Sabato 15 luglio alle ore 18.00 il Museo d’Arte Contemporanea Burel di Belluno, in via Mezzaterrra, sarà inaugurata la mostra VERTIGINE. JAN TONONI.
Quello della vertigine è un percorso ormai sempre più caleidoscopico, multiforme, fluido. Tappa dopo tappa, si complessifica e si dispiega.
Dino Buzzati, André Romão, Giovanni Giaretta e Matteo Rubbi, Roman Signer ne sono stati fin qui gli interpreti, facendo sì che i contenuti, le discussioni e i pensieri si moltiplicassero e
stratificassero, incontrandosi e raccogliendosi negli spazi del Museo Burel.
Abbiamo visto vertigini proprie del paesaggio, del disorientamento dei sensi che si prova di fronte ad un insondabile precipizio. Le abbiamo scoperte spuntare in modo quasi cinematografico, muovendosi tra distorsioni e confondimenti. Si sono mescolate alle paure che viviamo. E ci hanno fatto girare la testa e ci hanno risucchiato, nascondendosi tra oggetti e cose conosciute, sotto alle abitudini, ad altezze dalle quali sembrava assolutamente impossibile cadere.
Jan Tononi (Brescia, 1997) sposta ancora una volta l’accento.
L’abisso, nella sua ricerca, fa la sua comparsa lì dove abitiamo il nostro tempo. Fa capolino nelle nostre stanze. Ci guarda mentre siamo soli, annoiati forse, o tristi, o semplicemente silenziosi.
Con l’unica certezza nell’essere lì immobili. Presenti. Esposti in un mondo di corpi singoli, e visi, e occhi che hanno luogo in spazi quasi vuoti che sembrano lasciare tutto il resto – gli altri, gli animali, l’amore, le occupazioni quotidiane, i grandi tremori della storia – fuori.
All’interno del Museo Burel una serie di dipinti ad olio sfida la vertigine. Sono autoritratti che ci mettono di fronte a interrogativi che scivolano a catena.
E se lì dentro al quadro ci fossi io? E se fosse mia allora la vertigine? E se quel mondo di corpi non fosse solo
una dimensione da spiare dalla serratura, dalla sicurezza di una distanza, ma fosse proprio il mio? Che portata ha? Che fascinazione, che intrigo? E del mondo fuori, cosa ne è? Perché mi ha spinto lì dentro? È una forzatura o è volontaria quella posizione, rivoluzionaria, politica?
E poi, ancora: cosa sta succedendo in quella pittura oltre alla rappresentazione visibile di
qualcosa?
La mostra al Museo d’Arte Contemporanea Burel è la prima personale di Jan Tononi in
un’istituzione italiana.
VERTIGINE. JAN TONONI resterà aperta fino al 10 settembre, con ingresso gratuito, e sarà
visitabile il sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 20.00 e la domenica dalle 16.00 alle 20.00.
Nei giorni 12,13, 19 e 20 agosto la mostra rimarrà chiusa.



