HomeArte, Cultura, Spettacoli, ScienzaAppuntamenti, EventiI lanciafiamme. Sabato a Belluno la presentazione del libro di Paolo Girardi

I lanciafiamme. Sabato a Belluno la presentazione del libro di Paolo Girardi

Piazzetta di Borgo Piave – Belluno

Sabato 12 novembre alle ore 17.45 al Circolo culturale “Terra dei Padri” in via dei Molini 10 a Borgo Piave, davanti alla chiesa di San Nicolò (Belluno) si terrà l’appuntamento con Paolo Girardi, storico esponente della Destra trevigiana.

L’autore presenterà il saggio ” I lanciafiamme” edito da Arti grafiche di Conegliano. Il testo è un analitico e documentato saggio, nel quale espone la storia del MSI nella Marca trevigiana e in provincia di Belluno dal dopoguerra fino alla confluenza del partito, negli anni Novanta del secolo scorso, in Alleanza nazionale
Evento organizzato in collaborazione con la delegazione bellunese della Lega Nazionale.

Paolo Girardi, 1943, a 13 anni fugge dal collegio e tenta di raggiungere gli insorti anticomunisti a Budapest a 15 aderisce alla Giovane Italia e al MSI di Treviso del qua-
le, a 27, 6 nominato commissario straordinario. Segretario federale per un ventennio, comitato centrale; consigliere comunale a Vittorio Veneto e a Conegliano, consigliere provinciale a Treviso.
Laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza. Funzionario del Tesoro, dirigente di Consorzio.
Una vita politica a destra, combattendo in prima linea fino a quando gianfranco effe scioglie nell’acido MSI e poi Alleanza Nazionale.
lanciafiamme scoperchia la sperperopoli trevigiana: viaggi a sbafo di allegri assessori emuli di Marco Polo, ville sparite e ville di piacere, cene pantagrueliche, stakanovisti dell’autoblu, buchetti e buconi di bilancio, enti mangiasoldi con dovizia di poltrone&-
sofà, magliette con il riccio, gare e appalti sospetti, gettoni carpiti, pistoni galeotti.
Idealista e amante della Storia, crede nel primato culturale, artistico e di civiltà dell’ Italia e nel suo prestigio tra le grandi Nazioni: e, per riottenerlo, auspica un salutare “processo di Asin-berga” e pene dantesche per i troppi corresponsabili del declino italiano.