Belluno, 20 ottobre 2021 – Nella giornata di ieri il Nucleo investigativo dei carabinieri di Belluno ha arrestato A.C. classe 1981, residente a Belluno. A suo carico era stato emesso un ordine di carcerazione poiché l’uomo doveva scontare la pena di anni 3 e mesi 2 di reclusione per i reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni.
La vicenda, seguita interamente dal personale del Nucleo investigativo dedicato alle violenze di genere, ha inizio nell’agosto 2017 quando la convivente dell’uomo (una 30enne), si presentava al comando dei carabinieri di Belluno con un occhio tumefatto, intenzionata a denunciare l’uomo per il gesto violento. Gli approfondimenti successivi facevano emergere un quadro estremamente preoccupante sulla sua condizione che partiva almeno dal 2015. Emergeva infatti che la donna aveva subito dal convivente violenze di vario genere (violenti schiaffi, pizzicotti e calci), offese di tutti i tip, controlli sul posto di lavoro e del telefono, privazione dell’autonomia economica e decisionale, minacce di farle togliere i figli (due figli tuttora minorenni) e di sbatterla fuori di casa.
Il mese successivo, nonostante la denuncia, la donna veniva nuovamente fatta oggetto di due episodi di violenza: nel primo le veniva sbattuta la testa più volte contro la parete , venendo contestualmente colpita con pugni e schiaffi (10 gg. di prognosi); nel secondo, nel contesto di tutti i maltrattamenti già citati, dopo aver ricevuto insulti e sputi veniva costretta a subire atti sessuali.
A seguito di tutti questi comportamenti, confortati dalle risultanze investigative del Nucleo carabinieri, il GIP del Tribunale di Belluno, emetteva nei confronti dell’uomo la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare.
L’iter processuale faceva il suo corso fino ad arrivare alla sentenza definitiva della Cassazione che lo condannava definitivamente alla pena sopracitata.
Particolarmente pesanti anche le pene accessorie conseguenti alla condanna:
decadenza perpetua della potestà genitoriale; interdizione perpetua dall’esercizio di Tutela e Curatela; perdita perpetua del diritto agli alimenti; interdizione perpetua da una professione; interdizione perpetua da un’ Arte; esclusione perpetua dalla successione della persona offesa; interdizione perpetua dai pubblici uffici (5 anni).



