi la vuole fare. Non è mancanza di sensibilità, ma inutile insistere con quei Comuni che non vogliono rendersi disponibili”.
Così, con parole forti e chiare, il segretario provinciale della Lega Andrea De Bernardin si inserisce nel dibattito che tiene banco in queste settimane sulla stampa, in merito al tema dell’accoglienza ai richiedenti asilo.
“È sempre molto acceso il dibattito sulla questione dell’accoglienza ai migranti – commenta De Bernardin -, c’è chi è propenso all’ospitalità diffusa e c’è chi si dice a favore degli hub provinciali. Ma la questione centrale è un’altra e si continua ad evitare di affrontarla: parlo del rispetto della volontà di quei sindaci che non si rendono disponibili, per motivi diversi, all’accoglienza. Ci sono diversi colleghi bellunesi che dimostrano sensibilità, capacità organizzativa e che possono contare su una struttura comunale preparata a questi eventi. Benissimo, se hanno già acquisito esperienza con l’accoglienza di qualche migrante allora io non credo crei problemi l’affidamento di altre 2 o 3 persone, non si tratta di certo di mandare al collasso il sistema. Ma a chi non si rende disponibile non bisogna fare ulteriore pressione, non è giusto. Trenta Comuni del Bellunese stanno accogliendo e trenta no: bene, si continui a fare riferimento a chi si è detto disponibile”.
“Il mio non è un tentativo di scaricare il barile – prosegue il segretario provinciale -, ma una presa di posizione che guarda al rispetto di quegli enti locali che non riescono, per dimensioni della struttura, mancanza di spazi e di personale, a gestire questa emergenza. Allo stesso tempo non credo che aggiungere un paio di persone a chi già ospita sia un problema. Ma attenzione, è un palliativo. Pensare di risolvere così il problema degli sbarchi è una pura illusione”. Solo una scelta politica nazionale può, secondo De Bernardin, incidere davvero sulla situazione come aveva fatto Salvini, da Ministro degli interni, con la chiusura delle frontiere. “Salvini da Ministro dell’Interno era stato esemplare, eppure è stato massacrato con gli strumenti della magistratura – prosegue -. Cosa abbiamo ottenuto? Il problema è aumentato”.
“Non mi si parli di mancanza di sensibilità – conclude -, tutt’altro. Piuttosto di diverse priorità. Molta gente dei nostri paesi fatica a fare la spesa, non ha la possibilità di sostenere le rette della casa di riposo o di scaldare a sufficienza la propria casa nei mesi invernali. I soldi dovrebbero andare anche alla nostra gente, qui si rischia una bomba sociale”.


