
Recesso da RE.ADY. Le minoranze chiedono le dimissioni della presidente
della CPO Velleda Bronzato e la restituzione delle deleghe da parte della consigliera Ilenia Baldissera
È sconcertante e si rimane basiti nel leggere la delibera di giunta (n. 164 del 03/07/2023) con la quale l’Amministrazione comunale di Feltre decide di recedere dalla Rete RE.A.DY. Soprattutto non si comprende la motivazione riportata sull’atto, ovvero il fatto di «non voler assoggettare a vincoli esterni il proprio operato riguardo ai diritti civili e personali di ognuno».
Questa motivazione è priva di fondamenta, e serve solo a coprire una scelta strettamente ideologica.
La Rete RE.A.DY, alla quale il Comune di Feltre aveva aderito nel 2017, è nata per promuovere culture e politiche delle differenze e sviluppare azioni di contrasto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Suo obbiettivo è quello di essere uno spazio non ideologico di incontro, dove le amministrazioni pubbliche di tutta Italia possano scambiarsi esperienze e buone pratiche al fine di promuovere la difesa dei diritti.
L’adesione a questa rete implicava l’impegno concreto dell’ente pubblico a costruire un dialogo con le associazione LGBTQ+ locali e operare affinché queste siano prese in considerazione nella pianificazione strategica dell’Ente sulle azioni in materia di inclusività. Ci chiediamo a questo punto quale debba essere il ruolo del comune dopo il rigetto dell’adesione. Di certo una cosa è evidente: con questa delibera il sindaco
Fusaro delegittima completamente l’operato della Commissione Pari Opportunità del Comune di Feltre.
Vale la pena riepilogare brevemente i fatti, perché anche le tempistiche hanno dell’incredibile.
Ore 16:55 di lunedì 3 luglio 2023: si riunisce la Giunta e delibera il recesso dalla Rete RE.ADY.
Ore 19:00: si riunisce la commissione pari opportunità per l’adesione al Pride. La votazione finisce 4 a 4 perché manca, per la seconda volta, un membro della commissione nominato dal sindaco. Presenti invece la presidente Bronzato e delegata del sindaco (cons. Ilenia Baldissera) che votano in maniera contraria.
Nessuna delle due riferisce in commissione quanto avvenuto in Giunta. Anzi la presidente dice che nonostante la non adesione il dialogo con le associazioni LGBT proseguirà. Peccato che proprio il dialogo con le associazioni era il principale punto della adesione alla rete.
E’ doveroso, a questo punto, chiedere le dimissioni della presidente Bronzato e la restituzione delle deleghe della consigliera Baldissera. A seguito di questi fatti e in queste condizioni viene infatti a mancare il rapporto di fiducia necessario per proseguire un lavoro sui diritti che era, tra l’altro, tra gli obiettivi programmatici della commissione e quindi del Consiglio.
Del resto i problemi di gestione della cpo sono risultati evidenti anche sul tema dell’adesione o meno al Pride; ricordiamo infatti che la commissione si è dovuta riunire due volte nelle ultime settimane per provare a prendere una posizione sulla partecipazione al Pride. In entrambi i casi la discussione è finita 4 a 4. La CPO sarebbe però composta da 9 persone, una delle quali, Giulia Trevisan, peraltro nominata dal Sindaco, non si è mai presentata alle riunioni. Segno evidente di un malessere interno che non si può più
nascondere. Riteniamo che le posizioni dell’amministrazione Fusaro sul tema dei diritti civili siano imbarazzanti e fanno piombare la città in un nuovo medioevo.

La replica del sindaco Fusaro
Feltre, 08 luglio 2023 – Il sindaco Fusaro sulla polemica delle minoranze legata al Pride e all’uscita dalla rete RE.A.DY: “Diritti civili e pari opportunità si tutelano con scelte e comportamenti concreti e quotidiani; qualcuno evidentemente vuole strumentalizzare la questione a suon di slogan”.
“Ci sono due modi moto diversi tra loro di affrontare le cose: uno con atti concreti e scelte quotidiane; l’altro basato su slogan, magari urlati ai quattro venti, per fare rumore. Noi scegliamo molto serenamente la prima strada”.
Così il sindaco di Feltre Viviana Fusaro, titolare anche del referato alle Politiche della Famiglia e della Pari Opportunità, in risposta alla nota delle forze di opposizione in consiglio comunale che accusano l’Amministrazione per la decisone di uscire dalla rete RE.A.DY e la Commissione Pari Opportunità di non aver dato la propria adesione al manifesto del gruppo C.I.A.O. in vista del Pride a Belluno.
“Quello che più spiace e rattrista di questa vicenda è che si voglia fare un uso strumentale delle decisioni assunte per far passare come oscurantiste o addirittura “medievali” le scelte dell’Amministrazione e della Commissione (tra l’altro con “uscite” a dir poco ineleganti anche sui social, ma tant’è, siamo oramai abituati…); qui non c’è evidentemente solo scarsa informazione, ma un suo strumentale dei fatti”, sottolinea il sindaco Fusaro, che poi specifica: “In merito all’uscita da RE.A.DY le motivazioni sono ben chiare in delibera: l’adesione alla rete comporta una serie di adempimenti anche formali che nulla aggiungono di concreto alle politiche di tutela dei diritti civili poste in atto dal Comune dai suoi organismi. Come fatto nei mesi scorsi per altri soggetti e reti del genere, in ambiti completamente diversi, abbiamo quindi valutato di recedere, sottolineando peraltro nella stessa delibera di giunta che questo, ovviamente, nulla toglie all’impegno del Comune nell’ambito della tutela dei diritti di TUTTI i cittadini e del dialogo con enti o associazioni”.
“Altrettanto incomprensibile è il polverone che si cerca di sollevare intorno alla questione del Pride e del manifesto C.I.A.O.. La Commissione Pari Opportunità del Comune di Feltre riunitasi lunedì sera si è divisa per la seconda volta (4 contrari e 4 favorevoli); con questo risultato l’adesione al manifesto non è quindi passata (serve la maggioranza).
La decisione è scaturita in particolare dalle perplessità manifestate da alcuni componenti della commissione in ordine ad alcuni punti del manifesto. In particolare, i membri contrari non si sono riconosciuti nei passaggi del manifesto che stigmatizzano la scuola e gli ambienti di lavoro genericamente come luoghi di violenza e di prevaricazione.
A precisa richiesta di poter separare l’adesione al manifesto da quella del Pride, lo stesso gruppo C.I.A.O. ha peraltro risposto negativamente, ovvero “Tutto o niente”. Il numero di adesioni raccolte dal manifesto C.I.A.O. (ad oggi, par di capire, 5 comuni su 61 in tutta la provincia di Belluno) forse dovrebbe, peraltro, far riflettere gli stessi promotori sulla necessità di rivedere qualcosa nell’approccio alla questione…
Detto questo, conclude il sindaco Fusaro, Amministrazione e Commissione continueranno a mettere in campo tutti gli strumenti atti a promuovere un contesto di reali pari opportunità e salvaguardia dei diritti per ogni cittadino, come precede la nostra Costituzione, carta suprema e fondamentale capace di segnare chiaramente la strada anche in questo ambito. Un fine, quello della lotta alle discriminazioni e alle prevaricazioni di ogni genere, che non si persegue – a nostro parere – tanto a colpi di slogan o cortei, peraltro pienamente legittimi, ma con scelte concrete e quotidiane, magari poco appariscenti, ma non per questo meno importanti”.
Sulla richiesta di dimissioni della presidente della Commissione Pari Opportunità Velleda Bronzato e sul ritiro delle deleghe al consigliere Ilenia Baldissera il sindaco, infine, taglia corto: “Non c’è nessun motivo per pensare a scelte di questo tipo; le illazioni delle minoranze non hanno nessun fondamento. A Velleda Bronzato e Ilenia Baldissera (il cui ruolo è stato avallato dal consiglio all’unanimità), che hanno sempre operato nel pieno rispetto del loro ruolo, ma – cosa più importante – in piena adesione al mandato e allo spirito della Commissione, vanno la mia piena fiducia e il mio appoggio”.



