
Si è riunita ieri in Comune di Belluno la terza commissione consiliare permanente su richiesta del consigliere Raffaele Addamiano (Fratelli d’Italia) per chiedere all’amministrazione quale sia l’attuale situazione dei profughi ucraini in città.
“Il sindaco e l’assessore di riferimento, nonché i membri della protezione civile – riferisce Addamiano – hanno precisato che in città di Belluno vi sono circa 400 profughi ucraini la gran parte dei quali circa 360 in famiglie, mentre circa una quarantina nell’ex caserma dei Vigili del Fuoco a Mussoi. Tra questi vi è anche una donna incinta e 16 bambini.”
“Abbiamo posto l’attenzione sull’esigenza del reimpiego a fini lavorativi di questi soggetti e ci è stato detto che due persone sono state dislocate alla SerSa come infermieri. L’altro problema è quello problema è quello della lingua, perché è il primo fattore di integrazione e quindi abbiamo sollecitato l’amministrazione affinché siano organizzati dei corsi di lingua italiana sia per le persone sotto i 12 anni e anche per quelle sopra i 12 anni. Poi c’è il tema della sanità, in particolar modo del Covid. Vi sono al momento tre persone risultate positive al test. Inoltre, c’è la questione della convenzione non ancora sottoscritta tra la Prefettura e il Comune di Belluno, che regola l’intera materia. E’ stata rappresentata l’esigenza abbastanza trasversale dei profughi di tornare di tornare in patria. Nell’attesa, è stato chiesto uno status di protezione temporanea della durata di un anno. Va ricordato, infine, che le persone che sono arrivate qui con al seguito i loro animali di affezione, sono state ospitate nella ex caserma dei Vigili del fuoco”.


