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Sanità veneta. Spessotto: “Non è più un modello da esportare. Zaia spieghi cosa sta succedendo”

Arianna Spessotto

“Resto sconcertata nel leggere le notizie di questi giorni sulla Sanità veneta che dovrebbe essere un ‘modello da esportare’ e invece sembra più un modello da evitare”.

Lo dichiara l’onorevole Arianna Spessotto.

“Nei giorni scorsi  – prosegue la parlamentare di Alternativa – mi è capitato di assistere personalmente a scene di grande esasperazione sia per i cittadini che entravano in ospedale che per i sanitari: i controlli per l’accesso alla struttura – affidati ad un’azienda privata – andavano un po’ a rilento perché effettuati da un’unica persona e gli utenti, invece di mostrare comprensione, hanno iniziato ad insultarla. Successivamente mi sono avvicinata a questo addetto ai controlli che era in evidente stato di stress e mi ha spiegato di effettuare turni da 7 ore continuative senza neanche poter andare alla toilette, pagato 4,9 euro lordi/ora, grazie ad una di quelle favolose gare d’appalto di Azienda zero!

E’ vero che la pandemia ha messo tutti sotto stress, ma è anche vero che è mancata da parte della Regione la programmazione e la previsione e che in questi 2 anni non si è risolto nulla! Si è continuato a tagliare su prestazioni e posti letto nonostante la popolazione stia invecchiando e ce ne sia sempre più bisogno. Mancano medici di base. I giovani aspiranti medici e infermieri non riescono ad entrare nei canali formativi. La Regione Veneto continua a polemizzare con l’Ordine dei Medici e a fare appalti di servizi ai massimi ribassi!

In Veneto, fra tre anni, saranno oltre un milione i cittadini senza un servizio fondamentale come il medico di base. La soluzione ‘geniale’ adottata da Zaia è stata aumentare fino a 1.800 il numero degli assistiti da ogni professionista, quando il limite era di 1.500. Poi un conto è assistere persone sane, un altro malati gravi e anziani. E questo trend non si risolve appaltando la salute dei cittadini ai privati, perché i privati cercano di massimizzare i profitti spesso a scapito della qualità dei servizi.

Dopo essermene occupata più volte nella scorsa legislatura, apprendo che finalmente la Procura di Padova sta indagando sugli appalti per l’assegnazione di pasti negli ospedali, addirittura, in regime di monopolio. A Venezia, Rovigo e Vicenza c’è un’altra indagine per il fallimento di compagnie di assicurazioni rumene che avevano stipulato polizze per le Ulss di tutto il Veneto. Buchi di decine di milioni che dovranno pagare i cittadini veneti. Per non parlare dell’indagine in corso sull’ex direttore generale della sanità regionale, Domenico Mantoan o del fatto che Azienda Zero offre incarichi a professionisti da centinaia di migliaia di euro senza aver indetto mai una gara.

Il quadro che ne esce sullo stato della gestione della Sanità del Veneto è molto preoccupante e con troppi buchi neri. Sarebbe il caso – cocnlude Spessotto – che non i dirigenti o gli assessori, ma in prima persona il Presidente Zaia desse conto di tutto quanto e, soprattutto, desse ascolto a chi sabato scorso ha manifestato, a Padova, per una sanità pubblica più vicina alle esigenze dei cittadini reali”.

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