HomeArte, Cultura, Spettacoli, ScienzaResidenze teatrali al capolinea? Atto di accusa del Gruppo consiliare "Insieme per...

Residenze teatrali al capolinea? Atto di accusa del Gruppo consiliare “Insieme per Belluno Bene Comune”

Gruppo Insieme per BellunoIl Gruppo di opposizione in consiglio comunale di Belluno “Insieme per Belluno Bene Comune” interviene con la seguente nota contestando le scelte della Fondazione Teatri delle Dolomiti e della giunta De Pellegrin.

La notizia di questi giorni che la Fondazione Teatri delle Dolomiti ha stabilito i contributi per le tre residenze teatrali che fanno capo al Comunale di Belluno nella ridicola somma di euro tremila per Slow Machine, cinquemila per il Circolo Cultura e Stampa e settemila per il Tib, preannunciando inoltre che molte delle giornate di utilizzo del teatro passeranno a pagamento (per una cifra sostanzialmente identica ai citati “contributi”, che torneranno quindi a stretto giro nelle casse della Fondazione), dimostra tre cose, tutte preoccupanti per il futuro della cultura bellunese.

1) Il meccanismo della residenza teatrale condivisa tra tre soggetti diversi, a ciascuno dei quali era stata concordata l’autonomia in un particolare settore (teatro ragazzi, teatro tradizionale, teatro in lingua, teatro sperimentale etc) è stato il risultato, faticoso e delicato – mai sentito parlare di sussidiarietà? – di anni di trattative tra pubblico e privato con la dichiarata volontà – condivisa! – di superare le turbolenze che per troppo tempo avevano travagliato il settore dello spettacolo professionale.

2) L’idea stessa di “Residenza teatrale” presuppone una sostanziale delega, operativa e gestionale, per garantire ai tre soggetti le RISORSE finanziarie e gli SPAZI, cioè giornate gratuite per l’utilizzo del teatro, visto che per mettere in scena un nuovo testo servono settimane per le prove. Perché i residenti “creano” cultura che poi esporta il nome di Belluno in Italia e in Europa.

3) Quello che si legge dimostra un pericoloso pressapochismo, cioè manca una chiara linea di comando. Chi decide se mantenere le residenze teatrali o allargarle/modificarle con un nuovo bando (ovviamente mai arrivato ancora in Commissione consiliare)? Chi decide i finanziamenti? Chi decide le giornate e le gratuità per i residenti? Le risposte possono essere tre: il Sindaco, l’Assessore o la Fondazione Teatri: nell’era di De Pellegrin chi decide cosa? Chi comanda in questo delicato settore, che aveva appena ritrovato un suo equilibrio dopo anni di tensioni?

Se, come si legge, le risorse in capo all’Assessorato e alla Fondazione sono insufficienti, il Sindaco si assuma la responsabilità di non aver allocato, in sede di bilancio, il minimo vitale per questo settore (e molti altri) della vita cittadina.