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Covid: finché c’è guerra c’è speranza

Alberto Sordi nel film “Finché c’è guerra c’è speranza”

Non è obbligatorio, ma tutti lo devono fare per poter lavorare. E’ il nuovo principio giuridico coniato nel 21mo Secolo nel Bel Paese, culla del diritto. E del resto, non dimentichiamo, che siamo la patria della “non belligeranza”, “dell’armistizio breve”, eppoi ancora del famoso proclama Badoglio dell’8 settembre del ’43 nel quale si ordinava tutto e il contrario di tutto “ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”. Qualcosa vorrà pur dire quell’eventuale, nel dna di un Paese della retorica imperiale, che periodicamente riaffiora.

In ogni caso, il vaccino continua a non essere obbligatorio, tranne che per chi lavora e per chi desidera frequentare bar, ristoranti, teatro, ed eventi. Solo che questa libertà, assicurata dal super greenpass, è a scadenza e per conservarla ci avviamo verso una cadenza quadrimestrale/semestrale di vaccino, eventualmente con tampone che certifichi il permanere della negatività. Ma il vaccino continua a non essere obbligatorio. Intendiamoci, non obbligatorio, per la casalinga, per il pensionato, per chi non lavora e per quella piccola percentuale di popolazione certificata che non lo può assumere per motivi di salute.

Ciò detto, però, non si può disconoscerne la validità che ha avuto nella lotta al covid. Il grafico dei decessi e dei ricoveri 2020/2021 ne sono la palese dimostrazione. Oggi la situazione è certamente migliorata grazie al vaccino. Un successo a doppio effetto, protettivo della salute pubblica e commerciale. Inoculazioni ogni 4/6 mesi nei paesi ricchi garantiranno ai produttori dei profitti formidabili. A gennaio arrivano anche i rifornimenti delle nuove pillole anti-covid, il generale Figliuolo ne ha già ordinate 100 mila dosi tra Molnupiravir e Paxlovid.

Finché c’è guerra c’è speranza, come nel film di Sordi del ‘74.

Roberto De Nart

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