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Chiusura dello Sperti, la Provincia studia possibili soluzioni per l’ospitalità delle studentesse pendolari

Lucia Da Rold, vicesindaco di Ponte nelle Alpi e consigliera provinciale delegata all’edilizia scolastica

Da Rold: «Rilanciamo l’idea del convitto d’area, per aumentare l’offerta formativa dei nostri istituti superiori»

«Il convitto d’area per le scuole superiori bellunesi è un’idea che stiamo portando avanti con convinzione. In questi giorni stiamo studiando tutte le possibilità, anche per risolvere in tempi celeri alcune criticità che ci sono state presentate, a partire dalla chiusura dello Sperti di Belluno». Lo afferma la consigliera provinciale delegata all’edilizia scolastica Lucia Da Rold, a margine della commissione consiliare plenaria del martedì mattina che ha affrontato proprio la questione dello Sperti.

La struttura religiosa di via Feltre a Belluno, gestita dalle suore, offre da anni il servizio di ospitalità alle studentesse pendolari che arrivano nel capoluogo per frequentare la scuola superiore. E per anni ha garantito un convitto (mensa e alloggio) a una trentina di ragazze provenienti dalle zone nord della provincia che altrimenti avrebbero dovuto affrontare viaggi quotidiani di 3 o 4 ore solo per il trasporto scolastico. La struttura però chiuderà al termine dell’anno scolastico.

«Abbiamo saputo della chiusura solo da pochissimo, ma ci siamo attivati per studiare possibili soluzioni» spiega la consigliera Da Rold. «Siamo consapevoli dell’importanza dei servizi assicurati negli anni dallo Sperti, in quanto consentono la mobilità degli studenti – in questo caso delle studentesse – all’interno della provincia, garantendo una vera offerta formativa ampia. Senza servizi di ospitalità, infatti, chi proviene da aree decentrate rischia di dover scegliere la scuola superiore più vicina a casa, e non quella che offre il percorso di studi più congeniale».

In tal senso, la Provincia rilancia l’idea del convitto d’area, non inserito all’interno di una scuola (come già succede all’agrario di Vellai, all’alberghiero di Falcade, al Dolomieu di Longarone e al polo scolastico di Cortina), ma a servizio di un’intera zona e quindi di più istituti. «Si tratta di un progetto fondamentale per un territorio come il nostro, fatto di distanze spesso disagevoli e di vallate distanti dai centri di servizio – conclude la consigliera Da Rold -. Ma indispensabile anche per garantire agli studenti e alle loro famiglie una possibilità in più per la formazione, che riteniamo strumento di crescita non solo dei singoli ragazzi, ma di tutte le nostre comunità locali. In più, avere convitti d’area consente anche a ragazzi di altre province venire a studiare da noi, se interessati a particolari percorsi di studio. Si tratta di un progetto che richiederà tempo, mentre nell’immediato ci concentriamo nella soluzione del problema relativo alla chiusura dello Sperti, in modo da individuare un servizio convittuale per la trentina di ragazze ospitate oggi nella struttura di via Feltre già per il prossimo anno scolastico».

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