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La musica nel cuore

Da studente pessimo ho avuto anche modo di esorcizzare l’aula, passando dall’altra parte della barricata, insegnando come supervisore prima all’Università Ca’ Foscari, poi all’Università degli Studi di Padova, come consulente presso la SUPSI di Lugano (Svizzera) poi al Consorzio per gli Studi Universitari di Verona e infine presso alcuni Istituti di Secondo Grado nella provincia di Belluno. Da insegnante ho cercato di dare sempre il massimo ai miei studenti, cercando di stimolarli ad ottenere il meglio e a puntare sempre più in alto.

È evidente che c’erano quelli più portati e quelli meno portati per una certa professione, ma stiamo parlando di ragazzi universitari. Quindi, ripensandoci, davvero non capisco quell’insegnante delle Medie che, davanti al mio “Mi piacerebbe andare a fare il Conservatorio di Musica”, rispose “Ma Ferigutti…”. Come dire, “Ma ti rendi conto?” Un ragazzino va sempre stimolato anche se è una capra, come capra sapevo essere io. Deve essere stimolato dai genitori, dagli insegnanti, dagli amici più grandi.

A volte penso a come sarebbe andata se avessi seguito le indicazioni dei miei insegnanti delle Medie e avessi scelto davvero le Scuole Professionali. Sarei stato uno studente pessimo anche lì. Di certo. Coerentemente con me stesso. Ma quei semini piantati da tanti insegnanti che la vedevano diversamente e che credevano nel sottoscritto, alimentando la mia voglia di fare e di progredire non sarebbero germogliati. E adesso non sarei ciò che sono. Niente di che, sia chiaro. Ma meglio di ciò che mi avevano pronosticato alle Medie. Che lavoro farei se i miei genitori, semplici operai ma con la capacità di valutare la mia determinazione e la mia passione per la musica avessero seguito il consiglio dei professori? Un altro, molto probabilmente. Ci ho pensato tante volte. Ma ora che ho fatto ciò che ho fatto, non ho alcun rimpianto. Anzi, penso di avere coltivato la parte migliore di me e di essere fortunato perché faccio il lavoro più bello del mondo. La vita ti può portare ovunque. I buoni consigli, quelli che ti invogliano a studiare e a metterti in discussione, sono sempre i più opportuni. Anche per un asino come me.

Prof. Massimo Ferigutti

Presidente Centro Studi e Ricerche FormArte