HomeArte, Cultura, Spettacoli, ScienzaIn distribuzione la rivista Dolomiti di aprile

In distribuzione la rivista Dolomiti di aprile

È in distribuzione il numero di aprile di Dolomiti, la rivista di cultura e attualità della provincia di Belluno, con tanti e vari contributi, a partire da una serie di articoli che trattano il tema della pace.
La parola “pace” è notissima in tutte le culture e in tutte le lingue. Gli uomini la conoscono e la circondano di un nembo di venerazione, poiché indica serenità, benessere e speranza per il futuro. La pace è ricca di aspetti, tutti importanti, che vanno considerati con attenzione per avere un’idea meno imprecisa di questa nobile realtà possibile
a tutti gli uomini di tutti i tempi.
Notevole attenzione alla pace è riservata dal diritto. Ne tratta con grande conoscenza e con la consueta chiarezza Domenico Sagui Pascalin in: “La pace nella Costituzione italiana e nel diritto internazionale”.
Egli illustra concetti importanti della nostra Legge costituzionale, quali: Cosa significa che l’Italia ripudia la guerra. Impegno attivo dell’Italia per la pace. Chi in Italia può deliberare e dichiarare lo stato di guerra.
Con altra ottica, quella sociale, è il bel lavoro di Diego Cason il quale nel contributo: “Il tema della pace vista da un sociologo” analizza le forze di fondo che muovono le genti e le varie culture verso una particolare utopia, quella di poter raggiungere la pace universale. Lo fanno senza tenere conto che la pace in quanto utopia sempre attrae e sempre attrarrà, ma difficilmente si potrà raggiungere, comportando in tal modo momenti di speranza e
momenti di profonda delusione.
Fa riflettere il contributo di Silvana Valle intitolato: “La pace interiore. Conversazione ai confini di un sogno. Raggiungibile?”. Il lavoro della nota psicoanalista interessa direttamente ogni persona. Si tratta di non considerare la pace come qualcosa di estraneo a noi, ma come una condizione profonda del nostro animo. Il punto di domanda che pone termine al titolo lascia delle perplessità. Ciascuno è invitato a confrontarsi con il suo intimo
per vedere se le onde che lo agitano sono quelle tranquille e benefiche del mare appena increspato o sono invece i cavalloni che scuotono le barche e che rischiano di fare male. In ogni caso, come comportarsi per essere in pace?
Sotteso a tutti questi argomenti è il lavoro di Giuseppe Goisis: “L’anno nuovo tra memoria e futuro”. Quello che siamo stati e quello che abbiamo vissuto costituiscono una parte del nostro essere. Lo portiamo con noi che siamo aperti al domani, al futuro con le sue incognite e le sue promesse. Tale condizione l’articolista idealmente la sintetizza affermando: “Siamo cuori e menti in transizione”.
Importante è il contributo di Jacopo De Pasquale, Simone Osta, Laura Pontin e Giorgio Reolon su: “Palazzo Piloni: storia, architettura e arte”. È un contributo non solo a più mani ma con prospettive convergenti per gettare una bella luce complessiva su un monumento a noi vicino ma non a molti noto.
La nota studiosa Letizia Lonzi presenta invece: “Due opere a Calalzo e Pozzale di sapore friulano” affrontando un particolare che potrebbe essere interessante per i rapporti tra il Cadore e il Friuli.
Giovanni Grazioli offre un contributo intitolato: “Gli articoli di Alda Bevilacqua sulla rivista ‘Cadore’ 1941-1943”. La scrittrice, ben nota negli anni scorsi, in tempi bui di guerra invece di scrivere degli orrori di quel periodo, tratta di argomenti naturalistici che sono quasi un antidoto a quello che la gente stava vivendo allora.
Non si deve dimenticare che negli anni Quaranta la guerra i nostri soldati erano a chiamati a viverla anche in Russia, dove molti dei nostri sono morti. Tra di essi ricordiamo: “L’ultima lettera di Luigi Trevissoi, alpino disperso in Russia”, nel contributo di Gianni De Vecchi.
Breve ma intriso di nostalgia è il contributo di Bepi Pellegrinon il quale parla di: “L’ospitale Davedìn quarantasette anni fa”. È la testimonianza di un passato ancora recente, ma che ormai è lontano dal nostro sentire e dal vivere quotidiano della gente di questi nostri giorni. Sono delle testimonianze cariche di rimpianto.
Dolomiti è reperibile nelle principali edicole e librerie della provincia di Belluno. Per abbonarsi alla Rivista, scrivere alla segreteria dell’Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali, mail: sergios@sunrise.it, tel. 0437 942825.