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Fondi per la montagna in legge di Bilancio. Berton: “Imboccata la strada giusta. La ripresa non prescinde dalle terre alte”

Lorraine Berton

Belluno, 29 ottobre 2021 – “È stata imboccata la strada giusta: dopo il testo del disegno di legge che si spera venga approvato a inizio del prossimo anno, finalmente nella legge di bilancio si parla espressamente di montagna destinando risorse certe per azioni chiare e misurabili. L’Esecutivo ha capito che la ripresa non può prescindere dalle terre alte e dal contrasto allo spopolamento. Come Confindustria Belluno Dolomiti siamo orgogliosi di aver contribuito, insieme al nostro sistema, ad avviare un percorso che oggi dà risultati concreti che potrebbero essere decisivi: sono il frutto di un lavoro condiviso, in particolare con Uncem, Unimont, Anci e altri soggetti, e di un costante dialogo tra governo, categorie e istituzioni. Ora occorre procedere con i decreti attuativi all’insegna della massima semplificazione e arrivare all’approvazione finale della legge per la montagna, come preannunciato dallo stesso ministro Gelmini che ringrazio per il ruolo che ha riservato alla nostra Associazione”.

Così Lorraine Berton, presidente degli industriali bellunesi, commenta il via libera del Consiglio dei Ministri al “Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane” con una dotazione di 100 milioni di euro per il 2022 e 200 milioni a decorrere dal 2023.

“Sono risorse importanti, ma ancora più importante è aver sdoganato concetti e problematiche che per troppo tempo non sono stati affrontati adeguatamente, su tutti la questione – sempre più drammatica e urgente – dello spopolamento e la necessità di garantire ai residenti delle aree montane interventi socio-economici dedicati. È il riconoscimento delle differenze del vivere e lavorare in montagna: solo così possiamo sperare un giorno di avere le stesse condizioni di partenza delle aree metropolitane del Paese. La montagna non ha mai chiesto di essere assistita ma di avere uguali opportunità rispetto a tutti gli altri”.

Confindustria Belluno Dolomiti, da anni, ha avviato un percorso di condivisione con i principali attori montani, coordinando – all’interno degli Stati Generali della montagna – il Tavolo dedicato all’innovazione, strategico per lo sviluppo del manifatturiero e dei servizi d’eccellenza che da sempre caratterizzano non solo il Bellunese ma l’intero arco alpino. All’interno della stessa Confindustria nazionale è presente il network “Confindustria per la montagna”, lanciato a Cortina d’Ampezzo nel 2018, altra iniziativa dal cuore bellunese e focalizzata sul fare impresa nelle terre alte, che ha permesso di svolgere un ruolo attivo e decisivo anche nella stesura della nuova legge sulla montagna.
In questi mesi, poi, l’associazione degli industriali dolomitica – attraverso il direttore Andrea Ferrazzi – sta facendo sentire la sua voce anche al Tavolo tecnico voluto a inizio estate dal ministro agli Affari Regionali Maria Stella Gelmini e finalizzato alla stesura della legge sulla montagna.

“Ci siamo mossi su più fronti e continueremo a farlo. La montagna per esistere e resistere ha bisogno di coltivare alleanze e continuare a fare lobby, puntando su iniziative concrete, come il sostegno alle imprese giovanili o a un credito d’imposta ulteriore per le spese di innovazione. Tutte proposte che abbiamo portato avanti e che stanno trovando pieno diritto di cittadinanza. È stato un lavoro costante, a tratti faticoso anche per il susseguirsi di Ministri competenti, ma alla fine abbiamo saputo svolgere il nostro ruolo di lobby, nel senso più nobile del termine, per dare alla montagna il futuro che merita”, rimarca Berton.

“A tre anni da Vaia, tempesta che ha dimostrato al mondo le fragilità delle nostre terre alle prese con i cambiamenti climatici, dal Governo è arrivato un segnale finalmente concreto, un gesto d’attenzione che dobbiamo fin da ora mettere al sicuro e rilanciare a livello europeo per una vera politica comunitaria della montagna”, conclude Berton. “Andiamo avanti così, stringendo i tempi e dandoci obiettivi cadenzati”.