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Traffico rifiuti per 21mila tonnellate e false fatturazioni per 2 milioni. Operazione dei carabinieri, 12 arresti, sequestrati 1,5 milioni di euro

Belluno, 20 settembre 2021 – Arrestato e incarcerato anche il titolare di una azienza bellunese che si occupa di smaltimento rifiuti nell’operazione scattata questa notte, diretta dalla Procura distrettuale antimafia di Venezia ed eseguita dai carabinieri del Nucleo investigativo con i carabinieri forestali del nipaaf del Comando provinciale di Belluno.

L’indagine, nata nel giugno del 2019 si è conclusa con l’arresto di 12 cittadini italiani di cui 11 incarcerati e uno agli arresti domiciliari. Oltre al sequesto di siti dove sono stati stoccati i rifiuti e il sequestro di conti correnti e quote societarie per un totale di un milione e mezzo di euro. Quattro le province venete coinvolte, Belluno, Treviso, Vicenza e Padova e altrettante nel resto d’Italia Napoli, Avellino e Pisa. Nel registro degli indagati vi sono inoltre ancora una decina di persone a piede libero, con responsabilità minori, coinvolte in questo traffico da Sud a Nord di rifiuti speciali.

La massa di rifiuti sottratta alla regolare tracciabilità prevista dalla legge e scoperta dai carabinieri è di 21mila tonnellate. Una quantità pari a una collina dell’altezza di 5 metri estesa su una superficie equivalente all’intera piazza San Marco a Venezia. Oppure paragonabile ad una colonna di Tir lunga 7 chilometri.

Il business consisteva nel vendere i rifiuti riutilizzabili, come i resti di lavorazione di materie plastiche, evitando così i costi per il regolare smaltimento. Dei corrieri partivano in treno dal Sud con del denaro contante che veniva consegnato alle ditte del Nord. Quest’ultime si trattenevano la quota concordata e riversavano con bonifici a favore di società vuote, cosiddette ‘cartiere’, nate al solo scopo di emettere false fatture. Un volume d’affari accertato di circa due milioni di euro.

La sensazione è che questo metodo illegale possa essere una pratica diffusa.