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Edilizia. Allarme sui prezzi e sostenibilità dei cantieri

Belluno, 11 marzo 2022 – “L’aumento dei costi energetici e dei derivati del petrolio stanno mettendo in forte crisi le imprese di costruzione della provincia di Belluno che registrano perdite secche nella gestione quotidiana” questo il grido d’allarme di Paolo De Cian – Presidente degli edili bellunesi di Confindustria Belluno Dolomiti. “La situazione è drammatica – prosegue De Cian – in particolare per le imprese stradali e di scavi che impiegano importanti quantità di gasolio per i propri mezzi al pari degli impianti per la produzione di conglomerati bituminosi e calcestruzzo (impianti energivori) che stanno valutando anche nella nostra provincia uno stop alla produzione”.

Gli effetti di questi aumenti si stanno naturalmente propagando a tutto il settore mettendo in forse la continuazione di molti cantieri. A ciò si aggiunge inoltre il contingentamento nel rifornimento del gasolio per le macchine operatrici che sta creando situazioni senza precedenti.
Il quadro è realmente fuori controllo e le misure già adottate dal governo ai fini delle compensazioni per gli aumenti eccezionali dei prezzi si stanno dimostrando totalmente inadeguati in quanto il ristoro – anche quando si riuscisse ad ottenerlo – avviene dopo anni e le imprese non possono sopportare esposizioni finanziarie di questa portata per così lungo tempo.

Secondo De Cian, una situazione straordinaria come quella attuale, in cui si registrano aumenti del 35-40% per alcuni materiali base – ferro e gasolio – solo negli ultimi dieci giorni, necessita di una presa di posizione nuova che azzeri le accise per il tempo necessario e che riduca il costo del gasolio e dell’energia da subito.
“Come associazione di categoria – continua De Cian – abbiamo sollecitato tutti i livelli, regionali e nazionali perché il problema è naturalmente condiviso e servono azioni sinergiche e condivise”.

Senza misure nuove ed urgenti è evidente che questa situazione fuori controllo inciderà su tutti i lavori in essere o programmati, dal PNRR alle prossime Olimpiadi, passando per i lavori del 110 e le ristrutturazioni in genere, che registrano uno squilibrio quotidiano nei conti mettendone in forse la stessa sostenibilità e fattibilità.

“Al fine di evitare che molti progetti non partano nemmeno – conclude De Cian – stante il rischio che molte gare vadano deserte, è necessario che vengano aggiornati immediatamente tutti i listini prezzi delle stazioni appaltanti, non solo per i nuovi lavori ma anche per i lavori già in corso che scontano ormai quadri economici insostenibili e che le imprese non possono portare avanti”.